Menu:

Ricerca articolo


Seattle Seahawks

Siamo agli inizi degli anni ’70 quando Pete Rozelle, commissioner Nfl in carica, si trova nella piena progettazione di un ampliamento della sua lega, ed una cordata di investitori battezzata per l’occasione Seattle Professional Football Incorporated annuncia pubblicamente il 15 giugno del 1972 l’interesse per creare una franchigia professionistica tra i boschi del nord ovest americano, mettendo in gara la città di Seattle come potenziale candidata.

Manca tuttavia un fattore principale per chiudere la faccenda, ovvero uno stadio idoneo per giocare, di conseguenza i tempi per concludere l’operazione non si rivelano immediati.
La costruzione del Kingdome, uno stadio chiuso con terreno sintetico, comincia il 2 novembre di quello stesso anno, solamente due anni dopo, precisamente nel giugno del 1974, Rozelle annuncia che Seattle avrà la sua squadra professionistica.
Il successivo 5 dicembre il commissioner ed il delegato del pacchetto di maggioranza della cordata, Lloyd W. Nordstrom, firmano l’accordo scritto che ufficializza l’ingresso della città nella Nfl.
Tramite un concorso indetto dalla famiglia Nordstrom ed i suoi partners, sono più di 20.000 le persone che esprimono un voto per abbinare un nickname alla nascitura squadra: l’organizzazione decide di premiare Seahawks quale prescelto, come suggerito da 151 preferenze. La prima uniforme della squadra, che perdurerà per un trentennio, è composta da un casco di colore grigio recante un’aquila di origini nativo-americane con tratti verdi ed azzurri, ed una maglia azzurra con pantaloni grigi.

John Thompson, con un passato nel front office dell’università locale di Washington, viene assunto come general manager, il suo primo compito è di trovare un capo allenatore adatto alla sfida che si sta per affrontare: la sua scelta cade su Jack Patera, ex giocatore Nfl con alle spalle numerose esperienze da assistente allenatore in squadre professioniste, ultima delle quali i Minnesota Vikings. Il 3 gennaio del 1976 Patera viene quindi introdotto in un’apposita conferenza stampa, diventando il primo head coach dei Seahawks.

Passano solamente un paio di settimane da quel momento, e già arriva una cattiva notizia: Lloyd W. Nordstrom, che per anni aveva lavorato creando dal nulla una squadra, uno stadio ed un front office, viene stroncato da un infarto mentre si trova in vacanza in Messico, un tragico destino non gli permette quindi di vedere la sua creatura ufficialmente in campo in un debutto che sarebbe avvenuto pochissimi mesi dopo.

1976- il primo roster dei Seattle Seahawks viene composto con l’ausilio dell’expansion draft, nel quale le scelte dei giocatori non protetti dalle altre 26 squadre della lega vengono alternate per 39 giri con un’altra squadra neonata che ottiene l’ingresso nella Nfl nello stesso anno, i Tampa Bay Buccaneers. Con la seconda scelta assoluta del draft vero e proprio, Seattle prende il defensive tackle Steve Niehaus.
Prima della regular season, il front office effettua una trade che si rivelerà vincente, cedendo a Houston una scelta di ottavo giro dell’anno successivo in cambio del wide receiver Steve Largent.

I Seahawks debuttano al Kingdome il 12 settembre contro i St. Louis Cardinals, perdendo per 30-24; l’anno finisce con un comprensibile 2-12, le vittorie arrivano contro Tampa Bay nell’_”Expansion Bowl”_ ed Atlanta, superata per 30-13. Il Kingdome, struttura moderna e molto capiente per quei tempi, viene scelto per ospitare il Pro Bowl ed i suoi 63.214 posti vengono occupati alla svelta sancendo il primo tutto esaurito della storia della partita delle stelle.

1977- due fattori contraddistinguono la seconda stagione della franchigia, ancor prima che essa abbia inizio: il management effettua una pessima scelta di mercato scambiando la prima scelta assoluta con Dallas per tre scelte di secondo giro, perdendo la possibilità di selezionare nientemeno che Tony Dorsett, quindi i Seahawks devono traslocare dalla Nfc West alla Afc West nel piano di riallineamento voluto dalla Nfl, trovandosi nel medesimo raggruppamento di Oakland, Denver, San Diego e Kansas City.
Il saldo di fine stagione è di 5-9, da ricordare il primo shut out della storia, 17-0 contro i Jets, ed una vittoria per 56-17 contro i Buffalo Bills, con 4 passaggi vincenti del quarterback Jim Zorn. Le cinque vittorie ottenute, all’epoca, rappresentano il miglior risultato di sempre per una squadra di espansione al secondo anno.

1978- alla terza stagione di vita arriva il primo record vincente, 9-7, i Seahawks compiono un’impresa diventando il primo team a sconfiggere i Raiders per due volte nella stessa stagione dal 1965, trionfando al Kingdome per 27-7 e quindi soffiando la partita all’ultimo secondo per 17-16 al Coliseum, con un field goal di Efren Herrera.

