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Pigskin's Story

Ripercorriamo, grazie a questa timeline, le date fondamentali della storia del football americano, gli eventi, le partite, i giocatori, le modifiche regolamentari e l’evoluzione che hanno fatto la storia di questo sport. Dal livello giovanile a quello dei giganti della NFL, dal passato glorioso agli eroi di oggi ecco i punti salienti di una storia ultracentenaria raccolti in un unico articolo il più completo possibile.

1869 – La prima partita di football

Sfruttando le regole della London Football Association, i college di Princeton e Rutgers si sfidarono in quello che è conosciuto come il primo soccer-football match della storia. Le regole di quella partita erano ovviamente molto differenti da quelle di oggi; innanzi tutto il campo, lungo 120 yards e largo 75 invece del 100 per 53.5 che oggi conosciamo. In secondo luogo la norma che prevedeva che, dopo ogni segnatura, le squadre cambiassero campo. Anche l’avanzamento del pallone era molto differente: la palla poteva essere colpita con piedi, mani, testa, e veniva portata in avanti in un susseguirsi di spinte a placcaggi tra i 50 giocatori in campo, 25 per squadra. Ogni segnatura valeva un punto che veniva definito game e la partita si disputava al meglio dei 10 games. Vinse Rutger per 6-4. I natali del football in America hanno quindi avuto come casa la cittadina di Brunswick, New Jersey, e al seguito di quello che venne definito inizialmente soccer-football vi erano cento spettatori a testimoniare l’evento. Quell’incontro fu organizzato come il primo di una serie di tre e il secondo round andò a Princeton. Il terzo incontro non fu disputato e Princeton venne eletta come Campione Nazionale di questo nuovo sport. Nei sette anni successivi gli americani, e i college di conseguenza, si appassionarono di più al rugby che non al soccer, cercando di praticarlo al meglio e riuscendo a trovare le basi per far nascere e progredire il football americano.

1875 – La palla da gioco diventa ufficiale

Plasmata sulla forma di un uovo e ricoperta in pelle nel modo più simile a quella del rugby, la palla lunga un piede esordisce nel 1875. Nello stesso anno il campo viene accorciato a 100 yards più le due endzones e il numero di giocatori per squadra in campo scende a 15. Il pallone è comunemente soprannominato pigskin per via del tipo di pelle che viene utilizzata per la fabbricazione.

1876 – Walter Camp e il football americano

Walter Camp è il nome che diventa sinonimo di American Football ad ogni livello. Camp scese in campo nel primo incontro ufficiale del rugby collegiale della storia americana tra Yale e Harvard nel 1876 e da lì in avanti cercò di trasformare il rugby imparato dai britannici in nuovo sport per gli americani. Partendo da quella gara di soccer-football tra Princeton e Rutger, modificò via via le regole e, insieme a nomi storici come Stagg, Rockne, Thorpe, Warner e Heffelfinger, mise per la prima volta nero su bianco un documento ufficiale contenente le regole del football. Il documento nacque durante la convention di Massasoit e proprio all’ex schermidore Walter Camp (nonché velocista e, appunto, rugbista) vengono attribuite le idee che negli anni formarono le regole del football, come il gioco dalla linea di scrimmage, i punteggi assegnati alle marcature, l’ideazione dei downs, il numero di giocatori in campo (11) e buona parte dello sviluppo del tatticismo dei giochi che rese il soccer-football più tattico ed interessante trasformandolo da embrione a vero e proprio sport: il football americano. Walter Camp è considerato il padre del football e selezionò il primo team All-America già nel 1889. La fondazione a lui dedicata è stata creata negli anni ’60 del novecento per continuare nel suo sforzo di diffusione del football e il supporto delle classi più deboli attraverso l’inserimento dei giovani nelle discipline sportive. Attualmente la fondazione si occupa anche della selezione di vecchie glorie da inserire nella All-America Football Team e di rendere gli onori e i premi di queste selezioni, scegliere e premiare gesta e record individuali e raccogliere fondi per varie opere di beneficenza.

1882 – First Down!

Viene inserito il “sistema” del down, classica regola che differenzia il football da ogni altro gioco di squadra. Ogni team ha tre tentativi (downs appunto) per percorrere 5 yards. Negli anni a seguire vengono fatti dei cambiamenti e sviluppate le regole sulle sostituzioni dei giocatori, mentre i punteggi vengono fissati a 5 punti per il field goal, 4 per touchdown ed extra point e uno per la safety. I down, com’è noto, diventeranno 4 e serviranno a coprire una distanza di 10 yards.

1885 – Le “zebre” scendono in campo

Per la prima volta nella storia un arbitro scende in campo per dirigere la partita rappresentando ufficialmente il regolamento; la regola prevedrà d’ora in poi l’utilizzo di terne arbitrali per coprire tutto il campo. La divisa ufficiale degli arbitri diventerà una maglia a strisce verticali bianco-nere e, da qui, il soprannome sarà quello delle Zebras, le zebre.

1892 – Arrivano i soldi

Anche se per vedere un campionato professionistico si dovrà aspettare fino al 1920, con ben trentotto anni di anticipo William “Pudge” Heffelfinger è il precursore del giocatore stipendiato. In cambio delle proprie abilità, Heffelfinger ricevette un’offerta di 500 dollari dalla Allegheny Athletic Association (AAA) che tentò di assicurarsene i favori per cercare di battere gli arcirivali del Pittsburgh Athletic Club (PAC). “Pudge”, ovviamente, accettò, e durante la gara recuperò un fumble riportando l’ovale in meta dopo 35 yards. AAA batté PAC per 4 a 0 grazie a quell’unica segnatura. Mai l’acquisizione di un giocatore fu tempistica come in questo caso.

1893 – Il primo contratto

Dopo William Heffelfinger furono molti i giocatori a ricevere soldi a “gettone” per dare una mano a diversi club in questa o quell’occasione. Il primo vero e proprio contratto a lungo termine fu firmato dall’halfback Grant Dibert, che divenne in assoluto il vero prototipo del giocatore professionista firmando un contratto che lo legava alla controparte per una stagione. La squadra che riuscì a mettere Dibert sotto contratto fu proprio PAC, ossia la formazione sconfitta dalle gesta di Heffelfinger.

1895 – Le origini della Big Ten Conference

Anche se il nome ufficiale le sarà dato solo nel 1912, l’anno di nascita della Big Ten è il 1895, ossia quando sette rappresentanti di altrettante università del Midwest si incontrarono a Chicago per decidere di controllare e regolare un girone intercollegiale per quel che riguarda le attività sportive. Da quell’incontro nacque una lega chiamata Intercollegiate Conference of Faculty Representatives che venne rinominata come Western Conference prima di diventare, come detto, la Big Ten con l’avvento del nuovo secolo. Le Università che parteciparono al progetto erano quelle di Northwestern, Purdue, Chicago, Illinois, Michigan, Minnesota e Wisconsin. Iowa e Indiana entrarono nella conference nel 1899. Michigan uscì nel 1907 per rientrarvi due lustri più tardi, mentre Ohio State prese parte alla lega nel 1912. Chicago abbandonò il football nel 1939 e uscì definitivamente dalla conference nel 1943. Al suo postò subentrò Michigan State nel 1946 la quale fu resa eleggibile per il titolo di conference dal 1953. Un ultimo cambiamento si è avuto nel 1990 con l’ingresso di Penn State, eleggibile per il titolo a partire dal 1993. La Big Ten è stato il primo esempio di lega autonoma e regolamentata tra tutte quelle presenti oggi nella Division I della NCAA. La Big Ten Conference è, di fatto, la più antica conference collegiale inserita nella NCAA per quel che riguarda il football americano.

Nello stesso anno un altro passo in avanti viene fatto verso la formazione del giocatore professionista; John Brallier accetta 10 dollari, più spese, dal Latrobe YMCA per giocare contro il Jeannette Athletic Club.

