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Baltimore Ravens


Aver perso i Colts per la decisone del proprietario Robert Irsay, che portò la squadra a Indianapolis, è significato per la città di Baltimora perdere un pezzo della propria storia, venire ingiustamente abbandonati dopo decenni di amore. Dal 1984 al 1993 nessuna squadra professionista di football avrebbe più calcato l’erba del Memorial Stadium, impianto mantenuto anche dopo che gli Orioles (la squadra di baseball della città) si spostò a Camden Yards. Nel ’93 la città sembra comunque pronta a riabbracciare la NFL con una squadra che ha già logo e nome (Bombers) pronti. Nonostante il pesante favore del pronostico, e l’idea che un risarcimento spetti quasi di diritto alla città del Maryland, la Lega decide di affidare a Charlotte (Carolina Panthers) e Jacksonville (Jaguars) i due team di espansione del torneo.

La città delusa si rifugerà per un paio di anni nei Baltimore Stallions, inizialmente chiamati Colts, nome perso dopo una causa legale di Irsay (sì, sempre quell’Irsay), franchigia inserita nella Canadian Football League e capace di infilare nelle due stagioni di vita (1994-1995) due campionati vincenti e la 83^ Grey Cup, il titolo canadese, in una gara ribattezzata The Wind Bowl “II” (il vento soffiava fino a 85 km/h ma aveva uno storico precedente). Gli Stallions, unica squadra statunitense a trionfare nella Grey Cup, s’imposero 37-20, ma il risultato non fu sufficiente a placare gli animi di una popolazione che voleva a tutti i costi la NFL.

Il destino, e la spinta dei dollari, fecero il giusto gioco per Baltimora. Art Modell, proprietario dei Cleveland Browns, era ormai in rotta di collisione con la città dell’Ohio. Non riuscendo a trovare accordi con il comune e con lo stato per un nuovo stadio che sostituisse il vetusto Municipal Stadium, Modell fu convinto a spostare la franchigia nel Maryland grazie alla promessa di uno stadio più moderno entro tre anni e della possibilità di guadagno (e sgravi fiscali) che la città orfana dei Colts prometteva. Il 6 novembre 1995 Modell diede l’annuncio scatenando una causa legale guidata da un altro popolo tradito nei sentimenti, quello dei Browns; fu tutto inutile, la NFL appoggiò Modell e nessuna Corte giudiziaria impedì lo spostamento. Rinunciando a nome, colori e record dei Browns, lasciati in attesa di una nuova espansione della NFL prevista nel 1999, Modell portò la squadra a Baltimora dove nacquero i Ravens, in onore al romanzo “Il corvo” che Edgar Alla Poe scrisse proprio tra le mura della città.

Baltimore Ravens

1996 – Il primo settembre comincia il campionato NFL e Baltimore ha di nuovo una sua squadra. L’entusiasmo è alle stelle, Ted Marchibroda (già allenatore dei Colts, a Baltimora negli anni 70 e a Indy nei 90) è l’head coach prescelto, Vinny Testaverde il quarterback giunto da Cleveland col resto della truppa. L’esordio, con tanto di presenza di Johnny Unitas, finalmente “riportato” allo stadio da una partita di football a Baltimora, avviene in casa ed è di buon auspicio: 19-14 sugli Oakland Raiders di fronte a 64124 tifosi). La prima sconfitta arriva però subito alla seconda partita, a Pittsburgh (31-17), mentre la prima batosta interna è alla week 6, contro i New England Patriots (46-38). Baltimore non riuscirà a vincere nemmeno una partita in trasferta e chiuderà la stagione con un misero 4-12.

1997 – Al secondo anno tutto sembra migliorare. Non solo il record (6-9-1, con pareggio 10-10 in casa contro gli Eagles, primo della storia dei Ravens, quindi, primo dopo otto anni per la NFL), ma anche la compattezza del team, che raggiunge una migliore continuità, esordisce con un 3-1 dopo aver perso la gara d’esordio a Jacksonville e trova nel linebacker Pete Boulware nientemeno che il Defensive Rookie of the Year. E’ anche l’anno della prima vittoria in trasferta per i Ravens, corsari a NY dove affondano i Giants di un solo punto (24-23), ripetendosi poi con Tennessee e Washington. Il momento più alto della stagione è comunque quello della sfida interna con i Tennessee Oilers nell’ultimo appuntamento interno stagionale; nell’assoluto (e probabilmente giusto) menefreghismo e odio sportivo coltivato nei confronti dei Colts, la squadra premia sul campo tutte le vecchie glorie del football cittadino. La gara finirà poi 21-19 per i Ravens.