Steve Largent si impone all’attenzione nazionale, con 1.168 yards su ricezione, seconda miglior prestazione di tutta la Nfl, condita da 8 mete; Jack Patera viene nominato allenatore dell’anno.

1979- è ancora un 9-7 il risultato finale, che scaturisce da prestazioni troppo alterne che non danno un’identità precisa alla squadra. Viene stabilito un record negativo per yards di total offense quando, nella sconfitta per 24-0 contro i Los Angeles Rams, accumulano un -7, quindi la squadra gioca un entusiasmante esordio nel Monday Night Football rimontando i New York Jets e vincendo per 31-28, grazie ad una ricezione vincente del kicker Herrera su una finta di field goal. Vincere 5 delle ultime 6 partite non è sufficiente per rimediare alle numerose sconfitte iniziali, per il secondo anno consecutivo il record è comunque vincente.

1980- Seattle paga l’assenza di un running game consistente e finisce per vincere solamente 4 partite, Jim Zorn supera ancora le 3.000 yards su lancio ma tocca ancora quota 20 intercetti a fronte di 17 passaggi da TD. Steve Largent rimane l’unico punti di riferimento di un attacco divertente da vedere ma talvolta troppo prevedibile, non aiuta una difesa che concede 408 punti stagionali. Dave Brown e John Harris guidano per il secondo anno consecutivo la classifica di intercetti con 6 ciascuno.
1981- in virtù della brutta annata appena trascorsa i Seahawks detengono la quarta scelta assoluta, che cade sulla safety All American Kenny Easley, proveniente da Ucla, che si rivelerà essere il perno delle secondarie negli anni a venire. Easley vince il premio di miglior rookie dell’anno per la Afc grazie ai suoi 3 intercetti per un totale di 115 yards ed un TD difensivo.
Sei sconfitte nelle prime sette partite compromettono presto la stagione, il 6-10 finale è contraddistinto solamente dall’ennesima stagione stellare di Largent, il quale riceve per 1.224 yards e per 9 volte infrange l’endzone avversaria. Jim Zorn si deve arrendere ad un infortunio che limita la sua presenza in campo, l’occasione è buona per far esordire Dave Krieg, prolifico quarterback che finisce per completare il 57% dei suoi passaggi.

1982- e’ l’anno dello sciopero generale dei giocatori, dopo due partite il campionato viene interrotto per due lunghi mesi. Zorn e Largent, citando motivi religiosi secondo i quali ogni contratto va onorato fino in fondo, sono tra i pochi a non aderire alle proteste del sindacato giocatori. I Seahawks perdono ambedue le gare di apertura rispettivamente contro Cleveland e Houston, evento che porta al licenziamento di Ken Patera. Il coach viene sostituito alla ripresa delle operazioni dal general manager Mike McCormack, il quale traghetta la squadra ad un record di 4-3 e torna dietro la scrivania a fine stagione, che vede Seattle terminare a quota 4-5.
Per cercare di dare una svolta vincente alla franchigia il management punta tutto su Chuck Knox, storico allenatore di Rams e Bills prima di allora, noto per la suoi ideali offensivi quasi interamente basati sull’imposizione dei giochi di corsa.

1983- il nuovo attacco dei Seahawks fatica all’inizio, la squadra è in linea di galleggiamento a tre quarti di stagione con 6 vittorie ed altrettante sconfitte. L’annata prende un’impennata improvvisa grazie ad un’entusiasmante vittoria in overtime contro i Chiefs per 51-48, alla quale seguono due vittorie nelle successive tre partite; per la terza volta nella loro storia i Seahawks terminano 9-7, ma stavolta il bilancio è valido per la prima qualificazione ai playoffs della storia della franchigia.
Dave Krieg gioca per la maggior parte del campionato al posto di Zorn chiudendo con 18 passaggi vincenti, il running game è finalmente efficace grazie al rookie Curt Warner, il quale segna per 13 volte accumulando 1.449 yards. Il defensive end Jacob Green terrorizza ogni quarterback che incontra, ed a fine della regular season colleziona 16 sacks.

L’avventura della postseason comincia con il vantaggio del fattore campo, ed i Seahawks vincono per 31-7 contro i rivali divisionali di Denver limitando il loro condottiero, John Elway la settimana successiva è un’altra futura star a farne le spese, ed i Dolphins del rookie Dan Marino vengono sconfitti in casa per 27-20 con Krieg a dirigere il drive decisivo di 5 giochi per 66 yards nel quarto periodo.
Il miracolo finisce a Los Angeles, quando i Raiders, futuri vincitori del Super Bowl, sconfiggono Seattle per 30-14. I Seahawks sembrano proiettati verso un futuro brillante, Knox viene meritatamente premiato come allenatore dell’anno per la Afc, Warner è altresì la miglior matricola della Afc in virtù della sua stellare stagione di debutto.

