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Buffalo Bills- Houston Oilers: The Comeback

3 Gennaio 1993, Rich Stadium, Orchard Park, New York
1992 AFC Wild Card Playoff Game
75.141 spettatori

The Comeback, la Rimonta. Questa sola parola basta a rievocare le tre ore e mezza più folli ed imprevedibili della storia della NFL. Orchard Park, New York, 3 Gennaio 1993. I Buffalo Bills ospitano gli Houston Oilers per l’AFC Wild Card Game.
I Bills, guidati da Marv Levy, reduci da 2 sconfitte consecutive al Super Bowl, hanno chiuso la stagione 1992 con un record di 11-5, perdendo 3 delle ultime 5 partite e con esse la possibilità di vincere la AFC East.
L’ultima partita della regular season porta loro la sconfitta più dura da digerire: 27-3 in diretta TV nazionale proprio ad opera degli Houston Oilers, nell’occasione guidati dal quarterback Cody Carlson, riserva dell’infortunato Warren Moon.
Quella sconfitta consegna il titolo divisionale ai Miami Dolphins, oltre a portare gli infortuni del quarterback titolare Jim Kelly e del running back Thurman Thomas, reduce dalla migliore stagione in carriera con 1487 rushing yards.

La strada per il Super Bowl deve passare attraverso il Wild Card Game, scenario inconsueto per i Bills ma decisamente familiare per gli Oilers, alla sesta apparizione consecutiva ai playoffs, tutte tramite Wild Card.
Il Rich Stadium non registra il tutto esaurito: degli 80.000 biglietti disponibili ne vengono venduti 75.141.
Anche i fattori atmosferici sembrano non sorridere ai Bills : quel giorno a Buffalo il tempo è insolitamente mite. Il gelo non avrebbe dato alcun aiuto contro lo spettacolare passing game orchestrato da Warren Moon.
Motivo di ulteriore interesse è lo scontro tra il No Huddle Offense dei Bills, migliore attacco sulle corse della NFL, e il Run & Shoot degli Oilers, la squadra col passing game più efficiente della lega. Il Run & Shoot Offense fu inventato da Joe Mellor negli anni ’50, per poi essere messo a punto negli anni ’80 da Darrel “Mouse” Davis, all’epoca coordinatore offensivo degli Houston Gamblers, franchigia della USFL. Esso prevede l’impiego di 4 wide receivers, nessun tight end ed un running back. L’head coach di quella squadra era Jack Pardee, che avrebbe portato quel tipo di attacco nella NFL non appena prese le redini degli Houston Oilers.
Per un curioso scherzo del destino, il quarterback di quei Gamblers era proprio Jim Kelly.

Primo Quarto

Houston vince il coin toss e sceglie di ricevere. Warren Moon si è completamente ristabilito dall’infortunio che lo ha tenuto fuori per tutto l’ultimo mese di regular season. Il reparto ricevitori è di prim’ordine, con ben 3 giocatori selezionati per il Pro Bowl: Ernest Givins, Curtis Duncan e Haywood Jeffires. Il quarto WR schierato è un veterano di tutto rispetto come Webster Slaughter.
Walt Corey, coordinatore difensivo di Buffalo, privo del linebacker Cornelius Bennett, cerca di arginare l’attacco aereo degli Oilers con una dime package ed una linea composta da 5 uomini: ai defensive ends Bruce Smith e Phil Hansen e al nose tackle Jeff Wright si uniscono i linebackers Carlton Bailey e Darrell Talley. Shane Conlon, linebacker efficace contro le corse, viene fatto accomodare in panchina.
La mossa si rivela inefficace: Kevin Gilbride, coordinatore offensivo degli Oilers, viene facilmente a capo del problema rimischiando le carte: ai precisi passaggi di Moon vengono alternate le corse del running back Lorenzo White. E quando tutte le strade appaiono sbarrate, ci pensa lo stesso Moon a trovare la soluzione andando in scramble.

