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Roger Staubach: Captain America

“La fiducia nei propri mezzi non nasce dal nulla. E’ il risultato di ore,giorni,settimane e anni di dedizione e lavoro costante.”
(Roger Staubach)

Roger Staubach: Roger the Dodger, Captain America, o se preferite, Captain Comeback. E proprio quest’ultimo soprannome sintetizza la sua migliore specialità: la rimonta.
Per 23 volte ha condotto i Cowboys alla vittoria partendo da una situazione di svantaggio all’inizio dell’ultimo quarto. E questo dato diviene ancora più impressionante se si considera che di queste 23 rimonte ben 17 avvennero negli ultimi 2 minuti di gioco.

Nato il 5 febbraio 1942 a Cincinnati (Ohio), Staubach mostra fin dal college (Navy) quello di cui è capace, aggiudicandosi tra l’altro l’ Heisman Trophy nel 1963 (quarto in assoluto a vincerlo nel junior year).
Tutti gli scouts della NFL concordano nel definirlo un grandissimo prospetto, tuttavia molte squadre sono spaventate dai suoi obblighi verso l’Accademia Navale: ciò lo fa precipitare al decimo giro del draft, dove viene scelto dai Dallas Cowboys.

Staubach deve prestare 4 anni di servizio in Marina (di cui uno da volontario in Vietnam) per unirsi ai Cowboys solamente nel 1969. E proprio in quel periodo il Nostro dà prova di estrema serietà e dedizione, studiando il playbook dei ‘Boys e partecipando ogni anno al training camp, per poi tornare a prestare servizio.
Pazienza e dedizione. Queste sono le chiavi di lettura del giocatore e soprattutto dell’uomo Staubach. L’impatto coi pro avviene in modo graduale: i primi 2 anni li trascorre in gran parte in panca a guardare il qb titolare Craig Morton. Nonostante ciò, già nel suo anno da rookie (un rookie di 27 anni…) fa intravedere qualcosa di interessante, ma è nel 1971 che avviene la vera svolta : i Cowboys hanno un record di 4 vinte e 3 perse quando Landry decide di affidargli definitivamente i comandi, dopo averlo alternato con Morton (addirittura in una partita i due si avvicendavano in base allo schema chiamato dal coach).
“Tom Landry non aveva ancora capito l’importanza della leadership di un quarterback. Così stavamo perdendo parecchia continuità e lo spogliatoio si stava spaccando. Ero frustrato, e la squadra pareva allo sbando. Doveva scegliere: o me o Morton. Avevamo bisogno di un solo leader”.
Staubach non si lascia scappare l’occasione e fa scoccare la scintilla: completa per 1882 yards e 15 touchdowns, con un rating di 104.8.
Al di là dei numeri, Roger si dimosta un quarterback completo: grande braccio, ottima accuratezza nei passaggi ma anche e soprattutto ottima mobilità.
E soprattutto Dallas vince 7 gare di seguito, staccando il biglietto per i playoffs e successivamente per il Super Bowl VI (vinto contro i Miami Dolphins), dove Roger completa 12 passaggi su 19 per 119 yards e 2 touchdowns e viene nominato MVP.

Nel 1972 salta gran parte della stagione a causa di un infortunio ad una spalla, ma ciò non gli impedisce di rilevare Craig Morton in una gara di playoffs contro i San Francisco 49ers. Risultato ? Risposta scontata: Roger lancia 2 passaggi in TD negli ultimi 90 secondi ed i Cowboys battono i 9ers 30-28.
Da quel momento in poi Staubach non perderà più il suo posto da titolare e sotto la sua guida i Dallas Cowboys diventano l’ America’s Team. Il Nostro li conduce ad altri 3 Super Bowls : X (perso contro i Pittsburgh Steelers), XII (vinto contro i Denver Broncos) e XIII (perso ancora contro gli Steelers).
Oltre agli straordinari risultati, Staubach diventa protagonista di quella che probabilmente è la più famosa azione della storia dei Dallas Cowboys: The Hail Mary Pass.
28 Dicembre 1975, Metropolitan Stadium,Bloomington (Minnesota), primo turno dei playoffs. In una partita dominata dalle difese (e che difese… i Purple People Eaters e la Doomsday Defense) i Cowboys sono avanti 10-7 quando a 1:51 dal termine Fran Tarkenton si inventa un TD, portando i Minnesota Vikings avanti 14-10. I ‘Boys ripartono dalle 15 yards, ed in 9 giochi Staubach porta i suoi a metà campo. Alcuni “piccoli” dettagli: oltre che a trovarsi faccia a faccia con Marshall, Eller, Page e Larsen, Roger è dolorante alle costole, ed il dolore è acuito dai freddi venti invernali del Minnesota… altro che l’aria condizionata dell’odierno Metrodome ! Dallas non ha più timeouts e mancano meno di 30 secondi dalla fine. Serve un touchdown. Shotgun formation, Staubach finta un lancio a sinistra, poi si sposta sulla destra e spara una bomba verso la endzone: Drew Pearson riceve il passaggio verso le 5 yards, si libera del cornerback Nate Wright e segna il touchdown del sorpasso. I Vikings ed il pubblico insorgono: per loro Pearson ha commesso un’interferenza offensiva ai danni di Wright. Ma per il field judge Armen Terzian è tutto regolare: il touchdown è valido. Una bottiglia di whiskey lanciata dagli spalti colpisce alla testa lo stesso Terzian, mentre Drew Pearson viene centrato da un’arancia.
Staubach ,colpito al momento del rilascio, non ha visto Pearson segnare il TD. Negli spogliatoi qualcuno gli descrive l’accaduto e davanti ai microfoni Roger, fervente cattolico, dichiara: “Ho lanciato e poi ho recitato un’Ave Maria. E’ stata un’azione molto, molto fortunata”.

Molti quarterbacks hanno avuto un braccio migliore di quello di Staubach, molti altri erano migliori scramblers. Forse nessuno ha avuto una migliore combinazione di queste doti, questo secondo Tom Landry. Ma Staubach è stato molto di più.
E’ stato un leader, la migliore qualità che possa avere un qb, e questa è opinione del leggendario Otto Graham. E soprattutto c’era quando la situazione cominciava a scottare, e le 23 vittorie in rimonta lo confermano.

L’ultima rimonta la tiene in serbo per l’ultima partita di regular season in carriera, il 16 dicembre 1979 a Dallas contro i Washington Redskins. La gara è a dir poco eccitante: i Redskins vanno avanti 17-0, Dallas risponde segnando 21 punti di fila per poi concederne altri 17 a Washington, che si ritrova avanti 34-21. Ma gli ultimi 2:20 sono tutti di Staubach: prima manda in TD Ron Springs con un passaggio da 26 yards, poi trova Tony Hill nella endzone con un altro TD pass: Dallas 35, Washington 34. Giù il cappello ma anche giù il sipario, che si riapre nel 1985 quando viene eletto nella Hall Of Fame, diventando ufficialmente un immortale del football pro.

Alcuni numeri della sua carriera NFL:

4 titoli NFC
2 Super Bowls vinti
MVP del Super Bowl VI
5 volte All-NFC
6 volte selezionato per il Pro Bowl
22700 passing yards
153 TD passes
2264 rushing yards
20 TD rushes
83.4 di rating (il migliore in assoluto al momento del suo ritiro)
4 volte NFL passing leader

Bibliografia

- The Fireside Book of Pro Football
- http://www.famoustexans.com
- www.heisman.com

Legends | by Roberto Petillo | 14/01/07

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