1984- nonostante l’infortunio che, alla prima settimana di gioco, mette fuori causa proprio Curt Warner, la stagione è molto positiva e la squadra compila il suo miglior record fino a quel momento, 12-4.
Knox è costretto dalle circostanze a tradire la propria filosofia offensiva affidandosi quasi esclusivamente al braccio di Dave Krieg, il quale lancia per 3.671 yards e 32 TD, 12 dei quali per l’onnipresente Largent; Daryl Turner, matricola da Michigan State, riceve 10 mete, si forma così la prima coppia di ricevitori di Seattle capace di andare in doppia cifra di segnature nella medesima annata.
La difesa gioca una stagione spaventosa, non subisce punti in tre diverse occasioni, segna 4 volte su ritorno di intercetto nel 45-0 con cui Kansas City viene distrutta; Kenny Easley, Dave Brown e John Harris totalizzano qualcosa come 24 intercetti e 4 mete difensive, Jeff Bryant e Jacob Green sono defensive ends implacabili, finiscono con 14,5 sacks il primo e con 13 il secondo. Knox viene premiato come allenatore dell’anno.
I Seahawks vincono 12 delle prime 14 partite, 8 delle quali consecutivamente, ma una sconfitta nel finale di regular season contro i Broncos li costringe a giocare la wild card al primo turno.
La difesa è ancora decisiva forzando 3 turnovers e 6 sacks nella vittoria contro i Raiders che vale il passaggio ai Divisional Playoffs, dove i Miami Dolphins e Dan Marino si prendono una rivincita per la sconfitta di un anno prima, battendo nettamente Seattle per 31-10.

1985- i protagonisti rimangono sempre gli stessi, Dave Krieg è stabilmente il titolare e dispensa passaggi vincenti tra Largent e Turner, Warner rientra dall’infortunio firmando 8 mete e superando le 1.000 yards, in difesa Dave Brown si conferma un avvoltoio dell’ovale, prendendo 6 intercetti e riportandone uno in meta.
La stagione è però deludente, i Seahawks tengono un ritmo incostante alternando vittorie, alla fine si devono accontentare di un 8-8; nemmeno l’ultimo disperato tentativo di acciuffare la postseason va a buon fine, quando un field goal di Norm Johnson che può mandare in overtime l’ultima gara di regular season si infrange sul palo.

1986- l’inizio è ottimo, 5-2, quindi una serie di 4 sconfitte consecutive rovina la parte centrale di una stagione molto promettente. Il rush finale è entusiasmante, la squadra prende morale andando a vincere a Dallas nel classico Thanksgiving Game, quindi infligge una durissima punizione ai Raiders umiliandoli in diretta nazionale con un 37-0, infine segnano 41 punti contro i Denver Broncos, diventando l’unica squadra a sconfiggere le due future partecipanti al Super Bowl in virtù della vittoria contro i Giants nella week 7. Sono 5 le vittorie consecutive che arrivano per chiudere la stagione, il record di 10-6 clamorosamente non basta per andare alla postseason, a causa di un tiebreaker a favore dei Kansas City Chiefs.
Curt Warner compila il career high di yards su corsa con 1.481, Steve Largent stabilisce un record di carriera per partite consecutive con almeno una ricezione.

1987- Brian Bosworth, fenomenale linebacker da Oklahoma, viene preso al supplementary draft ricevendo il contratto più lucrativo per un membro dei Seahawks, 11 milioni di dollari in 10 anni. La sua stagione da rookie è soddisfacente, ma la sua carriera si rivelerà nettamente al di sotto delle aspettative e solo tre anni dopo Bosworth sarà costretto al ritiro da un infortunio ad una spalla.
Dopo un inizio di stagione contraddistinto da un altro sciopero dei giocatori, all’interno del quale le partite vengono comunque giocate schierando dei rincalzi, i Seahawks vincono 7 delle loro prime 10 partite ed un finale di stagione in discesa non impedisce loro di qualificarsi per la Wild Card con un 9-6. Per Steve Largent è un’altra annata da ricordare, per lui c’è l’abbattimento del record ogni epoca per numero di ricezioni effettuate in carriera.
Seattle esce tuttavia sconfitta dal confronto con gli Houston Oilers, che si impongono in overtime per 23-20; la partita viene ricordata per una chiamata arbitrale molto controversa, che nega un intercetto a Freddy Young durante il supplementare.