Nel drive iniziale, conclusosi con un passaggio in touchdown da 3 yards per Jeffires, Moon impiega 14 giochi per percorrere 80 yards, completando 6 passaggi su 7. Il kicker Al Del Greco realizza il punto addizionale per il 7-0.
Privo di Jim Kelly, Marv Levy schiera il QB di riserva Frank Reich, alla prima apparizione da titolare in una partita di postseason. L’attacco dei Bills arriva fino alle 20 yards di Houston prima di incepparsi. Un field goal di Steve Christie porta il punteggio sul 7-3 con 1:54 da giocare.

Secondo quarto

I Texani riprendono il discorso esattamente da dove l’avevano lasciato, marciando indisturbati con un drive fotocopia del primo: 80 yards (stavolta in 12 giochi) con Moon ancora 6/7 al lancio, l’ultimo dei quali è un passaggio da 7 yards per Webster Slaughter nella endzone. I Bills non sanno che pesci prendere: non riescono a coprire le tracce brevi e non mettono pressione a Moon. E quando ci riescono, il risultato è un gioco rotto in scramble con conseguente guadagno di yards. Come se non bastasse, lasciano agli avversari il pieno controllo dell’orologio.
Per Jim Eddy, coordinatore difensivo degli Oilers, sembra essere un tranquillo pomeriggio: i suoi uomini costringono i Bills al punt dopo sole 3 azioni.
Possesso di nuovo a Houston e Warren Moon continua lo show, imbeccando Curtis Duncan con un passaggio in touchdown da 26 yards. Con 4:06 all’intervallo, gli Oilers conducono 21-3.
Nel drive seguente, Reich riesce a conquistare un paio di primi down (uno dei quali nato da una situazione di 3&22) ma non di più. E se finora l’attacco aereo piange, quello su terra di certo non ride: il malconcio Thurman Thomas viene limitato a 10 portate per 26 yards complessive. Con la palla sulle 33 di Houston, i Bills perdono il possesso dando agli Oilers un’altra chance con 1:15 all’halftime.
Moon si rimette all’opera e trova il quarto TD della giornata, stavolta con un passaggio da 27 yards per Haywood Jeffires. Il colpo è ancora più doloroso perché quel drive viene tenuto in vita da una penalità alla difesa di Buffalo in una situazione di 4&1.
Il punteggio sul tabellone è eloquente: gli Oilers conducono 28-3. Sulle sidelines i giocatori dei Bills sono in stato di shock. Parecchi spettatori stanno già pensando di guadagnare rapidamente l’uscita.
Nel frattempo Marv Levy pensa a come rimettere insieme la sua squadra oramai allo sbando.

Halftime

Alcune cifre rappresentative del dominio degli Oilers, autori del miglior primo tempo nella storia dei playoffs NFL.
21 minuti e 12 secondi di possesso palla, con un Warren Moon sensazionale: 19/22 per 219 yards, 86 % di passaggi completati, 4 TD e rating pari a 147.5 (*migliore prestazione nella storia per un quarterback nella prima metà di gara*).
“Warren entrò in campo e iniziò a bersagliarci. Era preciso come un chirurgo plastico” , afferma Darryl Talley.
Nello spogliatoio dei Bills, Walt Corey non le manda certo a dire.
“Urlai ai miei giocatori le stesse cose che i fans gridarono a me mentre stavamo lasciando il campo” , ricorda il coordinatore difensivo. “Non posso riferire quelle parole, ma più parlavo, più alzavo il tono di voce. La cosa che mi più seccava era il loro approccio. Mi sembravano intimoriti. Erano al posto giusto, ma non facevano succedere nulla. Questo è un gioco in cui ci vuole attitudine. A volte cominci a giocare e hai paura di far accadere le cose o di commettere errori”.
“Ad ogni sua parola, la temperatura saliva sempre più finchè non esplose”, commenta il nose tackle Jeff Wright. “Aveva tutto il diritto di dire quelle cose. Stavamo mettendo in imbarazzo lui, noi stessi e i fans dei Buffalo Bills” .
Marv Levy sceglie di agire su un’altra leva :
“Dissi ai miei: ’Avete ancora 30 minuti. Forse sono gli ultimi 30 minuti della stagione, e quando questa finisce sarete soli con voi stessi. E dovete sentirvi con la coscienza a posto, a prescindere di come vada a finire questa partita’”.
In seguito Levy avrebbe ammesso che sarebbe stato più facile vincere la lotteria di New York che ribaltare quel match.
Poi si consulta col coach degli special teams, Bruce DeHaven, chiedendo di provare l’onside kick in ogni occasione. DeHaven ha un solo schema, quello che sperava di non dover mai usare.