1896 – Una squadra professionista

Il Allegheny Athletic Association mette in campo un’intera squadra di giocatori professionisti, ossia di atleti interamente sotto contratto per l’intera stagione anche se quest’ultima è formata da solo due partite.

1897 – Una stagione da pro!

Il Latrobe Athletic Association segue le orme dell’Allegheny Athletic Association e mette sotto contratto tutti i propri giocatori diventando, di fatto, il primo team a disputare un’intera stagione come squadra professionista.

1898 – Il punteggio cambia

Per la prima volta nella storia il touchdown vale 5 punti raggiungendo in importanza quello di un field goal. Anni dopo ci si renderà conto che, con l’evoluzione dei regolamenti, una meta sarà molto più difficile da realizzare rispetto a un calcio e i punteggi verranno rivisti. Anche la regola che prevedeva di schiacciare il pallone sul terreno una volta all’interno dell’area di meta, come nel rugby, verrà presto abbandonata, mantenendo comunque il nome originale (touchdown). Per realizzare una meta basterà d’ora in poi portare anche solo una minima parte della palla all’altezza della linea di endzone.

1899 – The oldest team

Chris O’Brien fonda nella periferia sud di Chicago una sorta di squadra del quartiere che battezza come il Morgan Athletic Club già attiva per attività di poco conto dal ‘98. La piccola squadra verrà ribattezzata The Normals, inizialmente, per poi prendere il nome da una strada della città e diventare Racine Cardinals. Da questa piccola realtà nasceranno i Chicago Cardinals, iscritti dal primo anno alla APFA (poi NFL). Nel 1960 la squadra si sposterà a St. Louis, nel 1988 a Phoenix e nel 1994 a Tempe dove diventerà Arizona Cardinals. La squadra creata da O’Brien è il progetto più duraturo ancora presente nel football professionistico. Dal 2006 i Cardinals giocano a Glendale, sempre in Arizona.

1900 – Proprietari alla riscossa

Abituata alla vita di gruppi atletici scolastici o dilettantistici con qualche sporadico tentativo di vero professionismo, l’America del football scopre la possibilità di avere anche dei proprietari per le squadre, gli owners, come direbbero loro. Il primo della storia è William C. Temple che facendosi carico delle spese del Duquesne Country and Athletic Club ne diventa di fatto il titolare.

1901 – La leggenda dell’imbattibile Michigan University

Senza concedere nessun punto agli avversari e segnandone un totale di 501, Michigan fu la prima scuola non appartenente alla Ivy League a vincere il titolo nazionale. I dati riportati risultano essere ufficiali, benché solo parecchi anni più tardi le statistiche verranno ufficializzate e registrate per imperitura memoria. Michigan sconfisse nella gara finale di postseason, il Rose Bowl, gli avversari di Stanford per 49-0 e rimarrà imbattuta per altri quattro anni e 56 partite consecutive.

1902 – Rose Bowl

Il primo gennaio 1902 il primo Rose Bowl viene disputato tra Michigan e Stanford con i primi trionfatori per 49-0. Fino al 2002, quando il Rose Bowl servì ad assegnare il titolo di campione nazionale tra Miami e Nebraska, questa partita è sempre stata disputata dalle vincenti della Big Ten Conference e della Pac-10. Il Rose Bowl è il bowl più antico del football collegiale e viene quindi definito frequentemente come “The Granddaddy of them all”; il Rose Bowl fu creato come evento sportivo conclusivo dell’annuale parata “Tournament of Roses”.

In questo stesso anno viene anche disputato il primo match in notturna della storia, quello tra Philadelphia Athletics e Kanaweola AC, terminato 39-0 per Phila e giocatosi a Elmira, nello stato di New York il 21 novembre. Gli Athletics nascevano da un’idea dei manager di Baseball’s Philadelphia Athletics e Philadelphia Phillies, che fondarono un team di professionisti affiancandosi ai Pittsburgh Stars nel primo tentativo di creare una lega pro, già allora definita National Football League. Il primo torneo di questa lega fu giocato in una sorta di final-five tra New York (formata da giocatori di Athletics e Phillies), NY Knickerbockers, Syracuse AC, Warlow AC e Orange AC. Vinse il torneo Syracuse giocando di fronte a 3000 spettatori la prima gara indoor che si ricordi. L’anno seguente Franklin Athletic Club vinse la seconda e ultima edizione di queste World Series (così erano chiamate) di Football.

1903 – L’“esodo” del gioco

Mentre il Franklin Athletic Club si aggiudica la seconda ed ultima edizione delle pro Football World Series, inizia il declino del football professionistico nell’area di Pittsburgh, dove da sempre era registrato un interesse immenso per il gioco. Il professionismo diventa maggiormente popolare in Ohio, grazie anche a quattro giocatori professionisti della stessa Pittsburgh, assunti dai Massillon Tigers per l’ultima gara stagionale contro Akron. E’ una sorta di passaggio del testimone, in Pennsylvania l’interesse subisce un calo, in Ohio la storia cominica ad essere scritta spinta dall’entusiasmo popolare.

1904 – Charles Follis

Il nome di Charles Follis rimarrà per sempre legato allo sport americano in quanto fu il primo atleta di colore a firmare un contratto da professionista per giocare a football americano. Halfback in campo, Follis fu messo a roster dalla squadra di Shelby AC, nell’Ohio.

Il 1904 è anche l’anno che passa alle cronache per il punteggio del field goal, portato da 5 a 4 punti, prima di essere ridefinito agli attuali 3 nel 1909, valore in vigore ancora oggi.

1905 – Stagg abbatte il mito di Michigan

Si chiamava Amos “Alonzo” Stagg ed è stato il rispettatissimo e apprezzatissimo direttore e coah delle squadre di football e basket alla University of Chicago. Coi suoi ragazzi della palla ovale riuscì nell’impresa di sconfiggere, durante la finale per il titolo nazionale, la squadra di Michigan, imbattuta da 56 partite. Il quarterback di Chicago era tale Walter Eckersall e guidò i suoi compagni a un 10-0 finale che fece epoca. Chicago è attualmente l’unica squadra ad aver vinto almeno un titolo nazionale di football e a non fare parte né della Division I-A né della Ivy League. Stagg fu inserito nella Hall of Fame del basket nel 1959 per il contributo dato alla diffusione della pallacanestro.

Il 1905 è anche l’anno in cui il football vive momenti di preoccupazione per l’alto numero di infortuni gravi e, talvolta, anche di decessi per via della durezza del gioco. L’arma più letale è la flyng wedge uno schieramento a “punta di freccia” allargata tra giocatori uniti fra di loro che, tenendosi per mano, corrono davanti al portatore di palla per proteggerlo e diventano devastanti nell’impatto con gli avversari che cercano di penetrarla. Ancora oggi è possibile vederla, in forma forse meno “selvaggia” durante i ritorni di punt.
La situazione spinse anche la Casa Bianca ad intervenire, con il presidente Theodore Roosvelt a chiedere di persona ai rettori dei college di rivedere le regole del gioco per salvaguardare la salute degli atleti. Negli anni, per andare incontro a certe esigenze, si arriveranno ad avere regole sulle posizioni dello scrimmage (sette uomini allineati, un solo giocatore in motion ecc…), ma sarà l’idea di John Heisman a cambiare davvero il gioco. Per evitare le situazioni di “massa”, Heisman proporrà un’idea assolutamente innovativa: la possibilità di lanciare il pallone in avanti.

1906 – Parratt to Riley!