1988- sfruttando una division non esattamente competitiva i Seahawks si aggiudicano il primo titolo di sempre della Afc West, per il quale è sufficiente un 9-7. Dave Krieg è costretto a due mesi di stop per un grave infortunio alla spalla, l’attacco ristagna sotto la guida dell’esordiente Kelly Stouffer, ma le limitazioni offensive non impediscono a Largent di scrivere un altro pezzo di storia quando, in una delle sue annate meno prolifiche, batte anche il record esistente di yards su ricezione.
Il miglior ricevitore della stagione è sorprendentemente John L.Williams, potente running back al terzo anno che accumula 651 yards e 3 mete in aggiunta alle 877 su corsa, grazie alle quali forma un’ottima coppia con Warner, ancora sopra le 1.000. Tra i rookies si fa notare Brian Blades, responsabile di 8 touchdowns all’esordio in Nfl.
I Seahawks incontrano i Bengals nei Divisional Playoffs, escono sconfitti per 21-13. La squadra passa di proprietà nella offseason, quando la famiglia Nordstrom cede le proprie quote a Ken Behring, un immobiliarista cresciuto tra l’Illinois ed il Wisconsin.

1989- Steve Largent annuncia il ritiro alla fine della stagione e si infortuna al gomito nella gara di apertura rimanendo ad una meta di distanza dal record Nfl. Il wide receiver rientra a stagione compromessa, finirà con un 6-10, ma riesce a superare l’ennesimo record. Prima dell’ultima partita al Kingdome i Seahawks onorano il loro giocatore più rappresentativo di sempre, l’ultimo membro del team originale, possessore, al momento del ritiro, di ogni sorta di record individuale in materia di ricezioni.

1990- il draft porta alla selezione di Cortez Kennedy, defensive tackle da Miami, che va ad arricchire una difesa nella quale, tra gli altri, comincia ad imporsi la presenza di Eugene Robinson, safety che guida la classifica di squadra di intercetti a fine anno.
I Seahawks tentano di recuperare una scarsa partenza vincendo 5 delle ultime 6 partite; il 9-7 finale è buono solamente per il terzo posto della Afc West, le rivali divisionali di Los Angeles e Kansas City sono irraggiungibili.

1991- Seattle effettua una scelta scellerata prendendo con il 16mo pick assoluto Dan McGwire, tutt’ora il quarterback più alto (6-8) ad aver mai giocato in quel ruolo nella Nfl. Dan, fratello del Mark del baseball, rimane a guardare per tutta la stagione, che finisce con 7 vittorie e 9 sconfitte, con l’alternanza in campo di Dave Krieg e Jeff Kemp. McGwire tenta solamente 10 passaggi completandone 3, rimediando pure un intercetto.
A fine stagione, Chuck Knox dà le sue dimissioni.

1992- il nuovo head coach è Tom Flores, reduce dai successi con i Raiders.
La stagione si rivela essere la peggiore della storia della franchigia, McGwire è disastroso e non trova spazio nemmeno tra Kelly Stouffer e Stan Gelbaugh, che riescono a lanciare solamente 9 passaggi da TD in tutta la stagione.
Finisce con un terribile 2-14, da ricordare solamente i 14 sacks di Cortez Kennedy, nominato giocatore difensivo dell’anno, e l’ottima annata di Chris Warren, il quale supera le 1.000 yards su corsa al suo terzo anno nella lega, dopo due anni di sostanziale inutilizzo.

1993- i Seahawks sprecano un’altra scelta, questa volta la seconda assoluta, selezionando il quarterback Rick Mirer da Notre Dame nella speranza di rimediare ai precedenti fallimenti. L’attacco continua ad essere un disastro, funziona bene solamente il gioco di corsa, per Warren ci sono 7 mete e 1.072 yards. Mirer, nonostante 17 intercetti, termina con il 56% di completi e 2.833 yards su lancio, condividendo con Jerome Bettis, suo ex-compagno al college, gli onori di rookie offensivo dell’anno. Seattle finisce all’ultimo posto della Afc West con 6-10.

1994- il risultato, 6-10, è il medesimo dell’anno precedente nonostante una partenza molto positiva, fatta di 3 vittorie nelle prime 4 partite, 6 sconfitte consecutive precludono qualsiasi possibilità che non riguardi l’ultimo posto divisionale.
Chris Warren gioca una stagione strepitosa con 1.549 yards e 9 mete, 4 delle quali nelle prime due partite, il rookie Sam Adams termina la stagione con 4 sacks, mezzo in meno del migliore di squadra, Michael Sinclair. I Seahawks, a causa di del distacco di una tegola acustica dal tetto del Kingdome, sono costretti a giocare 3 partite di regular season all’Huskie Stadium dell’università di Washington. Alla fine della stagione Tom Flores viene rimosso dalla duplice carica di allenatore e presidente, Dennis Erickson viene annunciato come suo successore.

1995- Rick Mirer continua ad annaspare, la squadra comincia perdendo 6 delle prime 8 partite, fatto che scaturisce la retrocessione dell’ex promessa a riserva. I gradi di titolare vengono dati a John Friesz, che trova un bersaglio sicuro ed affidabile nella matricola da Ohio State Joey Galloway, capace di 1.039 yards e 7 mete. Chris Warren segna 15 touchdowns dietro i potenti blocchi del fullback Mack Strong, il campionato finisce in bellezza ma il record è in pareggio, 8-8.