Walt Corey decide di abbandonare la tattica usata nella prima metà. D’altra parte i 6 defensive backs erano stati umiliati e la prevent defense era stata fatta a pezzi senza alcuna pietà.
Per tentare di far deragliare l’Oiler Express si ritorna alla più canonica difesa 3-4, quella utilizzata per tutta la stagione. Essa avrebbe fornito una pass rush più imprevedibile e un mismatch favorevole tra i linebackers dei Bills ed i ricevitori di Houston.

Terzo quarto

I Bills tornano in campo decisi a rimettersi poco per volta in carreggiata. Alla terza azione, Frank Reich dalla shotgun formation lancia al tight end Keith McKeller ma la palla sfugge dalle mani del ricevitore per finire in quelle della safety degli Oilers Bubba McDowell. L’intercetto viene riportato in touchdown con una corsa lungo le sidelines.
Houston è avanti 35-3 ed è passato solo 1:41 dall’inizio del terzo quarto.
Un radiocronista texano dichiara: “Le luci sono accese qui al Rich Stadium, ma potete pure spegnerle… questa partita è finita”.
Gli spettatori cominciano a tornarsene a casa con le pive nel sacco.
Ma a questo punto si verifica una serie di azioni incredibili, coincidenze mai viste, errori arbitrali e colpi di fortuna.
I Bills perdono anche Thurman Thomas, già a mezzo servizio, costretto a gettare la spugna. Al suo posto entra Ken Davis.
Il kicker degli Oilers Al Del Greco effettua il kickoff, ma il vento altera la traiettoria della palla non appena essa abbandona il tee, rimbalzando nei pressi del logo di metà campo. Buffalo riparte da un’eccellente posizione. La difesa degli Oilers, gasata dall’intercetto di McDowell, cerca il colpo del KO anziché concentrarsi sulle tracce dei ricevitori.
Un lancio di Frank Reich passa tra le braccia del linebacker Eddie Robinson per poi depositarsi quasi casualmente nelle mani del tight end Pete Metzelaars. Un possibile intercetto si trasforma così in un ottimo guadagno per i Bills. Un passaggio completato per Andre Reed e una corsa di Ken Davis portano Buffalo sulla goal line. Alla decima azione del drive, Davis sprinta verso sinistra seguendo un blocco di Jim Richter ed è nella endzone. Con 8:52 da giocare nel terzo quarto Buffalo inizia a dare segni di vita. Houston 35, Buffalo 10.
“Non fu un drive particolarmente faticoso, gli Oilers si stavano rilassando”, ricorda il centro di quei Bills, Kent Hull.

La seconda incredibile azione nasce da una chiamata di Bruce DeHaven, nota come “Suicide Onside”. Tutti si aspettano l’onside kick. Tutti tranne i coach e gli special teams degli Oilers, schierati nella classica formazione da kickoff return. Quello che li trae in inganno è lo schieramento delle squadre speciali dei Bills, disposte come in un normale kickoff. Ma Steve Christie consuma la sua beffa con un calcetto da 10 yards. La palla rotola indolentemente verso l’oiler Rick Graf che si inginocchia per riceverla. Ma su di lui si avventa come una furia Mark Pike, special teamer dei Bills, che consente a Christie di recuperare la palla da lui stesso calciata !
Buffalo è di nuovo in possesso a metà campo, col vento a favore.
“Credo che il punto di svolta sia stato l’onside kick recuperato da Christie. In quel momento i ragazzi aprirono gli occhi. Lanciai uno sguardo verso le sidelines degli Oilers e vidi i loro coach discutere animatamente. Ebbi la sensazione che stava per succedere qualcosa di memorabile”, sostiene Jim Kelly.
La prima azione del drive è un passaggio da 12 yards che il wide receiver Don Beebe agguanta a pochi millimetri da terra. Jerry Gray, defensive back degli Oilers (e futuro coordinatore difensivo dei Bills), colpisce la palla causando il fumble. Per gli arbitri Beebe è già a terra e questa chiamata erronea lascia ai Bills il possesso.
A questo punto Buffalo comincia a crederci e il pubblico si risveglia.
Gli Oilers cominciano a commettere errori: un offside su un 3&1 dà ai Bills il primo down. Nell’azione successiva ancora una volta Gray è vittima del destino: sulla linea di scrimmage costringe Beebe a fare 2 passi fuori dal campo, rendendolo ineleggibile. Ma gli arbitri stanno guardando altrove e Reich lo imbecca libero sulle sidelines per un passaggio in touchdown da 38 yards.
I Bills accorciano lo svantaggio con 7:56 da giocare nel terzo quarto: Houston 35, Buffalo 17.
“Fu dopo quel mio touchdown che tutta la squadra iniziò a credere davvero nel miracolo”, ricorda Don Beebe.