Tra le regole che hanno veramente portato il football a livelli insuperabili come sport di squadra, quella del lancio “in avanti” ( forward pass ) è certamente la più importante, ed ha creato una giocata che al tempo stesso è la più spettacolare e la più simbolica di questo sport. Il 27 ottobre del 1906 sono proprio gli arbitri a legalizzare uno schema che, per via di un vuoto legislativo, non era concretamente vietato dal regolamento. Il forward pass, se compiuto dietro la linea di scrimmage, diventa così la miglior arma per un quarterback e nasce grazie alla giocata effettuata da George Parratt della squadra di Massillon in una partita contro una selezione che riuniva i migliori giocatori di Benwood e Moundville. Il primo lancio di sempre fu completato per Dan “Bullet” Riley e, grazie a questa nuova dimensione di gioco, Massillon stravinse la partita. Per anni la regola limitò comunque questa giocata, obbligando i quarterback a indietreggiare di almeno 5 yards rispetto alla linea di scrimmage prima di rilasciare il pallone. Sarà un altro particolare evento, nel 1932, a dare il via alla liberalizzazione del lancio da ogni zona del campo.

A dire il vero però la storia vuole che il primo pallone passato in avanti sia quello che il 5 settembre dello stesso anno Bradbury Robinson scagliò oltre la linea di scrimmage per il compagno Jack Schneider. Il gioco fu chiamato da coach Eddie Cochems frustrato dal fatto che la propria St. Louis University non riuscisse a sbloccare il risultato contro Carroll College ed è, concretamente, il primo passaggio in avanti della storia del football, almeno secondo le fonti ufficiali. Riley fu il primo tra i professionisti di allora a lanciare in avanti e obbligò a scrivere la regola del forward pass che, come detto, per parecchi anni fu molto limitativa.

Il 31 marzo aveva intanto preso il via la IAAUS (Intercollegiate Athletic Association of the United States) proprio in risposta ai probelmi sollevati da Theodore Roosvelt l’anno prima. La neoistituzine si prefiggeva il compito di controllare, amministrare e regolamentare i campionati collegiali, a cominciare proprio dalla risoluzione dei problemi del football. Pochi anni più tardi sarebbe stata ribattezzata NCAA, nome che porterà per sempre.

1907 – Arriva la Big Twelve

Un’altra lega sportiva collegiale nasce nel gennaio del 1907 e poggia una pietra importantissima sulle fondamenta dello sport universitario, un pezzo di storia fondamentale nello sport USA. Nata quell’anno come Missouri Valley Intercollegiate Athletic Association e comprendente le università di Iowa, Kansas, Missouri, Nebraska, e Washington University of St. Louis, la lega si evolve subito l’anno dopo con l’ingresso di Ames College (poi Iowa State) e Drake. Iowa passerà alla Big Ten nel 1910 e verrà sostituita da Kansas State nel 1913. Seguiranno Grinnell College (1919), University of Oklahoma (1920) e, per ultima nel 1925, Oklahoma A&M College ribattezzato successivamente Oklahoma State.

1909 – Il peso di un field goal

Da quest’anno il field goal vale meno e scende da 4 a 3 punti, valore che ha mantenuto fino ai giorni nostri.

1910 – NCAA

La Intercollegiate Athletic Association of the United States (IAAUS) cambia il proprio nome in National Collegiate Athletic Association (NCAA). All’interno della propria struttura l’istituzione collegiale si dividerà in Division (la I, la II e la III), ove le prime due garantiranno borse di studio agli atleti degli atenei, mentre l’ultima formerà la squadre solo in base agli studenti presenti a scuola. Nel 1978 la Division I sarà poi divisa in I-A e I-AA differenziandosi per l’impegno economico profuso per le discipline sportive. Generalmente solo le scuole più grandi confluiscono comunque nella Division I, mentre le altre scnedono nelle divisioni minori. Fino al 1973 la divisione verrà però nominata in “University Division” e “College Division”.
Lo sport femminile, invece, verrà gestito dalla Association for Intercollegiate Athletics for Women (AIAW) che soltanto nel 1982 entrerà a pieno titolo nella NCAA.

1912 – L’olimpionico Thorpe

La meta raggiunge il valore di sei punti 14 anni dopo l’ultimo cambiamento. Nello stesso anno, Jim Thorpe, fenomenale atleta da Carlisle (Pennsylvania) vince due medaglie d’oro alle olimpiadi di Stoccolma, nel Pentathlon e nel Decathlon, arrivando “solo” quarto nel salto in alto. Gustavo V di Svezia si complimenta personalmente con Thorpe e lo definisce il miglior atleta del mondo. Thorpe giunge al successo olimpico solo dopo aver mostrato grandi abilità sia nel baseball che nel football in patria. Al suo rientro, infatti, si dedicherà definitivamente alla palla ovale firmando l’anno successivo un contratto da 250 dollari a partita come nuovo runningback dei Pine Village Pros dell’Indiana e dando il via a una carriera che lo porterà dritto nella Hall of Fame dopo essere già stato All-America con il college di Carlisle. Thorpe sarà, negli anni 20, uno dei nomi più importanti della neonata NFL all’interno della quale giocherà per nove stagioni con diverse squadre e della quale sarà eletto anche come primo presidente. Nel 1950 è stato eletto da AP come miglior atleta della prima metà del secolo scorso ed è stato ribattezzato come Leggenda del NFL team di ogni tempo. Il premio come miglior defensive back della NCAA, assegnato dal 1986, porta il suo nome e, dal 1963, è un hall of famer.

1913 – L’esordio di Thorpe

Comincia nei Pine Village Pros, in Indiana, la prima stagione del mitico Jim Thorpe dando il via alla propria carriera che lo porterà fino alla Hall of Fame.

1915 – Tocca alla Pac-10

Il primo dicembre del 1915 crescono le radici di quella che negli anni diventerà famosa come la Pacific-10 Conference (Pac-10) quando a Portland viene raggiunto un accordo tra le università di California, Oregon, Oregon State, e Washington. La Pacific Coast Conference inserirà il football nel proprio programma a partire dal 1916. Washington State University (‘17), Stanford University (‘18), University of Idaho (‘22), University of Southern California (‘22), University of Montana (‘24) e University of California Los Angeles (‘28) si uniranno a seguire. USC sarà la prima università di questa lega ad aggiudicarsi il titolo nazionale nel 1920. Dopo un susseguirsi di abbandoni e nuovi ingressi, la lega raggiungerà nel 1968 il raggruppamento più simile a quello conosciuto oggi sotto la nomea di Pac-8. Il primo luglio del 1978, grazie all’ingresso di Arizona e Arizona State si arriverà alla definitiva Pac-10 giunta fino ai giorni nostri.

1916 – Pro Football Champions!

Vincendo la Ohio League con un record di 9-0-1, Canton, che schiera Jim Thorpe e il suo ex compagno di college Pete Calac, viene eletta prima squadra campione di un campionato di football professionistico. Si ripeterà un anno più tardi subendo una sola sconfitta.

1918 – La Pittsburgh di “Pop” Warner

Glenn Scobey Warner, nato a Springville (NY) nel 1871, comincia già dal college a giocare a football e si guadagna il soprannome di “Pop” perché più vecchio dei suoi compagni dell’università Cornell. Dopo la laurea è l’Università della Georgia a offrirgli il posto come capo allenatore, ruolo che ricoprirà per 44 anni collezionando 319 vittorie in NCAA. Allenatore anche di Jim Thorpe nella sua avventura a Carlisle, nel 1914 Warner passa alla University of Pittsburgh dove tocca il punto più alto della carriera con 33 vittorie consecutive e due titoli nazionali. Il primo, del 1916, è un’apoteosi, grazie a 255 punti segnati, a fronte dei soli 25 subiti, e un record stagionale di 8-0. Si ripeterà nel ’18 prima di vincere tre Rose Bowl a Stanford. Pop Warner rimane celebre per l’impegno nella diffusione del football a livello giovanile e una lega che porta il suo nome, la “Pop Warner League”. E’ inoltre popolare per alcune innovazioni tattiche impiantate nei propri playbook e pian piano copiate da tutti i coach. Basti ricordare gli screen play coi quali sfruttare lanci dietro la linea di scrimmage per i runningbacks, e la double-wing formation con due WR aperti a ricevere nei pressi della sideline. Aiutò inoltre ad innovare l’utilizzo delle protezioni per i giocatori in campo.