1996- nel gennaio del nuovo anno regnano le controversie: insoddisfatto dalla piazza di Seattle, Ken Behring annuncia lo spostamento dei Seahawks ad Anaheim, sostenendo che il Kingdome, al quale la franchigia è legata da un contratto di affitto, è strutturalmente pericoloso in caso di eventi sismici. Uno studio eseguito un sismologo locale rivela l’inesistenza di tale pericolo, e sottolinea che l’area californiana oggetto del desiderio dell’owner è molto più pericolosa di Seattle. Vista l’impossibilità di spostare la franchigia in mercati più floridi, Behring decide di vendere la proprietà, trovando in Paul Allen, co-fondatore della Microsoft, un acquirente pronto ad investire per mantenere i Seahawks a Seattle, tramite l’annuncio della costruzione di un nuovo stadio.
La stagione è ancora deludente, 7-9, Rick Mirer viene lasciato al proprio destino dopo un’annata da 5 TD e 12 intercetti.

1997- il vento di novità porta con sé importanti acquisizioni dalla free agency, vengono firmati Warren Moon, Ricky Watters e Chad Brown, mentre dal draft arriva l’immenso talento del tackle offensivo Walter Jones, futura ancora della linea e Pro Bowler di altissimo calibro.
Il quarterback ex-Oilers gioca un grande campionato mettendo a segno 25 passaggi da TD, ma un netto calo generale nella parte finale del campionato, nella quale arrivano 4 sconfitte, comporta il nono anno consecutivo senza postseason. Finisce in pareggio, 8-8.

1998- i Seahawks sono costretti a rinunciare a Warren Moon per gran parte della stagione per infortunio, Jon Kitna è il titolare momentaneo e la squadra ha un inizio difficoltoso.
Al ritorno in campo di Moon la situazione non si muove dalla linea di galleggiamento, con la squadra a 6-6 arriva un’inopinata sconfitta in casa dei Jets per 32-31, alimentata da un touchdown di Vinnie Testaverde poi rivelatosi inesistente. Seattle riceve le scuse ufficiali da parte della lega per la chiamata errata, ciò non li salva dalla seconda stagione consecutiva a 8-8, con il conseguente licenziamento di Dennis Erickson.
Comincia una nuova era quando Mike Holmgren viene presentato come nuovo head coach. L’ex Green Bay Packers assume anche la carica di general manager.

1999- i Seahawks cominciano il primo campionato sotto Holmgren vincendo 8 delle prime 10 partite, sconfiggendo anche i Green Bay Packers per 24-7 nel Monday Night. Un finale di stagione in netto calo, 9-7 la conclusione, non preclude l’ottenimento del secondo titolo della Afc West, ma il trend negativo continua nella Wild Card dove, nell’ultima partita di sempre giocata al Kingdome, i Seahawks vengono sconfitti per 20-17 dai Miami Dolphins. La difesa si conferma quale reparto solido, potendo contare sulla crescita di elementi quali Anthony Simmons, Shawn Springs, Willie Williams e Philip Daniels.
Il vecchio impianto viene quindi demolito, nella medesima locazione vengono gettate con rapidità le fondamenta del nuovo stadio: nei due anni successivi il team giocherà all’*Husky Stadium*, lo stesso che utilizzarono per 3 partite nel 1984.

2000- in aprile il draft porta a Seattle un giocatore che si rivelerà determinante per il futuro vincente dei Seahawks, il running back Shaun Alexander, il quale da matricola gioca molto poco e rimane ad imparare dietro Ricky Watters.
La squadra è disorientata dalla situazione temporanea, gioca sostanzialmente sempre fuori casa e non può completamente contare sul supporto del pubblico amico, che riempie come può gli spalti dell’Huskie Stadium. Jon Kitna ha le ore contate, non lo aiuta certo lanciare 19 intercetti a fronte di 18 TD, alla fine del campionato viene inesorabilmente tagliato. I Seahawks vincono solamente 6 partite, Holmgren imbastisce una trade con Green Bay e porta a Seattle un nuovo quarterback che lui stesso aveva allenato in passato, Matt Hasselbeck, il quale ai Packers ha la strada chiaramente sbarrata da Brett Favre.