Gli spettatori rimasti sono rivitalizzati da questi 2 touchdown in soli 56 secondi e iniziano a farsi sentire davvero.
Christie effettua il kickoff calciando alto e corto, sperando di cogliere alla sprovvista i disorientati Oilers, e per poco non ci riesce. Due giocatori di Houston si scontrano fra loro nel tentativo di recuperare la palla e per un niente non se la lasciano sfuggire.
Moon inizia ad arrugginire insieme al suo attacco “ben oliato”. L’intervallo e i 3 possessi consecutivi dei Bills hanno costretto la macchina offensiva dei texani all’inattività per quasi un’ora. Moon, oltre a questo, si ritrova ad affrontare un diverso schieramento difensivo, la 3-4, ed un pubblico sempre più selvaggio.
Buffalo riesce finalmente a mettere pressione: due passaggi incompleti e un potente placcaggio di Phil Hansen ai danni di Lorenzo White costringono gli Oilers al punt. E la fortuna assiste ancora i bufali: Greg Montgomery non riesce a produrre più di un orrendo punt da 25 yards.
Reich apre il drive successivo con un lancio da 18 yards per James Lofton. Ken Davis con una serie di ottime corse conquista altre yards. Poi Frank Reich lancia Don Beebe in touchdown con un passaggio da 41 yards, ma la meta viene annullata per una falsa partenza di Howard Ballard. Dopo altre 20 yards guadagnate sul terreno da Ken Davis, ha inizio lo show personale di Andre Reed. In tutta la regular season ha totalizzato soltanto 3 touchdown (soltanto 1 nelle ultime 11 partite), sembrando quasi sempre un corpo estraneo nei meccanismi offensivi della sua squadra. Ma con 4:21 al termine del terzo quarto avviene la sua resurrezione. Elude facilmente la copertura del cornerback Steve Jackson, riceve un passaggio sbilenco di Reich e varca la endzone. Houston 35, Buffalo 24.

Warren Moon si ritrova alla guida di una macchina totalmente fuori giri. In più di 10 minuti nel terzo quarto ci sono state solo 3 azioni degli Oilers per 3 yards guadagnate contro 18 azioni dei Bills per un totale di 176 yards. E per Houston il peggio deve ancora arrivare. I texani aprono il drive con una penalità sanzionata all’attacco. Il rumore del pubblico è così elevato che i ricevitori non riescono a sentire gli aggiustamenti chiamati da Moon sulla linea di scrimmage. Sul primo down e 15, il passaggio per Webster Slaughter è troppo alto e viene intercettato da Henry Jones.
I Bills ripartono dalle 23 degli Oilers. La difesa di Houston finalmente si sveglia e concede soltanto 5 yards in 3 azioni. Situazione di 4&5 dalle 18 yards: Marv Levy prende il coraggio a due mani e va controcorrente decidendo di non calciare un facile field goal per sfruttare la mano calda del suo quarterback. Andre Reed percorre una slant centrale ricevendo in tuffo il passaggio di Reich per il suo secondo touchdown della giornata. Con esattamente 17 minuti alla fine, Houston 35, Buffalo 31.