1919 – Cominciano le vittorie di Notre Dame e la favola di Green Bay

Notre Dame, una delle università che evochino maggior fascino nel mondo, ha vinto 13 titoli nazionali, primo dei quali nel 1919, un anno dopo l’arrivo di Knute Rockne. Con Rockne, dopo questo trionfo, ne arrivarono altri 5, ma dal 1918 gli Irish conteranno anche 5 stagioni da imbattuti, un record di 105-12-5 e una percentuale vittorie per l’head coach di .881, la più alta della storia collegiale. Nel 1925, inoltre, Notre Dame conquisterà anche il Rose Bowl. Una delle squadre con maggior storia e blasone alle spalle comincia la propria serie di vittorie esattamente nel 1919.

L’anno seguente un altro importante college vivrà un momento storico: grazie ai voti degli studenti, Edward McLaughlin regalerà nickname e logo alla squadra di football del Boston College. Il nome scelto è Eagles. Vista la “scomparsa” in Div. I-AA dell’odiata Holy Cross University, Boston mantiene un’accesa rivalità proprio con Notre Dame, unica Università Cattolica in Division I-A e che, contro Boston, si gioca una sorta di “rivarly game” che nel 1975 viene addirittura definito The Holy War. Anche se nel football il paragone tra le due squadre non regge, Boston resta uno dei college più vecchi e con maggiore storia in questo gioco e nello sport in generale.

Mentre Notre Dame trionfa a livello collegiale, nel Wisconsin, il giorno 11 del mese di agosto, Earl “Curly” Lambeau e George Withney Calhoun fondano una squadra che riceverà un primo investimento di 500 dollari per l’equipaggiamento proprio dall’azienda per cui lavora Lambeau, la Indian Packing Company di Frank Peck. In cambio dei soldi vi era la pretesa che la squadra portasse una sorta di “nome sponsor”, che ricordasse cioè l’azienda di Lambeau. Calhoun acconsentì e nacquero i Green Bay Packers, il nome ancora in vigore per una delle squadre più vecchie della NFL. I Packers si alleneranno inizialmente proprio all’interno dell’azienda di Peck e saranno una delle prime squadre professionistiche entrando nella APFA nel 1921. I Packers sopravvivono in una cittadina di 100.000 abitanti grazie a una sorta di azionariato popolare e al supporto che tutto lo stato del Wisconsin trasmette alla franchigia, unico esempio di squadra professionistica USA senza un singolo proprietario. Una clausola che obbligherebbe a reinvestire i soldi guadagnati da un’eventuale cessione del team nella Green Bay Packers Foundation, è il “cavillo” che garantisce alle Cheesehead di essere da sempre la squadra della piccola cittadina, benché più volte, fino al 1995, la squadra abbia giocato anche a Milwaukee per andare incontro alla passione di tutto lo stato del Wisconsin.

1920 – Una lega professionistica

Il 1920 è un anno di infinita importanza per il football americano. In primo luogo perché nasce la American Professional Football Association che dopo soli due anni sarà ribattezzata National Football League. La prima stagione giocata tra sole squadre di professionisti conta 14 teams ed è vinta dagli Akron Pros. Di quella lega sopravvivranno fino ad oggi solo i Decatur Staleys di George Stanley Halas, il quale li ribattezzò appena due anni dopo Chicago Bears, e i Chicago Cardinals, che nella loro storia hanno cambiato più volte sede. Nel 1921 aderirono anche i Green Bay Packers, nel 1925 i New York Giants.

Altro avvenimento importante, accaduto per l’esattezza il 14 maggio, è la nascita della National Federation of State High School Associations, lega interscolastica che gestisce e controlla lo sport a livello di high school ed è il primo vero vivaio nel quale crescono i campioni del futuro. Oggi gestisce dieci milioni di studenti/atleti, provvedendo a programmi e servizi per 17500 membri delle scuole (coach, assistenti…) e regolando 16 diverse discipline sportive.

1921 – Diretta radiofonica

Una partita di football viene per la prima volta trasmessa in diretta attraverso le antenne di KDKA, un network di Pittsburgh. Il match è tra Pittsburgh e West Virginia e vede la vittoria dei padroni di casa per 21-13. Visto l’ottimo risultato, la nazione si riempie di radio locali che comprano licenze per trasmettere partite di football.

1922 – NFL

Tre lettere che entrano nella testa di ogni appassionato di questo sport senza mai abbandonarlo. L’acronimo di National Football League, il nome definitivo della prima, più longeva e, attualmente, unica lega professionista di football su suolo statunitense se si esclude la Arena Football League, versione rivista e indoor del più tradizionale football.

Nello stesso anno Princeton vince il proprio 17° titolo nazionale, l’ultimo nel New Jersey. Il college della Ivy League ha attualmente proprio 17 titoli in palmares, ed è la seconda squadra più titolata di sempre.

Sempre nel 1922 la Jersey Shore High School (Pa.) stabilisce il primo ed incredibile primato nel football giovanile: 75.1 punti a partita nelle nove gare di campionato per un totale di 676.

1923 – Luci a Cincinnati

Il 23 settembre si gioca il primo incontro notturno della storia collegiale. Cincinnati affronta e batte Kentucky Wesleyan col risultato di 17-0.

1924 – La lega si espande

La NFL raggiunge le 18 squadre ma i Canton Bulldogs, imbattuti da due stagioni, non replicano al botteghino i successi ottenuti sul campo e rischiano la bancarotta. Il presidente dei Cleveland Indians acquista così dalla franchigia dell’Ohio i pezzi migliori e si aggiudica il titolo ribattezzando la propria squadra, senza troppa fantasia, come Bulldogs. Canton, che non riesce a disputare nemmeno un incontro per il roster praticamente azzerato, scenderà di nuovo in campo l’anno seguente per chiudere i battenti definitivamente nel 1926. Nel 1927 diranno l’addio al football anche i Cleveland Bulldogs.

Contemporaneamente, a Notre Dame University, nasce il mito dei Four Horsemen, soprannome coniato dal giornalista-poeta Grantland Rice che, in un articolo, definì le giocate del meraviglioso backfield agli ordini di coach Knute Rockne, come il costante assedio dei quattro cavalieri dell’Apocalisse. I Four Horsemen che diedero vita al leggendario backfield degli Irish erano il quarterback Harry Stuldreher, il fullback Elmer Layden, e gli halfbacks Jim Crowley e Don Miller.

1925 – Il “rosso” Illinois

George Halas passa alla storia per la più esosa spesa mai avvenuta nel mondo del football fino ad allora. Per l’ingaggio di Harold Grange, detto Red, arriva a sborsare un totale di centomila dollari per la sola prima stagione. Un patrimonio, soprattutto se si considera che in quegli anni nessun giocatore guadagnava più di cento dollari a partita, quindi un massimale di poco inferiore ai 2000 dollari a stagione. Red Grange aveva già riscritto la storia del football collegiale con l’Università dell’Illinois, vivendo un momento incredibile di leggenda quando in una sola partita segnò a Michigan più mete di quanto la suddetta squadra non ne avesse subite nel totale delle ultime due stagioni. Il 18 ottobre 1924 Grange (ribattezzato Il fantasma Galoppante da Grantland Rice, il quale dedicò persino una poesia al “rosso”) diede il via al proprio mito segnando 4 mete a Michigan in dodici minuti: un kick off riportato in TD per 95 yards e tre corse per un totale di 167 yards. Le prime due partite da professionista in quel di Chicago giocate da Red Grange furono seguite rispettivamente da 75000 e 73000 spettatori, anche se fonti più realistiche riservano per tale evento la presenza di 36000.

1926 – Il record di Army e Navy

Per la prima volta una partita di college supera le 100.000 presenze tra gli spettatori. La partita tra le Università di Army e Navy di quella stagione viene seguita da 110.000 persone e termina con un pareggio per 21 a 21.