1998 – Esordisce il nuovo stadio, che prende il nome dello sponsor M&T Bank (conosciuto con vari nomi tra cui, dal 2002, il più semplice e consono Ravens Stadium), ma il battesimo è mortificato dai Pittsburgh Steelers che lo espugnano 20-13. E’ anche la prima stagione senza Vinny Testaverde, sostituito senza troppo successo da Jim Harbaugh. La stagione si chiude con un mediocre 6-10 e per Ted Marchibroda finisce l’esperienza sulla sideline dei Corvi. Il 98 non lascia comunque solo l’amaro in bocca ai tifosi: il 29 novembre i Ravens si tolgono infatti la soddisfazione di battere 38-31 con un finale incredibilmente teso gli Indianapolis Colts nel primo incontro tra le due squadre. Inutile dire che i Colts non vennero accolti in modo troppo morbido in città. Un altro evento, da condividere con i Minnesota Vikings, fu il record NFL di mete segnate in un quarto su ritorno di kickoff: tre! Corey Harris e Patrick Johnson segnano per i Ravens, mentre per i Vikings ci penserà David Palmer. A fine stagione i Ravens dovranno abbandonare il logo scelto per decorare i caschi dei giocatori vista la sconfitta subita in tribunale da una società di guardie giurate per il servizio bancario, la quale si proclamò titolare del simbolo affermando che (i titolari dei Ravens) non era stato chiesto alcun permesso di utilizzo violando così le regole copyright.

1999 – E’ un ex Minnesota Vikings a prendere le redini della squadra che ha licenziato Marchibroda. Brian Billick, offensive coordinator a Minneapolis, diventa head coach, proprio mentre la difesa comincia a diventare sempre più dominante. Il nuovo quarterback è Tony Banks, i quale alterna le presenze dietro al centro con Stoney Case, ma è proprio il reparto difensivo a fare spesso la differenza e a portare la squadra all’ultima giornata con una possibilità di accedere ai playoffs. La sconfitta a Boston contro i Patriots per 20-3 chiuderà però ogni chance stoppando il record stagionale a 8-8, comunque il migliore nella breve storia della franchigia.

2000 – Succede tutto in un attimo. I Ravens capiscono dove può arrivare la loro difesa basata sull’asse dei linebacker Ray Lewis, Adalius Thomas, Pete Boulware, ma anche sui tackle Tony Siragusa e Sam Adams e sul safety Rod Woodson. Un reparto semplicemente devastante che sopperisce alle mancanze del QB Banks, prima, e di Trent Dilfer, poi, al quale viene affidato il compito di guidare la squadra fino in fondo senza forzature, senza errori. E, secondo molti, senza nemmeno troppi meriti. Dilfer svolge comunque il proprio lavoro a dovere, mentre il runningback esordiente Jamal Lewis corre 1364 yards supportato dalle 588 di un ancora immaturo Priest Holmes. I Ravens avanzeranno infilando ben quattro “cappotti” in stagione, lasciando a zero punti sul tabellone gli Steelers all’esordio, Cincinnati, Cleveland e Dallas. Un piccolo cedimento in ottobre, con l’attacco in netta difficoltà, farà preoccupare i tifosi, convinti di trovarsi di fronte all’ennesima stagione amara dopo tre sconfitte consecutive. Baltimore, che aveva già perso la terza partita, non si fermerà invece più andando a chiudere con un record di 12-4 e una qualificazione ai playoffs finalmente raggiunta.