La scelta di convertire quel quarto down è dettata principalmente dalla direzione del vento. Ben 7 degli 8 touchdown e 51 dei 66 punti complessivi sono stati segnati dalla squadra col vento a favore . Un field goal realizzato avrebbe portato i Bills ad uno svantaggio di 8 punti, e nel 1993 la conversione da 2 punti non era stata ancora introdotta.
“Dissi ai miei assistenti che avremmo tentato la conversione di un quarto down solo se fosse mancato poco per il primo down”, commenta Levy. “Non sapevo che con quel gioco avremmo fatto touchdown, ma se avessimo scelto di calciare il field goal saremmo stati sotto ancora di 8 punti. Il quarto era quasi finito e stavamo per andare contro vento”.
L’attacco di Houston continua a stentare: Moon cerca dei facili screen pass, ma i suoi ricevitori lo tradiscono ancora. La pass rush di Darryl Talley causa il fumble di Moon, gli Oilers lo recuperano ma sono costretti al secondo punt della partita. Il calcio di Montgomery è addirittura più fiacco del precedente, appena 24 yards.
Dopo una prima metà quasi perfetta, il terzo quarto è stato da incubo per Warren Moon: 2 passaggi completati su 7, 19 yards e 1 intercetto.
I tifosi dei Bills che avevano lasciato lo stadio cercano di riguadagnare l’ingresso, alcuni provano perfino a scavalcare i cancelli. Ma le loro speranze di assistere ad un pezzo di Storia si spezzano quando vengono bloccati ai varchi.

Quarto quarto

I Bills iniziano l’ultimo quarto sulle proprie 48 yards con il vento a sfavore.
E i venti del Rich Stadium danno loro più grattacapi della difesa texana, smorzando un passaggio di Reich su un terzo down. Buffalo al punt e Moon può finalmente sfruttare il vento a favore per far ripartire il Run & Shoot offense.
Ben presto gli Oilers riprendono ritmo e fiducia. Oltre a questo beneficiano di una chiamata arbitrale che annulla un intercetto di Carlton Bailey per una dubbia penalità ai danni di Bruce Smith. Nonostante 2 sacks di Jeff Wright, Moon porta i suoi sulle 15 yards di Buffalo. Terzo down e 10, Moon lancia al wide receiver Leonard Harris che, liberatosi di Shane Conlon, si invola sulla destra verso la endzone, apperentemente indisturbato. Ma Phil Hansen recupera provvidenzialmente e lo placca a poche yards dalla meta. Per un soffio i Bills non si trovano di nuovo sotto di 11 punti, con 8 minuti alla fine e col vento contro.
Gli Oilers non riescono a combinare nulla di buono e sono costretti a tentare un field goal da 32 yards, con 6:53 da giocare. Per Greg Montgomery la situazione si mette di male in peggio: dopo i 2 punt calciati miseramente, non riesce a bloccare lo snap. Gli arbitri interrompono l’azione quando la palla viene recuperata da Darryl Talley, rendendo inutile il ritorno da 70 yards.
Buffalo ha bisogno di 74 yards ed il tempo sembra scorrere sempre più velocemente. Reich apre il drive con uno screen pass per Ken Davis. I Bills sono sulle propre 31, quando un drop di Beebe li pone in una situazione di 3&4. Levy chiama il secondo timeout, per poi optare per una magistrale draw. Con le secondarie degli Oilers impegnate nel coprire i ricevitori, Davis ha il campo spianato di fronte a sé grazie ai blocchi devastanti di Richter e Wolford. Soltanto un tackle disperato di Steve Jackson riesce ad evitare il touchdown, limitando il guadagno di Davis a 35 yards.

Dopo una ricezione di Beebe sulle 25 yards, Reich converte un 3&2 con un passaggio per Andre Reed sulle 17. I Bills trovano il touchdown nell’azione seguente, quando Reich lancia Reed in touchdown con un passaggio centrale. Il Rich Stadium esplode : i Bills conducono 38-35 dopo aver rimontato 32 punti.
“It is pandemonium, it is fandemonium and it is… fantastic !” urla un cronista.
Mancano 3:08 alla fine e Moon e gli Oilers sono all’ultima spiaggia.
Ad ogni snap il rumore degli spettatori, oramai tutti in piedi, si fa sempre più assordante. Quarto down e 4 sulle 34 yards di Buffalo, Moon trova Slaughter sulle 16. Il coordinatore offensivo degli Oilers, Kevin Gilbride, forse soggiogato dalla paura di vincere, rinuncia a chiamare dei lanci verso la endzone. Sul primo down Moon è costretto a liberarsi della palla. Una draw sul secondo down porta solo un guadagno di 5 yards. Sul 3&5 la pass rush dei Bills costringe Moon fuori dalla tasca. Il QB prova ad andare in scramble ma viene fermato da Bailey a 3 yards dal primo down. Pardee chiama il time out e con 12 secondi sul cronometro Al Del Greco realizza il field goal del 38 pari.