1927 – Yale chiude la serie

L’Università di Yale conquista il 18° titolo nazionale stabilendo il record di vittorie; questo titolo rimane in ogni caso l’ultimo finora conquistato dall’Università.

Un uragano devasta le coste della Florida in settembre e, con una scelta piuttosto bizzarra, l’Università di Miami adotta il nickname di Hurricanes per la propria squadra. L’idea nasce dalla voglia di rivincita dei giocatori che, nei giorni di desolazione succeduti all’uragano, dichiararono di voler spazzare via ogni avversario.

La NFL intanto diventa un gioco sempre più limitato ai proprietari più facoltosi: il presidente Joe Carr stabilisce in una conferenza a Cleveland che per riorganizzare la lega distribuendo meglio i valori sul campo è necessario che le squadre con meno potere economico escano dal campionato per permettere alle stelle di approdare tra le fila delle franchigie più ricche e in grado di reggere l’esborso di denaro. La decisione, presa il 13 aprile, ha effetto immediato e a settembre la NFL comincia con 12 squadre in meno. Vinceranno il titolo New York Giants (11-1-1).

1928 – Alle origini della Big Twelve

Sei dei sette teams presenti all’interno della MVIAA decidono di formare una nuova conference. Le università di Iowa State, Kansas, Kansas State, Missouri, Nebraska, e Oklahoma formano quindi una prima Big Six. Nel 1947 Colorado si aggiunge alla conference così come subito dopo fa Oklahoma A&M cambiando però nome in Oklahoma State University. Nel 1968, con otto squadre, la lega diventa ufficialmente la Big 8 Conference. Nel 1996 l’arrivo di Baylor, Texas, Texas A&M, and Texas Tech porterà finalmente alla Big Twelve e il titolo sarà vinto da Texas su Nebraska nel primo title game terminato 37-27.

1929 – Ecco la Pop Warner League

Joe Tomlin fonda a Philadelphia la prima Pop Warner Little Scholars, conosciuta anche come Pop Warner, Pop Warner Conference e Junior Football Conference. Creata per reintegrare i giovani teppisti che imperversavano nella parte nord-est della città attraverso programmi ricreativi e attività sportive, la Pop Warner comincerà da un piccolo torneo a 4 squadre. Oggi, oltre ad avere inserito anche programmi per cheerleaders, è attiva in 41 stati degli USA e conta su 360.000 partecipanti. Il programma è sviluppato per far approdare ragazzi tra i 5 e i 16 anni al football, sfruttando lo spirito di squadra e senza contare le statistiche individuali per allontanare i giovani dall’idea di individualismo e amplificare la logica dello spirito di gruppo. E’ la più grande organizzazione di sport giovanile d’America.

La NFL porta il numero di arbitri in campo a quattro con l’aggiunta del field judge.

1930 – Halas lascia il football… o forse no

George Stanley Halas, padre fondatore dei Chicago Bears lascia la propria “creatura”. Personaggio fondamentale della storia del football come membro fondatore della NFL a nome dei Decatur Staleys, Halas, il quale fu ribattezzato “Mr. Everything”, abbandonò per soli tre anni Chicago per poi riprendere le redini del comando nel 1933. Al suo posto, nelle stagioni del 1930, ’31 e ’32, Ralph Jones, coach innovativo che, proprio durante la “fuga” del grande Papa Bears, ridefinisce la T-Formation e introduce le motion per wide-end e fullback. Jones, infine, porterà a Chicago il fullback All-America Bronko Nagurski, eccellente atleta di origine canadese. Dopo un ripensamento Halas riprenderà in mano i playbook dei Bears e li guiderà fino a toccare un totale di 40 stagioni, 6 titoli NFL e 324 vittorie, finendo solo sei volte sotto il 50% di W e chiudendo due stagioni come imbattuto. Halas abbandonerà i suoi amati Bears altre due volte (per partecipare alla seconda guerra mondiale e nel 1956-57). Solo Don Shula batterà il suo primato di vittorie, parecchi anni dopo. Halas è entrato nella Hall of Fame nel 1963 ed è morto nel 1983 dopo essere stato, oltre che allenatore dei Bears, il primo a inserire l’allenamento giornaliero della squadra, lo studio dei filmati avversari, la cessione dei diritti radiofonici per una squadra professionistica e dopo aver migliorato sistemi offensivi poi copiati, letteralmente, da ogni coach esistente sulla terra. Nel 1985, novantesimo anniversario della sua nascita, i Chicago Bears hanno vinto il loro primo e unico Super Bowl. Halas è stato eletto hall of famer nel 1963, primo anno di selezione per i grandi del football.

Sulle orme della Pop Warner nasce la PAL (Police Athletic League), che punta in ugual misura a recuperare i giovani dei quartieri più poveri ed avvicinarli allo sport. La PAL è tuttora in attività, coordina tornei regionali e statali, pubblica una rivista e altri sistemi di pubblicità su vari media. L’idea di avvicinare i giovani alle forze di polizia attraverso programmi sportivi è oggi presente attraverso la PAL in sei stati americani.

1931 – Multe e squadre scomparse”

La NFL riduce a 10 il numero di squadre che partecipano al torneo, l’ultima vittima “illustre” è Frankford. Nel frattempo vengono multate per mille dollari Chicago, Green Bay e Portsmouth, ree di aver schierato collegiali non ancora laureati.

1932 – Il libro dei record

La NFL comincia a registrare in maniera ufficiale le statistiche delle partite, per yards guadagnate, lanciate, corse, ricevute, più i fumble, gli intercetti e le yards conquistate con gli special team. La NCAA la seguirà nel 1937.

Chicago Bears e Portsmouth Spartans giocano per la prima volta una partita al di fuori della regular season. Pur non venendo riconosciuta ufficialmente come gara di postseason, questa sfida spareggio per il titolo cambierà molte delle regole presenti nella NFL per via del campo su cui venne giocata. Ingabbiate su di un terreno di gioco di sole 80 yards del Chicago Stadium, le due squadre si affrontarono in quello che venne definito il Tom Thumb Gridiron (più o meno la gabbia di Pollicino) con regole leggermente modificate che divennero ufficiali dalla stagione successiva o da quelle successive. Chicago s’impose per 9-0 grazie a un lancio di Bronko Nagurski per Red Grange che gli Spartans contestarono in quanto, a loro giudizio, il rilascio del pallone avvenne prima che il giocatore fosse indietreggiato 5 yards dalla linea di scrimmage.

Nasce contemporaneamente la Southeastern Conference, meglio conosciuta come SEC e creata dalle 13 principali scuole del sudest (Alabama, Auburn, Florida, Georgia, Georgia Tech, Kentucky, Louisiana State, Mississippi, Mississippi State, Sewanee, Tennessee, Tulane e Vanderbilt). Dal 1992 ne fanno parte anche Arkansas e South Carolina ed è strutturata in due divisioni, la West e la East. I vincitori di ogni division si giocano il titolo di conference a fine di ogni stagione attraverso il SEC Championship Game.

1933 – The Tom Thumb Gridiron’s effects

Dopo lo spareggio di Chicago e il lancio di Bronko Nagurski, la NFL apre la stagione professionistica distaccandosi dalle regole del college football. Il lancio in avanti del quarterback è reso legale in ogni zona dietro la linea di scrimmage. L’idea per il goal post per i calci è di inserirlo sulla linea di fondo campo e non più sulla linea di endzone (regola che verrà comunque attuata e ufficializzata in NFL molto più avanti negli anni), come fu per il Chicago Stadium dove una limitata lunghezza del campo di gioco obbligò gli organizzatori a prendere questa decisione. Stessa sorte per le hashmarks, inserite dopo che nella gara tra Spartans e Bears i giocatori non snappavano più la palla a una yard dalla sideline in caso di uscita dal campo con il pallone, ma da dieci, per evitare i pericoli imposti dalla grata metallica che circondava il terreno di gioco.
Visto il successo ottenuto da quello spareggio la NFL divise la lega in due division (West e East) e ufficializzò il Championship di fine stagione tra le vincenti dei due gironi. Il primo titolo giocato con una gara ufficiale di playoff se lo contesero Chicago Bears e NY Giants, con i primi trionfatori per 23-21.

