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Arizona Cardinals


I Cardinals nascono nel 1899 grazie a Chris O’Brien, imprenditore che acquista la squadra da un gruppo di giovani che già dall’anno precedente praticava attività col nome di Morgan Athletic Club nella South Side di Chicago. O’Brien porta la squadra a giocare al Normal Field e ribattezza il team come Normals, nome poi cambiato in Racine, appellativo preso da una via della città; la mossa successiva è quella di acquistare maglie dall’Università di Chicago, maglie usate e di un colore rosso castano. Per O’Brien quel rosso è in realtà un rosso cardinale, in riferimento a un tipo di uccello denominato cardinal bird. Nascono così i Racine Cardinals quando siamo nel 1901, e la squadra rimarrà attiva per cinque anni prima di spegnersi.

Nel 1913 è ancora Chris O’Brien a rimettere in piedi la squadra e, pochi anni più tardi, avrà soldi a sufficienza per comprare delle nuove uniformi e assoldare il primo head coach, Marshall Smith, col quale nel 1917 perderà solo due incontri aggiudicandosi la Chicago Football League.
A causa del primo conflitto mondiale e di un’epidemia di influenza il team si scioglierà di nuovo nel 1918 per ripartire una terza volta dopo l’armistizio siglato in Europa. Nel 1920 i Chicago Cardinals entrano nella NFL (allora APFA) per non uscirne mai più. Insieme ai Chicago Bears sono l’unica squadra da sempre presente nella Lega professionistica più importante del football americano.

Racine Cardinals

1920 – I Racine Cardinals sono molto popolari nell’area di Chicago, una zona che conta undici team di football, e pagano un ingresso di 100 $ per far parte della lega professionistica nascente. I Cards esordiscono quindi il 10 ottobre di quell’anno pareggiando 0-0 contro i Chicago Tigers in trasferta. La seconda gara ufficiale vedrà la loro prima sconfitta, 0-7, contro i Rock Island Independents.
L’esordio sul suolo amico combacerà con le prime segnature e la prima vittoria della storia, un roboante 21-0 rifilato ai Detroit Heralds. La stagione si chiude con un record di 3-2-1 quando ancora i pareggi non contano nulla, ed i Cards si aggiudicano altre tre gare fuori dalla schedule ufficiale.

1921John “Paddy” Driscoll, vera stella di quel periodo, ufficializza la propria appartenenza ai Cardinals dopo un anno di attività in “prova”, e lo fa firmando un contratto da 3000 dollari a stagione. Il campionato si chiude con un mediocre 3-3-2 nonostante la presenza del grande campione.

Chicago Cardinals

1922 – Spostando la propria sede di gioco al Comiskey Park la squadra viene ribattezzata definitivamente come Chicago Cardinals per non essere confusa coi Racine Legion del Wisconsin, nuovi arrivati nella lega. La nuova casa porta bene ai Cardinals che chiudono la stagione 8-3 giungendo terzi in classifica.

1923/24 – Il titolo sembra vicino in questa stagione dopo una partenza dove i Cardinals vincono le prime quattro gare senza subire punti e segnandone ben 85, 60 dei quali nella sola partita contro i Rochester Jeffersons. Finirà 7-4.
Nel 1924 non andrà meglio, i Cardinals si ritroveranno ad essere una tra le tante con un record di 5-4-1.

1925 – Arriva finalmente il titolo di campione NFL grazie ad un 11-2-1 che vede non poche polemiche trascinarsi dietro l’evento. Il tutto ruota intorno alle regole dell’epoca, grazie alle quali ogni team poteva gestire ed organizzare la propria schedule e che vide la NFL annullare un match ai Pottsville Maroons che affrontando la Notre Dame All-Stars violarono il diritto di Frankford di affrontarli. La NFL sospese i Maroons sottovalutando il fatto che questi ultimi avessero battuto sul campo i Chicago Cardinals in modo piuttosto netto e che, gli stessi Cardinals, avessero arrangiato due match aggiuntivi contando sull’inferiorità degli avversari mentre, dal canto loro, Pottsville andava a giocare con la selezione di Notre Dame convinta di avere già il titolo in tasca.
Una delle decisioni più controverse di sempre porterà Pottsville a “fabbricare” il proprio trofeo personale, lasciando a Chicago, che dapprima pareva voler rifiutare, quello ufficiale.