Overtime

Gli Houston Oilers scelgono croce, vincono il coin toss e decidono di ricevere. Questo dà ai Bills il vento a favore, un fattore che risulterà cruciale. Christie, kicker preciso ma non potente, calcia oltre la endzone per il touchback. Gli Oilers cominciano il drive dalle proprie 20 yards, mentre il pubblico eleva un possente muro di suono. Moon riesce a comunicare a stento con i suoi e completa 2 passaggi per un totale di 7 yards. Sul terzo down e 3, Jeff Wright mette pressione a Moon che, per evitare il sack, lancia frettolosamente verso Ernest Givins. Givins, disturbato da Darryl Talley, non riesce ad alzare le braccia per ricevere. La palla passa sopra la sua testa e si deposita fra le mani del cornerback Nate Odomes, che ritorna l’intercetto per 2 yards. Oltre al danno, pure la beffa: Jeffires, nel tentativo di effettuare il placcaggio, si aggrappa alla maschera di Odomes e gli arbitri lo sanzionano con una penalità da 15 yards.
“Quell’intercetto fu l’effetto di un’ottima combinazione di pass rush e copertura. Gettammo la lenza e Moon abboccò in pieno”, ricorda lo stesso Odomes.
I Bills ripartono dalle 20 degli Oilers con la strada oramai completamente in discesa. Due corse di Ken Davis li avvicinano ulteriormente alla endzone e sul terzo down decidono di calciare. Steve Christie realizza il field goal da 32 yards, portando a compimento il miracolo. Buffalo 41, Houston 38.

Conclusioni

“Quella fredda mattina salii in macchina per dirigermi verso il Rich Stadium, dove avrei giocato da titolare la prima partita di playoff della mia carriera. La misi in moto per farla riscaldare e, mentre i finestrini cominciavano a sbrinarsi, accesi l’autoradio. Ascoltai più volte una canzone,‘In Christ Alone’, e ne trascrissi le parole per trovare conforto. Ebbi la sensazione che Dio volesse comunicarmi qualcosa, e ciò mi sembrò evidente durante quella miracolosa rimonta. Quel giorno Dio fu certamente dalla parte dei Bills”.

Questo è il ricordo di Frank Reich, che immediatamente diventa una celebrità. Chris Berman di ESPN lo soprannomina “Frank ‘Lloyd’ Reich, architetto delle rimonte”.
Reich infatti detiene sorprendentemente sia il record di migliore rimonta della NFL che quello della NCAA, avendo orchestrato nel 1984 una clamorosa rimonta di 31 punti di Maryland contro i Miami Hurricanes.

??“Che posso dire ? Non si può pensare che il prossimo anno andrà meglio. Non so cosa è successo, so solamente che abbiamo fallito come squadra e come organizzazione”??, è il commento a caldo di Chris Dishman, safety degli Oilers.
I Bills sarebbero giunti al terzo Super Bowl di fila, sconfiggendo i Pittsburgh Steelers al Three Rivers Stadium ed i Miami Dolphins al Joe Robbie Stadium. Ma il sogno di vincere finalmente il Lombardi Trophy sarebbe evaporato a Pasadena per mano dei Dallas Cowboys. Dopo quell’ulteriore mazzata (terzo Super Bowl perso consecutivamente) tutti li avrebbero dati per finiti , ma l’anno seguente quei Bills si sarebbero rialzati ancora una volta raggiungendo (e perdendo) il quarto Super Bowl di fila, per poi cadere definitivamente.

Bibliografia

- 75 Seasons
- www.billszone.com
- www.foxsports.com

Great_Games | by Roberto Petillo | 14/01/07

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