Con le statistiche ufficiali arrivano i primi record e il RB Cliff Battles (8 ottobre) è il primo giocatore a correre più di 200 yards in una partita totalizzandone ben 215 e aiutando i suoi Boston Redskins a prevalere sui New York Giants per 21-20.

1934 – L’oro del Minnesota e i leoni del Michigan

I Minnesota Golden Gophers chiudono la stagione con un record di 8-0 e si aggiudicano il primo titolo della loro storia. Nel 1935 bisseranno con il medesimo record il loro trionfo e faranno tris un anno più tardi perdendo solo una gara. Nel biennio ’40-’41 Minnesota ripeterà l’impresa con due stagioni da 8-0.

G.A. “Dick” Richards acquista i mitici Spartans di Portsmouth e ne chiude i battenti, trasferendo tutti i giocatori a Detroit per dare alla luce i Detroit Lions.

La Junior Football Conference viene definitivamente battezzata come Pop Warner League.

1935 – Heisman Trophy

In onore del grande giocatore e allenatore John William Heisman, nel 1935 viene creato un premio che porta il suo nome e che verrà assegnato annualmente al miglior giocatore di football della NCAA. L’Heisman Trophy Award venne conferito la prima volta a Jay Berwanger della Chicago University. Archie Griffin di Ohio State è l’unico atleta ad aver vinto due volte il premio (1974 e 1975), mentre nel 1997 Charles Woodson fu il primo difensore a fregiarsi di questo onore battendo per pochi voti Peyton Manning. Il premio, da sempre consegnato al Downtown Athletic Club di Manhattan, ha dovuto cambiare sede dopo gli attacchi dell’undici settembre e viene oggi assegnato al Nokia Theatre dopo un breve intermezzo passato allo Yale Club, sempre a Manhattan.

1936 – Il draft

Una proposta fatta nel 1935 da Bert Bell, proprietario dei Philadelphia Eagles, viene accettata dalla lega e messa in vigore dalla stagione 1936. Si tratta del draft, ossia del sistema di selezione dei giocatori usciti dal college da parte delle squadre NFL. L’idea è quella di invertire i valori del campionato, permettendo ai peggiori classificati di tutta la lega (quindi senza differenze tra le division) di scegliere per primi, i penultimi per secondi e così via fino alla detentrice del titolo che andrà a scegliere per ultima. La logica è quella di permettere alle squadre teoricamente più deboli di rinforzarsi attraverso la scelta di giocatori collegiali dotati di maggior talento; inutile sottolineare che la scienza sui prospetti non esista e il numero uno di un draft può risultare un investimento ben peggiore rispetto a un giocatore chiamato molto più avanti. Philadelphia scelse per prima e chiamò l’Heisman Trophy Jay Berwanger cedendolo poi ai Bears. Berwanger è così la prima scelta in assoluto della storia del draft, ma non metterà mai piede su un campo da football come professionista. Il primo a firmare un contratto e a giocare in NFL sarà quindi il secondo pick di quel draft, ossia Riley Smith, uscito dal college di Alabama e scelto da Boston.

Dal 1936 la Associated Press (AP) viene selezionata per decidere attraverso il proprio ranking quale squadra eleggere come campione nazionale nella NCAA.

1937 – Whizzer!!!

Nella prima stagione in cui la NCAA mette ufficialmente a referto le statistiche individuali e di squadra, il più grande giocatore di football dei campionati collegiali risponde al nome di Byron White, della Colorado University e conosciuto col soprannome di Whizzer. Il runningback, futuro giocatore di Pittsburgh, fece registrare in quella stagione il record per total offense, yard corse, punti segnati e punti segnati su calcio. Dopo qualche anno da professionista e l’impegno nella seconda guerra mondiale, White si diede all’attività legale venendo eletto alla Corte Suprema degli Stati Uniti nel 1962 da John F. Kennedy, Corte della quale ha fatto parte fino al 1993, anno in cui si è ritirato.

1938 – Roughing the passer

Su suggerimento di George Stanley Halas la NFL inserisce la regola che punisce con 15 yards di penalità la squadra di cui un giocatore si macchi dell’illegalità chiamata “roughing the passer” (colpo al quarterback volontario dopo che questi ha già rilasciato il pallone).

1939 – Video kills the radio stars

Con l’Europa coinvolta dal caos della guerra l’America vive la propria pace interna e la NFL supera il milione in presenze totali negli stadi nell’arco della stagione. Il vero evento però è la prima partita trasmessa in televisione grazie alla NBC e 1000 tivù sparse per New York City. L’incontro tenutosi a Ebbets Field vedeva di fronte Brooklyn Dodgers e Philadelphia Eagles.

Si gioca il primo incontro All-Stars del football tra i campioni NFL del 1938 (NY Giants) e una selezione di professionisti scelti tra le altre franchigie. Il primo tentativo di Pro Bowl verrà rigiocato al termine della stagione del 1950 e diventerà definitivo come scontro tra i migliori giocatori delle due division.

1940 – T-Formation

Nel Championship tra Chicago Bears e Wasington Redskins George Halas studia una nuova formazione in grado di battere I fortissimo rivali e prendersi la rivincita per la sconfitta di due anni prima. La T-Formation prevede molte motion nel backfield e l’utilizzo di un trio di RB che si schiera allineato in orizzontale alle spalle del quarterback creando così una “T” al contrario. I Redskins non riusciranno a contrastare la nuova tattica di Halas e la gara finirà 73-0 per i Bears, il più grande scarto mai realizzato nella storia del football professionistico.

1941 – Il primo commissioner

Le dimissioni del presidente Storck spingono la NFL a eleggere un nuovo “capo”, il quale come prima cosa cambierà l’appellativo che viene usato per definire il numero uno della lega. Non più presidente ma commissioner, un appellativo insomma che non dia l’idea del capo supremo ma del garante dei diritti di tutti. Il primo commissioner eletto, il primo di marzo, è Elmer Layden, ex “Horseman” del backfield dei mitici Notre Dame Irish allenati da Knute Rockne. Il 5 aprile Layden sposta la sede della lega a Chicago. La NFL, inoltre, pubblica il primo Official NFL Record Manual, una pubblicazione contenente tutti i primati conseguiti in stagione.

Una delle squadre più rappresentative del football NCAA, gli Ohio State Buckeyes, vince il suo primo titolo nazionale chiudendo la stagione con un record di 9-1.

1942 – La NFL va alla guerra

Il coinvolgimento degli USA nella Seconda guerra mondiale, spinge al richiamo alle armi l’esercito e questo reclutamento coinvolge in buona parte anche la NFL che vede le rose dei propri team completamente svuotati. Persino il mitico George Halas sarà costretto ad abbandonare i propri Chicago Bears. La squadra riuscirà ugualmente a volare al Championship con un record di 11-0, ma verrà sconfitta dai Washington Redskins per 14-6.

1943 – Triple Crown

Sammy Baugh dei Washington Redskins guadagna gli onori della cronaca stabilendo un singolare primato e guidando le classifiche in fatto di passaggi, intercetti e punt. La sua impresa verrà definita come Triple Crown. Il quarterback guiderà gli ‘Skins fino alla finale per il titolo persa contro Chicago e verrà inserito nella Hall of Fame del football nel 1963.

Proprio Sid Luckman, suo rivale di sempre e QB dei Chicago Bears, hall of famer classe 1965, si aggiudicherà però il titolo di MVP dopo una stagione strepitosa culminata, oltre che nel titolo NFL, con la splendida gara di novembre contro i NY Giants durante la quale Luckman lanciò per la prima volta più di 400 yards in singola partita e ben sette TD pass, record finora solo eguagliato.