2001- la scommessa di Holmgren è inizialmente persa, Hasselbeck esordisce con enormi difficoltà e con la squadra a 5-7 viene dismesso dal ruolo di titolare in favore del veterano Trent Dilfer. Il team vince le ultime 4 partite consecutive, ma resta l’unico ad avere un record vincente senza riuscire a fare i playoffs. Shaun Alexander prova di essere un fenomeno correndo per 266 yards in una vittoria casalinga contro Oakland, in quella che si rivela essere la quarta prestazione su corsa più prolifica nella storia della Nfl; il running back segna 14 mete in stagione superando le 1.300 yards, la linea capitanata da Walter Jones gli apre spazi immensi e può ora contare anche sul forte rookie Steve Hutchinson.
Tra le altre matricole si fa notare il wide receiver da Florida Darrell Jackson, che guida la squadra in tutte le categorie concernenti le ricezioni, mentre il defensive end John Randle, acquisito nella offseason dai Vikings, stende il regista avversario in 11 occasioni.

2002- è l’anno dei grandi cambiamenti, e la squadra trae grandissime energie dal rinnovamento in atto: è il momento dell’apertura del nuovissimo Seahawks Stadium, che diverrà più avanti conosciuto come Qwest Field, uno stadio all’aperto dal design all’avanguardia, capace di contenere più di 68.000 persone; l’uniforme viene rimodernata e resa più accattivante, le divise da gioco casalinghe diventano blu, lo stesso colore dei nuovi caschi, scelto tramite un sondaggio locale trai tifosi, recante una nuova aquila, molto simile a quella precedente ma più aggressiva come design.
L’ultima novità è il ritorno alla Nfc West, di conseguenza al riallineamento geografico deciso da Paul Tagliabue: Rams, Cardinals e 49ers sono i nuovi rivali divisionali.
La stagione non è molto felice, le sconfitte sono 5 nelle prime 6 partite, Trent Dilfer si infortuna al tendine d’Achille al Texas Stadium contro i Cowboys, Matt Hasselbeck diventa nuovamente il titolare della squadra: la sua stagione finisce con il 64% di completi, più di 3.000 yards, 15 mete e 10 intercetti, le partite vinte sono 7. Shaun Alexander è il miglior scorer della Nfc con 18 touchdowns, la safety Reggie Tongue si distingue con 7 intercetti ed una meta su ritorno. Hasselbeck si trova con un’arma in più da sfruttare grazie al tight end Jerramy Stevens, che riceve per 252 yards e 3 mete nell’anno da rookie.

2003- ad aiutare la linea difensiva arriva da San Francisco il free agent Chike Okeafor, che in coppia con Chad Brown somma 15 sacks stagionali. Le 3.841 yards aeree di Hasselbeck sono il suo massimo in carriera, ed a dimostrazione del fatto che il giocatore comincia a trovarsi a suo agio (grazie anche a Jim Zorn, diventato coach dei qb) nella west coast offense arrivano diverse vittorie, i Seahawks terminano imbattuti in casa ed il 10-6 permette la qualificazione ai playoffs per la prima volta dal 1999.
Ad attendere Seattle alla Wild Card c’è il gelo del Lambeau Field, Mike Holmgren se la deve giocare contro il proprio passato: la partita è molto equilibrata, Seattle conduce per 20-13 nel terzo quarto grazie a due segnature di Shaun Alexander, ma due mete di Ahman Green mettono i Packers sopra di 7. Il terzo touchdown della serata di Alexander manda la gara all’overtime nel quale, durante il sorteggio, Hasselbeck si fa scappare la sfortunata frase “We want the ball, and we’re going to score”. Il quarterback viene intercettato dal cornerback Al Harris pochi giochi dopo, e la meta del defensive back dei Packers rispedisce istantaneamente a casa i Seahawks.

2004- i Seahawks vengono pronosticati come possibili finalisti nella Nfc anche in virtù dell’acquisizione del leggendario Jerry Rice, partono con 3 vittorie consecutive ma diventano presto famosi per le sanguinose rimonte che concedono agli avversari: contro i Rams sono in vantaggio per 27-10 a metà del quarto periodo, ma finiscono per perdere in overtime concedendo una meta di 52 yards, quindi sprecano un 39-29 nel quarto periodo di un Monday Night contro Dallas, permettendo ai Cowboys di segnare due mete negli ultimi 3 minuti di gioco, perdendo per 43-39. Due vittorie nelle ultime gare di regular season portano a 9 il computo totale, e permettono a Seattle di vincere la Nfc West: Shaun Alexander è ancora strepitoso e registra 1.696 yards con 16 mete, ma termina la stagione senza il possibile titolo di miglior rusher della Nfl quando Holmgren decide di non rischiarlo nel secondo tempo dell’ultima gara di campionato. Curtis Martin finisce per vincere il titolo con una sola, misera yarda in più rispetto al suo concorrente, Alexander non nasconde il risentimento verso la decisione del suo head coach.
I playoffs vengono giocati per la prima volta sul terreno sintetico del Qwest Field, gli avversari divisionali di St.Louis arrivano agli sgoccioli della gara in vantaggio per 27-20 nonostante 128 yards su ricezione di Darrell Jackson: Hasselbeck ha un’ultima possibilità di pareggiare la partita allo scadere su un quarto down nei pressi della endzone avversaria, ma Bobby Engram di lascia sfuggire il pallone dell’overtime. Il ricordo della stagione è racchiuso nell’inquadratura finale, con il quarterback dei Seahawks a prendere a pugni il terreno di gioco per la frustrante delusione.