1926/29 – Dopo il titolo i Cardinals torneranno ad esibire un gioco piuttosto mediocre senza più centrare una stagione vincente per tre anni. E’ però del 1929 la notizia più importante, quando cioè Chris O’Brien cede la propria “creatura” al dottor David Jones dopo 28 anni di guida.

Jones riuscirà a persuadere il running back Ernie Nevers dal ritirarsi, relegandolo al ruolo di giocatore-allenatore. Nevers completerà l’impresa, ancora imbattuta, di segnare 40 punti in una gara (6 mete e 4 extra point) in un match contro i Chicago Bears terminato 40-6. Il record di 6-6-1 a fine anno permetterà ai Cards di tornare ad una stagione vincente.

1930/32 – La squadra ripiomba di nuovo nella mediocrità di gioco e risultati, segnando di nuovo stagioni perdenti una dopo l’altra. Nel ’32 Charles W. Bidwell, vice presidente dei Chicago Bears, acquista i Cardinals per 50000 dollari da David Jones e ne diventa il terzo proprietario. La sua prima stagione come presidente si chiude con un misero 2-6-2.

1933/34 – Continua la striscia perdente dei Cardinals che, nel 1933, vengono inseriti nella divisione West della NFL dopo la decisione di quest’ultima di creare due conference differenti all’interno della stessa lega. All’esordio in questo nuovo “disegno” i Cards giungeranno ultimi con un record di 1-9-1, mentre l’anno successivo replicheranno l’impresa con un più onorevole 5-6.

1935/38 – Con coach Milan Creighton si interrompe per un attimo la serie perdente (6-4-2), ma il tempo di esultare e la squadra precipita di nuovo nei bassifondi chiudendo (nel 1938) ultima con sei partite a meno di 10 punti segnati e tre shutout subiti.

1939/43Ernie Nevers ridiventa allenatore e la squadra crolla a 1-10. Nel 1943 con coach Phil Handler, subentrato all’ex stella, si tocca il punto più basso di sempre durante la sesta stagione perdente consecutiva della franchigia. Il record è 0-10, con tre shutout subiti e altrettante partite decise in favore degli avversari da un TD o meno.

1944 – L’emergenza creata dal secondo conflitto in Europa spinge i Cardinals a unire gli sforzi con i Pittsburgh Steelers, creando un’unica formazione denominata Card-Pitt. I due allenatori rimangono in sella collaborando tra loro e le partita in casa vengono divise tra Comiskey Park e Forbes Field. Solo il record non cambia: 0-10.

1945 – Il 14 ottobre i Cardinals battono i Bears 16-7 e interrompono a 29 la serie di sconfitte consecutive (record NFL anche se “diviso” per un anno a metà con gli Steelers), vincendo per la prima volta in tre anni.

1946Jimmy Conzelman inserisce la T-Fortmation per il proprio attacco e, guidati dal quarterback Paul Cristman, i Cards pongono fine ad un’agonia di otto anni chiudendo a 6-5 la stagione.

1947 – La stagione sembra la più maledetta della storia della franchigia quando, in aprile, muore l’owner Charles Bidwell seguito pochi mesi dopo dal punter rookie Jeff Burkett precipitato in aereo nello Utah e che lasciò da leader nei punt della NFL con una media di 47.4. Solo Charley Trippi, runningback firmato per centomila dollari da Bidwell poco prima di morire e schierato come quarterback, continua a far sperare che, al di là di tutti questi pessimi avvenimenti, qualcosa possa girare per il meglio, almeno sul campo.
I Cardinals cercano di togliersi la scomoda etichetta di “altra” squadra di Chicago battendo i Bears per ben due volte in stagione (31-7 in casa, 30-21 fuori) compiendo la seconda impresa nell’ultima gara di campionato quando le due franchigie, appaiate in classifica, giocarono una partita che valeva l’accesso al Championship NFL. Il leggendario Sid Luckman, QB dei Chicago Bears, verrà intercettato per 4 volte, e in due di queste occasioni i Cards andranno a mettere punti sul tabellone riportando l’ovale in meta. Il record fu di 9-3, il maggior numero di vittorie dal 1925.
I Chicago Cardinals arrivarono così al Championship dove sconfissero i Philadelphia Eagles reduci da un Divisional spareggio contro Pittsburgh. Il 28-21 finale viene sancito da un intercetto di Marshall Goldberg sul finire del quarto periodo che chiude ogni speranza di Philadelphia di pareggiare i conti.