1944 – Sulla sideline

La NFL legalizza la presenza dell’allenatore in panchina durante le partite.

1945 – Nuove hashmarks

Le hashmarks vengono spostate per la seconda volta e passano da 15 a 20 yards rispetto alla sideline.

1946 – A Philadelphia!

Eletto come nuovo commissioner della NFL a inizio anno, Bert Bell sposta la sede della lega a Bala-Cynwyd, nei sobborghi di Philadelphia.

Il 4 giugno nasce la All-America Football Conference (AAFC) campionato professionistico che proseguirà per quattro stagioni “affiancando” la NFL. Tutti i campionati disputati verranno vinti dai Cleveland Browns del mitico quarterback Otto Graham. Nonostante il successo di pubblico e un gioco molto ben sviluppato e di livello (quei Browns erano certamente superiori a chiunque in America in quel periodo) la AAFC fallì e chiuse i battenti. Tra i motivi che portarono alla chiususra della lega, probabilmente, anche quello di non riuscire a creare competizione proprio contro i favolosi Browns i quali, insieme a Baltimore Colts e San Francisco 49ers, si unirono alla NFL.

1947 – Pop Warner Champions

Il 27 dicembre, nel cosiddetto Kiddie Bowl Championship Game, rinominato Santa Claus Bowl, il Cricket Midget Team di Philadelphia sconfigge i Frank Sinatra’s Cyclones per 6-0, su un campo coperto da 10 centimetri di neve e davanti a 2000 spettatori, e si aggiudica il primo trofeo della Pop Warner League. L’evento attira l’attenzione nazionale sulla lega.

La NFL aggiunge un quinto arbitro, il back judge. L’anno successivo gli arbitri verranno inoltre dotati di un fischietto che andrà a sostituire il sorpassato “corno”.

1949 – Mille yards

Steve Van Buren (Eagles) e Tony Canadeo (Packers) superano entrambi le 1000 yards su corsa. E’ la prima volta che due RB compiono questa impresa nello stesso anno.

Nelle high schools s’interrompe la striscia di shutouts cominciata nel 1942 da parte di Shelbyville Bedford County Training (Tennessee). Totale: 52 partite senza subire punti, un record difficilmente eguagliabile a qualsiasi livello di football.

1950 – Great Five!

Il decennio si apre con Bob Shaw che, il 2 ottobre, riceve 5 lanci touchdown nella vittoria dei suoi Chicago Cardinals sui Baltimore Colts per 55-13. Il record verrà “solo” eguagliato da Kellen Winslow nel 1981 e Jerry Rice nel 1990.

Un record meno famoso ma altrettanto devastante è quello del giovanissimo Jack Golson, il quale guida alla vittoria Haynesville Lowndes contro la Loretto High School in un torneo regionale in Alabama. Golson riporta in meta ben sei punt, rispettivamente da 65, 50, 90, 75, 75 e 75 yards.

1951 – Tutti davanti alla TV

Per la prima volta una partita di football è trasmessa sull’intero territorio nazionale in diretta ed è visibile da una costa all’altra. L’incontro è il National Championship del 1951 vinto dai Los Angeles Rams per 24-17 sui Cleveland Browns. La DuMont Network pagò 75.000 dollari per assicurarsi i diritti dell’evento.

1952 – Il ruggito di Detroit

La sorpresa più incredibile della stagione arriva proprio in finale dove i fortissimi Cleveland Browns vengono incredibilmente battuti dai Detroit Lions, capaci di aggiudicarsi il primo titolo della propria storia dopo 17 stagioni.

1953 – Finalmente ACC

I rappresentanti delle università di Clemson, Duke, Maryland, North Carolina, North Carolina State, South Carolina e Wake Forest, s’incontrano al Sedgefield Inn, vicino Greensboro, nel North Carolina. Ciò che esce da quella riunione è l’abbandono da parte delle scuole della Southern Conference per dare il via alla nuova Atlantic Coast Conference. Virginia entrerà nella lega quello stesso inverno e la ACC rimarrà la stessa fino a quando, nel 1971, South Carolina si proclamerà college indipendente. Maryland resterà imbattuta alla prima stagione aggiudicandosi la conference ma perdendo l’Orange Bowl contro Oklahoma (7-0).

A 64 anni muore Jim Thorpe, ritiratosi dal football nel 1928 a 41 anni. Thorpe, oltre alle medaglie olimpiche, è uno dei due soli giocatori ad aver militato in entrambe le squadre professionistiche di baseball e football nei New York Giants (esterno e halfback).

Per un grande RB che se ne va un altro che compie un’impresa storica: Ken Hall. Giocatore della Sugar Land High School (Texas), Lucas passa a Texas A&M, in NCAA, dopo aver corso per 11.232 yards nelle HS, record ancora imbattuto. Dopo altre buone prestazioni al college con 15 record (tra regionali e statali) battuti, lo “Sugar Land Express” finirà in NFL per una breve esperienza di 4 stagioni con sole 51 corse e 212 yards conquistate.

1954 – Due volte mille

Con le 1049 yards corse nel ’54, Joe Perry dei San Francisco 49ers, diventa il primo giocatore a superare la soglia delle 1000 rushing yards in almeno due stagioni consecutive. Nel 1953 ne aveva corse 1018.

1955 – La Hall of Fame del college

A South Bend, Indiana, viene creata la sede della neonata Hall of Fame collegiale.

Alan Ameche (Baltimore Colts) è il primo rookie di sempre a superare le 100 yards in entrambe le prime due gare stagionali (194, 153).

1956 – La “assogiocatori”

Nasce la National Football League Players Association (NFLPA), quando da un accordo tra Green Bay Packers e Cleveland Browns si arriva all’idea di avere un’associazione che tuteli i giocatori in base al minimo salariale, le garanzie mediche, l’equipaggiamento idoneo per il gioco eccetera. Negli anni la NFLPA raggiungerà un’importanza incredibile, rappresentando i giocatori anche in sede di contrattazione “comune”.

Si gioca il primo campionato NAIA (National Association of Intercollegiate Athletics), torneo nazionale di una lega collegiale “minore” rispetto alla NCAA ma in grado, a oggi, di ospitare ben 282 istituti. Nata per dare spazio al college basket escluso dalla NCAA negli anni ’40 e sviluppatasi poi verso altre discipline, la NAIA perse molte Università quando, nel 1971, la NCAA andò a creare le Division II e III. Il primo torneo di football di questa lega università andò a ben due squadre (Montana State e St. Joseph) che pareggiarono 0-0 sul campo dividendosi il titolo.
Nel 1957 Pittsburgh State (KS) diventò la prima regina “sola” del torneo vincendo il championship 27-26 contro Hillsdale (MI).

In un gioco ancora grezzo come quello dei giovanissimi può succedere di tutto, soprattutto se si considera che i ragazzi fisicamente più sviluppati dei propri pari età possono dominare atleticamente e fisicamente le competizioni. Capita così che nel 1956 Jim Linnstaeder (Brenham High School, Texas) concretizzi 35 intercetti in una sola stagione, mentre la Mogadore High School stabilisca il record di 98 lanci tentati in una sola partita. Questi record, oltre che strabilianti, verranno difficilmente battuti visto il livellamento delle varie leghe, l’evoluzione del gioco e degli allenamenti, oggi molto più professionali anche a livello juniores. Davvero impensabile che, tra i professionisti, qualcuno possa intercettare 35 volte i quarterback avversari in una sola stagione, ed è praticamente impossibile vedere una squadra lanciare quasi cento volte in una gara.

1957 – Chiude la serie di Oklahoma

Sconfitta per 7-0 da Notre Dame, Oklahoma vede interrompersi una serie di 47 partite di imbattibilità che i Sooners conducevano dal 1953. E’ la striscia vincente più lunga della storia in tutta la Division I di NCAA.