2005- il riscatto per le due recenti eliminazioni è presto servito, la stagione 2005 è la migliore in assoluto nella storia della franchigia.
Shaun Alexander è il Most Valuable Player del campionato dall’alto delle sue 1.880 yards ed il record Nfl di mete in una stagione, 27, mentre Hasselbeck mette a segno 24 passaggi da TD contro soli 9 intercetti, l’attacco funziona a meraviglia, ed una difesa ringiovanita dalle acquisizioni di Bryce Fisher, Michael Boulware, dei rookies Leroy Hill e Lofa Tatupu, miglior tackler e Pro Bowler a fine anno, gioca un’annata spettacolare. I Seahawks perdono 2 delle prime 4 partite, ma di lì in poi sono delle macchine da guerra, finiscono per vincere 11 partite consecutive, record di franchigia, così come il 13-3 finale.

La squadra cerca di farsi beffe dei critici, che dipingono la Nfc West come una division troppo facile da vincere, e si concentra per i playoffs, nei quali sconfigge i Washington Redskins per 20-10 con Alexander a bordo campo per un lieve trauma cranico e raggiunge la finale di Conference della Nfc. Contro i Carolina Panthers non c’è alcuna storia, la difesa concede solo una meta su punt return ed un inutile segnatura nel quarto periodo, mentre l’attacco mentre 34 punti a referto; il Qwest Field, il cui rumore interno arriva per l’occasione a toccare i 137 decibels, è testimone della primo accesso al Super Bowl nella storia della franchigia.

I Seahawks trovano i Pittsburgh Steelers ad attenderli al Ford Field di Detroit per giocarsi il Super Bowl XL, una partita che viene ricordata per le molteplici topiche arbitrali che vengono commesse nel suo svolgimento, nonché per la rissa verbale che occorre tra Jerramy Stevens e Joey Porter durante la settimana pre-partita.
Seattle produce 396 yards di total offense contro le 339 avversarie, ottenendo 6 primi downs in più rispetto a Pittsburgh, che non riesce a muovere il pallone per tutto il primo quarto: gli Steelers segnano su tre giocate fondamentali, un discusso TD su corsa di Ben Roethlisberger, con una corsa-record di Willie Parker di 75 yards, ed un passaggio da TD di Antwaan Randle-El chiamato su un trick play, che trova le mani sicure di Hines Ward a chiudere la partita.
I Seahawks, oltre al field goal messo a segno da Josh Brown, riescono a varcare la endzone solo nel terzo periodo, quando Hasselbeck trova Stevens per una meta di 16 yards, e spreca una clamorosa opportunità per andare in vantaggio facendosi intercettare da Ike Taylor sulla linea delle 5 yards di Pittsburgh. Il quarterback finisce la sua partita con 273 yards su lancio, Alexander ne registra 95, mentre il miglior ricevitore è Joe Jurevicius con 93. Il risultato finale è di 21-10 per gli Steelers.
Mike Holmgren rilascia delle dichiarazioni pepate contro la crew arbitrale e non viene multato dalla Nfl, in quella che viene interpretata come una sorta di ammissione di colpa dai piani alti, la quale nulla toglie ai meriti di Pittsburgh.

2006- le aspettative sono molto alte, in offseason arriva l’acquisizione di Deion Branch dai Patriots, ma la sfortuna si abbatte su Seattle sottoforma di infortuni: uno dopo l’altro cadono Shaun Alexander, Darrell Jackson, Bobby Engram ed infine pure Matt Hasselbeck, ed il 3-0 iniziale viene presto mortificato da qualche sconfitta di troppo.
A quota 4-3 dopo 7 partite di campionato la squadra cerca di riorganizzarsi, con Seneca Wallace e Maurice Morris quali sostituti arrivano due importantissime vittorie, un 16-0 contro i derelitti Raiders nel Monday Night ed un 24-22 contro i Rams, che per la seconda volta nella stessa annata vengono puniti da un calcio allo scadere di Josh Brown. I titolari rientrano un poco alla volta, i playoffs vengono però messi a rischio da tre sconfitte consecutive in prossimità dell’ultima gara di campionato, che i Seahawks vincono in casa dei Buccaneers; il 9-7 conclusivo garantisce il quarto record assoluto di una Nfc assai poco competitiva, qualificandoli così per la Wild Card contro Dallas al Qwest Field.