Un anno di lutti e malasorte si chiude col secondo trionfo nella Lega per la squadra più antica della NFL a quel punto guidata da Violet Bidwell, vedova del presidente che guidò i Cardinals per 15 stagioni. Jimmy Conzelman venne eletto coach of the year.

1948 – I Cardinals vanno subito per il back to back, chiudono la stagione 11-1 (miglior primato eguagliato) ma cadono contro Philadelphia nella rivincita della stagione precedente. La partita si chiuderà 7-0 per gli Eagles sotto un’incredibile bufera di neve.

1949/50Jimmy Conzelman lascia il posto di head coach, verrà sostituito dal mitico Dick Lambeau che resterà in sella per poco meno di due stagioni. Nel 1949 i Cardinals passeranno alla East Division, tornando però a veleggiare tra le posizioni medio-basse delle classifiche.

1951/53 – Anche se i risultati non sorridono ai Cards, la squadra continua a combattere almeno per il dominio nella Windy City contro gli arcirivali dei Bears. Nel 1951 ai Cardinals riesce lo sweep, mentre nel ’53 il nuovo coach Joe Stydahar si salva dalla terza stagione nella storia della squadra a 0 vittorie vincendo l’ultima di campionato in trasferta a Wrigley Field per 24-17 e chiudendo con un record di 1-10-1.

1954/56 – Dopo sei stagioni perdenti il 1956 sorride ai Cardinals che chiudono la stagione a 7-5 grazie alle sei vittorie consecutive che chiusero il campionato. Chicago registrò due record impressionanti sempre nella stessa stagione quando a Washington, il 14 ottobre contro i Redskins, Frank Bernardi romperà un record di franchigia lungo 21 anni e siglato da Phil Sarboe riportando un punt in meta per 95 yards, distanza che rimane ancora la più lunga nel record book della squadra.
Nella stessa gara il RB Ollie Mason riporterà invece un calcio in meta per 105 yards, pareggiando un altro record, stavolta NFL, che resisterà per decenni.

1957/59 – Nel 1959 la squadra raggiunge il nono record negativo in dieci anni ed è ormai evidente come il nomignolo di “other team in Chicago” sia oggettivamente esatto. Vivendo all’ombra dei Bears, squadra capace di dominare dal primo giorno della Lega, i Cardinals faticano ad attirare l’attenzione del pubblico che scarseggia sempre di più rendendo difficile persino mantenere i costi di gestione dell’impianto in cui gioca. Quell’anno i Cardinals giocheranno 4 partite nello stadio dei Bears e un paio in Minnesota, vincendo l’ultima gara della loro storia in Illinois il primo novembre proprio contro Pittsburgh, franchigia con la quale in passato aveva persino diviso le sorti per una stagione. Il campionato si chiuderà 2-10 con sei sconfitte di fila e, alla fine, Violet Bidwell deciderà di portare via la squadra da Chicago.

St. Louis Cardinals

1960 – L’avvento dell’*American Football League* spinge la NFL a cercare di coprire il più possibile le aree degli Stati Uniti con il maggior numero di squadre. La proposta di Violet Bidwell viene così immediatamente accettata e i Cardinals si spostano a St. Louis dove mantengono lo stesso nome che, guarda caso, è anche quello della squadra di Baseball. Le due franchigie si divideranno anche lo stadio, lo Sporstmen’s Park, oggi rinnovato e conosciuto come Busch Stadium.
Le difficoltà non saranno poche, in primo luogo quelle del campo di allenamento che, per il football, non si riesce a trovare, obbligando i ragazzi di coach Pop Ivy ad allenarsi in un parco. L’esordio come St. Louis Cardinals sarà una vittoria in trasferta (Los Angeles) alla quale faranno seguito tre sconfitte, tra cui quella della prima casalinga contro i NY Giants del 2 ottobre. Il 23 dello stesso mese corrisponde così alla prima vittoria della squadra a St. Louis quando con un risicato 12-10 i Cardinals sconfissero gli esordienti Dallas Cowboys. La stagione si chiuderà 6-5-1, prima annata vincente dopo quattro anni.