La difesa domina anche in postseason, limita a tre punti l’attacco di Denver battendo i Broncos 21-3 nella Wildcard di AFC; i Tennessee Titans vengono sconfitti a domicilio 24-10 con una meta di Anthony Mitchell che blocca e riporta in touchdown un calcio avversario e viene imitato poco dopo da Ray Lewis con un intercetto da 50 yards. La finale di conference è a Oakland, tanta difesa ancora che limita l’attacco dei favoriti Raiders e che capitalizza l’unico TD della gara provocato dal big play con cui Trent Dilfer si connette al receiver Shannon Sharper per 96 yards. Poi solo calci e avversari bloccati sul 16-3.
Baltimore si trova catapultata al Super Bowl XXXV al suo primo viaggio ai playoffs, un finale che difficilmente qualcuno avrebbe potuto pronosticare a inizio stagione. Contro i campioni NFC, i NY Giants reduci da un’ottima stagione e da playoffs piuttosto convincenti. La gara vede favorita, comunque, la difesa guidata da Ray Lewis e le premesse vengono mantenute. I difensori dei ravens mettono sotto costante pressione l’attacco avversario impedendogli di ragionare e trovare giocate decenti; si rischia persino il primo shutout nella storia del Super Bowl, pericolo sfatato da Ron Dixon che ritorna un kickoff per 97 yards e una meta. Il punto segnato non riapre la partita ma perlomeno sembra poterle dare una nuova luce, ma quando sul kickoff seguente è Jermaine Lewis a rovesciare il campo imitando il proprio avversario ci si accorge che è davvero finita. Baltimora trionfa 34-7 e torna a festeggiare una vittoria storica, mentre i Ravens gioiscono della possibilità di fregiarsi dell’anello prima dei Colts fuggiti nell’Indiana.

2001 – Trent Dilfer viene rilasciato, al suo posto si tenta la carta Elvis Grbac per dare maggiore consistenza all’attacco. La cosa funziona discretamente ma, complice l’infortunio a Jamal Lewis che terrà fuori il RB per la stagione, le cose si complicano comunque. I Ravens chiudono comunque 10-6 e accedono ai playoffs dove si sbarazzano dei Miami Dolphins (20-3 in trasferta) prima di cadere all’Heinz Field di Pittsburgh per 27-10.

2002 – Persi molti giocatori del Super Bowl causa salary cap, e alcuni ritiri, i Ravens cominciano male una stagione che li vede decimati di molti pezzi da novanta. In cabina di regia, inoltre, si cambia ancora, con Jeff Blake e Chris Redman a darsi il cambio in stagione senza particolari scossoni. La squadra barcolla all’inizio, va 0-2 perdendo la seconda in casa 25-0 contro Tampa Bay, ma si riprende nel proseguo del campionato restando in corsa fino alle ultime due giornate dove, battuta da Cleveland e Pittsburgh, chiude 7-9 e dice addio alla postseason.

2003 – La stagione comincia nel migliore dei modi e va a chiudersi fino ai playoffs dove molti avrebbero puntato su una buona marcia degli uomini di coach Billick. Il rookie Kyle Boller è il nuovo quarterback che a metà stagione cederà il passo per infortunio a Anthony Wright, il quale alzerà il livello del gioco aereo grazie ad una maggiore esperienza. Fino a quel momento ci pensa Jamal Lewis che con 2066 yards corse in stagione guida l’attacco della propria squadra chiudendo anche con il record NFL la partita contro i Browns con 295 yards nel 33-13 del debutto casalingo. Votato miglior attaccante dell’anno, Lewis si accompagna al gran ritorno della super difesa, con Ray Lewis eletto per la seconda volta in carriera miglior difensore NFL mentre Terrell Suggs riceve lo stesso premio nella categoria rookie. La squadra si esalta, la piazza è calda; il 10-6 finale porta Baltimore alle wildcard, ma Tennessee è corsara, chiude l’attacco avversario, blocca Lewis a 35 yards e vince 20-17.

2004/05 – La difesa continua a fare incetta di numeri importanti e riconoscimenti individuali ma, mentre Jamal Lewis finisce nei guai per droga e si becca due giornate di squalifica, il gioco offensivo fatica a decollare, la squadra riesce a chiudere 9-7 ma il tutto non è sufficiente per i playoffs. Cambia poco nel 2005 dove Lewis comincia a essere un peso, una scomoda zavorra ben lontana dai numeri di qualche anno prima ed assolutamente insufficiente nel contribuire alla spinta offensiva. Kyle Boller, dal canto suo, non esplode e Anthony Wright può solo contribuire a limitare i danni senza risultare decisivo, anzi. La stagione termina 6-10, la peggiore per coach Brian Billick e Baltimora torna a terra. Nel 2005, inoltre, la proprietà del team passa dalle mani di Art Modell a quelle di Steve Bisciotti.