La gara contro i Cowboys è rocambolesca, i texani sembrano avere il controllo sul match grazie ad un ritorno di kickoff di 93 yards nel terzo periodo, ma finiscono per concedere una clamorosa safety ed una meta di 37 yards a Jerramy Stevens. Quasi allo scadere, sul 21-20, Tony Romo conduce il suo attacco in profondità per quello che sembra un field goal comodissimo per intascare la vittoria, ma lo stesso quarterback maltratta però lo snap del centro, la palla gli sfugge dalle mani e viene placcato da Jonathan Babineaux prima di varcare la endzone, scrivendo nella storia l’episodio che viene ricordato come “The Botch”.

La settimana successiva i Seahawks sono ospiti dei temutissimi Chicago Bears al Soldier Field, nel Championship della Nfc vendono molto cara la pelle nonostante siano sfavoriti. Seattle sfiora l’upset ed inizia l’ultimo quarto sopra di tre punti grazie a due mete di Alexander ed una di Nate Burleson, ma Robbie Gould rinvia il tutto al tempo supplementare, dove lui stesso decide la gara a favore del team della Windy City. Nonostante le difficoltà, i Seahawks escono dalla stagione a testa altissima, consci di avere i mezzi per proseguire l’epoca vincente che sta contagiando la franchigia, che con Mike Holmgren al comando sta vivendo ancora il suo momento di apice.

2007 – I Seahawks hanno un sacco di problemi con il gioco di corse dal momento che il grande Shaun Alexander non sembra in grado di recuperare a dovere dagli infortuni che lo disturbano da più di un anno. In alternanza con Maurice Morris, Alexander The Great riesce comunque a contribuire al 10-6 che permette alla squadra di vincere la division per la quarte volta di fila.
Ai playoff Seattle elimina Washington 35-14 soffrendo solo in parte il ritorno degli ospiti nel terzo quarto, ma è spazzata via nel gelo di Green Bay dove soccombe 20-42 nonostante il 14-0 conquistato nelle prime battute di gioco grazie a due fumble ricoperti dalla propria difesa.

2008 – Una squadra completamente da rivedere e ricostruire termina la stagione 4-12, il secondo record negativo nell’era gestita da Mika Holmgren.

Queste le vicende dei Seattle Seahawks, i quali dopo un inizio sorprendentemente positivo, sono rimasti per anni una delle squadre di più basso profilo della lega, incapace di raggiungere un posto nei playoffs per quasi un decennio, rompendo la maledizione solamente nel 1999.
Gli errori di valutazione al draft dei primi anni ’90 hanno fatto presto dimenticare il Championship raggiunto nel 1983, dopo soli 7 anni di esistenza, nonchè le quattro partecipazioni alla postseason tra l’83 e l’88.
L’avvento di Mike Holmgren alla guida delle operazioni è un momento decisivo nella storia della franchigia, ora manca solo l’ultimo passo.

Franchise book.

I Seahawks hanno ritirato due maglie nella loro storia, una sola delle quali appartenuta ad un giocatore vero, l’altra ritirata in onore dei tifosi, il dodicesimo uomo in campo: #80 Steve Largent, WR, #12, Fans (12th man). Nel 2004 l’ 80 di Largent è stato brevemente ripristinato con il consenso del giocatore, per permettere al grande Jerry Rice di non cambiare il suo storico numero.
Gli Hall Of Famers che hanno indossato la maglia blu dei Seahawks sono Franco Harris (1984); Carl Eller (1989); Steve Largent (1979-1989) e Warren Moon (1997-1998).

La squadra in grado di sconfiggere più volte Seattle è stata Denver che ai tempi in cui i Seahwaks militavano in Afc li hanno sconfitti 33 volte. Nella medesima conference la squadra a subire più sconfitte da Seattle è stata San Diego, battuta per 25 volte.
La migliore stagione è stata il 2005, contraddistinta da 13 vittorie e 3 sconfitte, mentre la peggiore rimane il 1992, 2-14. Il record all-time è 257-276, con un 250-266 per la regular season, e 7-10 ai playoff.

Tra i premi individuali spiccano l’Mvp di Shaun Alexander del 2005, la nomina di allenatori dell’anno per Jack Patera e Chuck Knox rispettivamente nel 1978 e nel 1984, e due titoli di miglior difensore dell’anno, nel 1984 per Kenny Easley e nel 1992 per Cortez Kennedy. Tra i riconoscimenti minori, vale la pena ricordare il premio di Mvp del Pro Bowl vinto da Warren Moon nel 1998.

All-time leaders (offense)
Dave Krieg 26.132 passing yards
Shaun Alexander 9.429 rushing yards
Steve Largent 13.089 receiving yards

Con 86 vittorie Mike Holmgren è il coach più vincente di sempre.

Tutti i dati, gli aneddoti e le immagini raccontati e mostrati in questa time-line provengono da siti storici quali pro-football reference, wikipedia, sports E-cyclopedia e la sezione history di seattleseahawks.com.

Teams_timeline | by Dave Lavarra | 17/07/07

blog comments powered by Disqus