1961/69 – Nel gennaio del ’62 muore Violet Bidwell e le succedono i figli Charles W. Bidwill Jr. e William V. Bidwill. Nel 1964 il nuovo stadio è quasi pronto quando i fratelli Bidwill vengono convinti a spostare la franchigia ad Atlanta, per avere un mercato più “libero” da altri sport e recuperare un po’ di soldi. Alla fine i Bidwell si convinceranno a rimanere a St. Louis, per anni continueranno i problemi di soldi, ma almeno sul campo le cose miglioreranno con in Cardinals più volte vicini all’impresa di raggiungere il Championship e destinati, sempre nel ’64, a quello che Vince Lombardi definì il “game for losers”, una sorta di amichevole di consolazione per le due seconde classificate in ogni conference.

Tra i record va segnalato l’incredibile 33-33 che i Cardinals ottennero sul campo, sempre nel ’64, contro i Cleveland Browns.
Nel 1965 la free safety Larry Wilson si rese protagonista di uno dei giochi più incredibili della NFL deflettando un lancio con una mano ingessata e, successivamente, controllando l’ovale col petto per poi riportarlo in meta dopo 35 yards. Wilson aveva entrambe le mani ingessate ma riuscì comunque a concludere il più incredibile intercetto di sempre.

Nel 1966 il nuovo Busch Stadium è finalmente pronto mentre, l’anno successivo, la NFL ridisegna la lega creando tre conference invece delle tradizionali due. I Cardinals finiscono nella Century con Pittsburgh, Cleveland e NY Giants. Il primo anno chiuderanno terzi con un record di 6-7-1.
Lo stesso anno il QB è Jim Hart che, uscito da Southern Illinois, sarà per 17 anni un faro della squadra si St. Louis.

1970/77 – Dopo una decade di alti e bassi condita da pochissimi momenti di gloria i Cardinals cominciano il nuovo decennio inseriti nella NFC East della rinnovata NFL che ha inglobato la rivale AFL. St. Louis si toglierà il lusso di portare uno sweep ai danni dei futuri campioni di conference, i Dallas Cowboys, andando in Texas per la seconda partita a giocare uno degli incontri più memorabili della storia dell’intera franchigia e dominando la gara con uno shutout chiuso con un impressionante 38-0.
Nel 1974, finalmente, i Cardinals raggiungono i playoffs NFL, ormai appuntamento clou della stagione di pro football e non più limitati al semplice Championship degli anni dei pionieri del gioco. L’esordio vedrà la sconfitta contro i Minnesota Vikings per 30-14, ma l’era di coach Don Cornell, iniziata nel ’73, sarà una delle migliori d sempre.
Nel 1975 i Cardinals saranno di nuovo in postseason, sconfitti sempre all’esordio e sempre in trasferta dai Los Angeles Rams per 35-23. Nel 1976 un record di 10-4 non basterà per i playoffs.
Nel 1977 finisce la breve era Cornell con un 7-7. Per lui una stagione perdente, la prima, tre vincenti con due accessi ai playoffs e, l’ultima, chiusa in “stallo”.

1977/79 – La decade si conclude senza scossoni, ma nel 1979 la squadra è colpita da un grave lutto quando il TE J. V. Vain muore per attacco cardiaco, evento che va quasi ad oscurare l’impresa dell’offensive rookie of the year Otis Anderson, RB da 1605 yards.

1980/82Otis Anderson continua a sorprendere e diventa grazie al proprio stile uno dei migliori RB della lega. Nel 1980 mette a referto 1352 yards, nel 1981 1376. Nel 1982, anno dello sciopero, gioca solo otto gare per 587 yards e i Cardinals arrivano ai playoffs con un record di 5-4. La postseason viene ampliata per soddisfare un pubblico tradito dal lockout e privato di mezza regular season. A Green Bay i Cardinals vengono spazzati via per 41-16.