2006 – Decimo anniversario per i Ravens in NFL che si regalano l’esperto Steve McNair come quarterback. L’idea funziona, Jamal Lewis non brilla più come un tempo ma riesce a macinare 1132 yards supportando al meglio McNair, mentre la difesa torna ad essere dominante come e più di prima. La squadra chiude 13-3, miglior record in queste dieci stagioni, ed approda ai playoffs con buona parte dei favori del pronostico. La più grande delle beffe si materializza piano piano quando gli odiatissimi Indianapolis Colts si presentano davanti al loro “ex pubblico” convinto, quest’ultimo, che Ray Lewis e soci saranno assolutamente capaci di immobilizzare Peyton Manning e soci. L’eroe della gara sarà quindi Adam Vinatieri, kicker dei Colts che, in una sfida tutta field goal, farà la differenza segnando cinque calci piazzati e mandando in finale AFC la propria squadra che passerà grazie a un 15-6 tutt’altro che spettacolare. I Colts, per chiudere in bellezza, vinceranno il Super Bowl lasciando ancora più infuriati i tifosi di Baltimora.

2007 – La squadra non decolla come ci si aspetterebbe, crolla 5-11 e licenzia il coach Brian Billick decidendo di affidare il team a John Harbaugh. A fine stagione il quarterback Kyle Boller raggiunge le 7846 yard a Baltimore diventando così il giocatore ad averne lanciate di più nella storia della squadra superando Vinny Testaverde fermo a 7148.

2008 – Boller non è però il futuro e i Ravens si affidano alle gesta di Joe Flacco, giocatore scelto durante un draft in cui Baltimora fa di tutto per salire di posizione e prenderselo. Missione compiuta e Flacco subito in campo e subito in meta (su corsa) all’esordio. Il ragazzo ha carattere e un buon potenziale, la difesa sembra di uovo quella del Super Bowl vinto e i Ravens arrivano ai playoff tra le favorite con un record di 11-5.

Spazzati via i Miami Dolphins e regolati i compatti Tennessee Titans i Ravens vedono spegnersi la luce contro i futuri campioni di Pittsburgh che evidenziano una volta ancora le problematiche di un quarterback rookie in una situazione di playoff e vincono la gara 23-14 sconfiggendo così tre volte su tre nella stessa stagione i Ravens.

Seppur leggendaria piazza del football NFL, Baltimora ha vissuto l’onta di perdere una delle franchigie più storiche di sempre, tornando sul palcoscenico più importante con i Ravens che, in sole cinque stagioni, si sono già aggiudicati un titolo NFL grazie alla vittoria nel Super Bowl XXXV (2000) durante i quale Ray Lewis fu eletto MVP.

Franchise Book.

I Ravens non hanno ancora ritirato nessuna maglia, né avuto hall of famer che indossassero la loro maglia.

La squadra battuta più volte sul campo sono i Cincinnati Bengals, sconfitti 15 volte, mentre i Pittsburgh Steelers si sono, a loro volta, imposti sui Ravens in 16 partite più una sconfitta subita nel Championship del 2008.
Il record totale della squadra è di 114-101-1 (107-100-1 in regular season e 7-4 in postseason). Il miglior record realizzato dalla squadra è il 13-3 del 2007, mentre il punto più basso della loro storia i Ravens lo toccarono proprio nella stagione d’esordio: 4-12 nel 1996.
Nessun giocatore dei Ravens ha mai vinto il titolo di MVP stagionale.

All-time leader (offense)

Kyle Boller 7846 passing yards
Jamal Lewis 7801 rushing yards
Todd Heap 3658 receiving yards

Con 80 vittorie Brian Billick è il coach più vincente di sempre.

Teams_timeline | by Alessandro Santini | 01/05/07

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