1983/87 – Nel 1984 è Neil Lomax l’idolo della squadra, quarterback da 4616 yards in stagione e capace di donare un’incredibile esplosività al gioco aereo offensivo della squadra. Lui e Otis Anderson sono i leader di un attacco che vede nell’ex defensive back Roy Green il miglior WR della squadra dopo che quest’ultimo va a piazzare il record di franchigia per yard ricevute a 1555. I Cards mancheranno i playoffs grazie alla sconfitta per 29-27 subita nell’ultima giornata a Washington.
Nonostante Lomax e Anderson il pubblico fatica ad innamorarsi di una squadra discontinua e raramente convincente da quando è arrivata in città, ma è soprattutto lo stadio a non accontentare gli spettatori e la società dei Cardinals. La città si rifiuta di andare incontro alle esigenze del team per la costruzione di un nuovo impianto e così il 1987 diventa l’anno di “chiusura”; i Cards apriranno e chiuderanno la stagione contro Dallas, vincendo la prima in casa e perdendo l’ultima di campionato. Ultima vittoria alla week 14 contro Tampa (31-14), ultima in casa la settimana prima contro i Giants (27-24).
Bill Bidwell, in ballottaggio tra Baltimora, Jacksonville e Phoenix abbandonerà St. Louis lasciandola senza NFL dopo 28 anni e scegliendo l’Arizona. A St. Louis arriveranno, pochi anni dopo, i Rams direttamente da Los Angeles; ma questa è un’altra storia.

Phoenix Cardinals

1988/1993 – Le sei stagioni a Phoenix non vedono una sola stagione vincente per la franchigia. Il gioco latita, i risultati anche. Nel 1989 coach Stallings è sostituito da Hank Kuhlmann a stagione in corso, mentre il 1990 tocca a Joe Bugel provare a raddrizzare le sorti del team. Nel 1990 viene scelto al terzo giro del draft Ricky Prohel, WR che andrà poi a vincere un anello proprio a St. Louis, città abbandonata dai Cardinals tre anni prima.

Arizona Cardinals

1994/95 – Per coinvolgere l’intero stato e non solo l’area metropolitana di Phoenix, il nome della squadra cambia ancora diventando il definitivo Arizona Cardinals; come coach viene assunto Buddy Ryan, storico allenatore difensivo dei mitici Bears anni 80. Il pubblico si esalta e prevede il “Buddy Ball”, ossia il gioco che porterà i Cards ai vertici della lega. Il primo anno è un 8-8 che fa respirare di nuovo Arizona, ma nel 1995 il gioco diventa “Cruddy Ball”, la squadra chiude 4-12 e Ryan se ne va.

1996/98 – Arriva Vince Tobin coach che rilancia le azioni dei Cardinals. Quando nel 1997 approda il QB Jake Plummer qualcosa di buono si comincia a vedere e, nel 1998, i Cardinals approdano finalmente ai playoffs grazie anche alle 3737 yards lanciate da Plummer. Il record è 9-7 e i Cardinals giocheranno di nuovo in trasferta le sfide di postseason, rimandando per l’ennesima volta il loro esordio tra le mura amiche, in qualunque città li si voglia mettere, per questo genere di partite.
I Cardinals riescono però a vincere la prima gara di playoff dell’era Super Bowl vincendo a Dallas 20-7 nel Wildcard Game. Al Divisional, però, la corsa si fermerà a Minneapolis con un pesante 41-24 subito dai Vikings.

1999/06 – Tobin comincia a perdere e quella del 1998 rimarrà l’ultima stagione vincente dei Cardinals. Il coach se ne andrà nel 2000 a stagione iniziata per lasciare il posto a McGinnis il quale, a sua volta, cederà a Dennis Green dopo tre stagioni perdenti.
Il 28 maggio 2004 muore in Afghanistan Pat Tillman, buon defensive back arruolatosi nell’esercito dopo i tragici fatti dell’undici settembre 2001. Tillman, ucciso dal fuoco amico, vedrà ritirata la sua maglia ed il suo nome sarà legato al ring of honor della franchigia.
Nemmeno l’arrivo del grande Kurt Warner cambia le sorti della squadra che chiude il 2005 a 5-11.
Nel 2006 la squadra gioca a Glendale, sede del nuovo avveniristico stadio ed è guidata dal QB Matt Leinart, considerato uno dei migliori prospetti usciti dall’ultimo draft. La prima stagione porta ad un misero 5-11, record che porta all’ottava stagione perdente consecutiva.

2007 – Ken Whisenhunt diventa il 37° allenatore della squadra e i Cardinals ottengono un 8-8 stagionale che diventa il primo record ad almeno il 50% di vittorie dal 1998. Per Arizona è il terzo bilancio “positivo” degli ultimi vent’anni.

2008 – L’eterna attesa termina d’improvviso e gli Arizona Cardinals si trovano a giocare il loro primo Super Bowl tornando a una finale per il titolo dopo sei decenni. Stagione chiusa con appena una vittoria in più dell’anno precedente (9-7) ma che culmina al grande evento dopo che i Cards, grazie soprattutto ai giochi offensivi aerei basati sull’asse composta da Kurt Warner e Larry Fitzgerald, sconfiggono nell’ordine Atlanta Falcons, Carolina Panthers (in trasferta) e Philadelphia Eagles.

Benché ritenuta da tutti inferiore agli avversari, i Pittsburgh Steelers, e certamente più inesperta, la squadra di coach Whisenhunt riesce a tornare in partita nell’ultimo periodo di gioco e a sfiorare l’impresa andando in vantaggio negli ultimi minuti. Il drive finale degli Steelers porterà però al touchdown di Santonio Holmes a 35 secondi dal termine regalando così il 6° anello a Pittsburgh.

Questa è la storia dei Cardinals, antica formazione del football americano da sempre presente tra le fila della NFL. Dopo vari spostamenti e diversi cambi di nome oggi i Cardinals sembrano finalmente aver trovato definitivamente casa, ma la ricerca di risultati convincenti è spesso stata inutile con pochissime stagioni vincenti negli ultimi trentanni. Nel 2008 Arizona è però riuscita a vincere la propria divisione e a giocarsi il Super Bowl XLIII. I Cardinals hanno vinto due titoli NFL (1925, 1947).

Franchise book.

I Cardinals hanno ritirato cinque maglie (#8 Larry Wilson – safety, #40 Pat Tillman – safety, #77 Stan Mauldin – off. tackle, #88 J.V. Cain – tight end, #99 Marshall Goldberg – runningback) e assegnato undici ring of honor (Charles Bidwill – owner, Jimmy Conzelman – coach, Dan Dierdorf – tackle, John “Paddy” Driscoll – quarterback, Marshall Goldberg – runningback, Dick “Night Train” Lane – defensive back, Ollie Matson – HB, Ernie Nevers – FB, Charley Trippi – HB/QB, Larry Wilson – safety, Pat Tillman – safety).

Ben 13 sono gli hall of famers passati per questi colori, tra cui vale la pena sottolineare l’owner Charles Bidwill, il QB-CB ed allenatore, Jimmy Conzelman, il grande John “Paddy” Driscoll, Ernie Nevers, Charley Trippi (RB-QB), il cornerback Dick “Night Train” Lane e la safety Larry Wilson.

La squadra sconfitta più volte sono i Philadelphia Eagles (53 più una vittoria ai playoff); quella con cui i Cardinals hanno subito il maggior numero di sconfitte sono invece i New York Giants (80).

Il loro record all-time è 478-680-38 (473-674-38 in regular season e 5-6 in postseason).
La peggior stagione è 0-10 (1943 e 1944) come Chicago Cardinals, mentre la migliore è 11-1 (1948) sempre a Chicago.

All-time leaders (offense)

Jim Hart 34639 passing yards
Ottis Anderson 7999 rushing yards
Roy Green 8496 yards receiving yards

Con 42 vittorie Don Coryell è il coach più vincente di sempre.

Tutti i dati, gli aneddoti e le immagini raccontati e mostrati in questa time-line provengono da siti storici quali pro-football reference, wikipedia, sports E-cyclopedia, la sezione history di nfl.com e the helmet project.

Teams_timeline | by Alessandro Santini | 01/01/07

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