Uno dei draft più profondi di sempre vede le chiamate di otto giocatori futuri hall of famers. Si tratta di Paul Hornung (QB e HB) draftato con la prima assoluta dai Green Bay Packers; Len Dawson (QB) scelto alla 5 dai Pittsburgh Steelers; Jim Brown (RB) chiamato col 6° pick dai Cleveland Browns Jim Parker (OL) draftato col numero 8 dai Baltimore Colts; Tommy McDonald (WR) e Sonny Jurgensen (QB) scelti alla 31 e alla 43 dai Philadelphia Eagles; Henry Jordan (DT) chiamato al 53° pick dai Cleveland Browns infine Don Maynard (WR e HB) chiamato addirittura con la scelta numero 109 dai New York Giants.

Al Los Angeles Memorial Coliseum, durante l’incontro tra Rams e 49ers del 10 novembre, viene stabilito il nuovo record di presenze per la NFL con 102.368 spettatori.
I Detroit Lions, battendo 59-14 i Cleveland Browns, diverranno campioni NFL per l’ultima volta nella loro decennale storia.

1958 – Greatest game ever!
Il Championship tra NY Giants e Baltimore Colts (17-23 in over time) viene ad oggi considerata la più grande partita mai disputata. Davanti a 65.185 spettatori le due squadre si diedero battaglia in un evento che per la prima volta insidiò seriamente le World Series della MLB come seguito ed impatto. Da allora il football sarebbe stato il più pericoloso avversario del baseball su suolo americano ed il Championship NFL l’evento più atteso.

Per la prima volta una finale per assegnare il titolo NFL finisce in over time. Dopo 8:15 minuti di tempo supplementare sarà il FB Alan Ameche a portare il risultato sul 23-17 per i Baltimore Colts chiudendo, con la regola ancora oggi in vigore del sudden-death, la partita e le speranze dei New York Giants. Questo incontro viene spesso definito come “the best game ever played” ed è andato alle cronache con una buona serie di capovolgimenti di risultato e grandi giocate. Il drive finale, che mandò in meta Ameche, fu orchestrato ai supplementari dal grande Johnny Unitas per 80 yards.

Jim Brown corre 1527 yards in stagione e stabilisce un impressionante record.

1959 – Vince Lombardi

L’assistente allenatore dei NY Giants Vince Lombardi viene assunto come head coach dei Green Bay Packers. Nasce un connubio storico e vincente che trasformerà Green Bay in una gloriosa realtà del football NFL e la porterà ad essere la più titolata franchigia di sempre. Famoso per i metodi di allenamento, la capacità di catalizzare l’attenzione di tutti e le frasi celebri, Lombardi rivoluzionò il gioco del football per tutti gli anni ’60, chiudendo il rapporto con la squadra del Wisconsin con un record in regular season di 91-29-4, sei titoli divisionali e 7 di NFL, tra i quali i primi due Super Bowl giocati. Mai una stagione perdente nelle sue undici vissute da head coach, ultima delle quali a Washington nel 1969, squadra che riportò ad un record positivo dopo 14 stagioni. Dovette lasciare per una malattia che lo uccise il 3 settembre 1970. Al suo funerale parteciparono quasi 4000 persone e la NFL intitolò a suo nome il trofeo del Super Bowl, ribattezzandolo Vince Lombardi Trophy pochi giorni dopo. E’ stato inserito nella Hall of Fame nel 1971.

Muore Tim Mara, fondatore dei NY Giants e attivissimo nella NFL per aiutare la crescita della lega e del football. Grandissimo organizzatore e presidente si batté sempre per una lega equilibrata, competitiva e ricca di spettacolo. Lasciò la stessa passione e la stessa volontà al figlio Wellington, deceduto nel 2006 dopo una vita molto simile a quella del padre, completamente dedicata ai Giants e alla NFL. Entrambi sono nella Hall of Fame.

La Pop Warner League viene inserita nell’albo delle associazioni no-profit statunitensi.

1960 – Arriva la AFL

Mentre Pete Rozelle viene eletto commissioner della NFL, ruolo per il quale presterà servizio per il più lungo mandato finora mai raggiunto, scatta la American Football League. Creata nel 1959 e presieduta dal commissioner Joe Foss, un eroe di guerra e governatore del South Dakota, la AFL si propone all’attenzione della gente dopo che tre leghe recanti la stessa sigla erano nate e morte nel giro di pochi anni nei decenni passati. La AFL firmerà subito contratti televisivi, guadagnerà ben presto pubblicò e attirerà stelle del football “rubandole” alla NFL. La prima innovazione regolamentare fu l’inserimento della trasformazione da due punti dopo un touchdown. Dopo anni di alti e bassi, cambi di franchigie e spostamenti, la consacrazione definitiva arriverà tra il 1967 e il 1968, ma già nel 1970 la lega deciderà di unirsi alla NFL e formare un unico campionato, relegando le proprie dieci squadre nella American Football Conference. Il primo campionato di AFL contava otto squadre basate a Houston, Los Angeles, Oakland, Dallas, New York, Denver, Boston e Buffalo. Vinsero gli Houston Oilers; dal 1962 si cominciò anche a giocare un All-Star Game tra le due division. Nel 1966, vista l’accesa rivalità tra le due leghe, per decidere quale campionato fosse davvero migliore aldilà delle polemiche si cominciò a disputare il Super Bowl, ossia lo scontro tra le squadre vincenti dei Championship di NFL e AFL. Nel 1967 grazie al crescente interesse del pubblico, la AFL aprì le frontiere alla Florida, dove nacquero i Miami Dolphins. Nel 1968 si unirono alla lega anche i Cincinnati Bengals, ma nel 1969 la AFL sparì, lasciando spazio alla NFL che si trovò suddivisa in due conference da quattro division ciascuna. Nella NFC le squadre già presenti in NFL, nella AFC quelle arrivate dalla AFL più le “ex” NFL Pittsburgh, Baltimora e Cleveland. La lega contava in quel momento 26 squadre professionistiche ed il Super Bowl divenne pian piano l’evento sportivo singolo più seguito negli USA e tra i più apprezzati al mondo.

Dopo tonnellate di rifiuti, in particolare dalla dirigenza di Washington, e una continua insistenza, la NFL apre a Dallas. Nascono i Dallas Cowboys, da subito uniti da un forte odio proprio con i capitolini Redskins e presto ribattezzati America’s Team.

Rozelle porta la sede NFL a NY City, base definitiva della lega.

1961 – Move back home

La NFL apre la Hall of Fame del football e l’affida alle mani del direttore esecutivo Dick McCann, ex dirigente dei Washington Redskins. Come dimora per la HoF verrà scelta Canton, nell’Ohio, città in cui la NFL affonda le proprie radici e dove fu fondata, col nome di APFA, nel 1920. La Hall of Fame aprirà i battenti il 7 settembre del 1963.

L’Università del Maryland adotterà, prima su tutte, il nome dei giocatori sul retro delle maglie. Questa moda, com’è noto, prenderà piede piuttosto facilmente tra gli sport USA ma dalla NFL verrà adottata negli anni ’70 mentre la AFL, nella sua breve storia, era già abituata a utilizzare questo sistema.

1962 – Western Athletic Conference

Nel luglio del ’62 dalle defunte conference Skyline 8 e Border Conferences nasce quella che geograficamente è la più vasta conference NCAA, la Western Athletic Conference. La WAC si ridistribuisce tra nove stati e occupa tutte e quattro le zone di fusorario su suolo americano. Le scuole che danno il via al nuovo campionato sono University of Arizona, Arizona State, Brigham Young, New Mexico, Utah e Wyoming alle quali si aggregheranno nel 1967 Texas-El Paso e Colorado State. Altre scuole si uniranno tra il 1978 e il 1996 portando la conference a 16 squadre, numero che spingerà gli organizzatori a dividere la WAC in due division: Mountain e Pacific. TCU abbandonerà nel 1999 per unirsi alla Conference USA, entreranno quindi nel 2000 Nevada, Louisiana Tech e Boise State.

1963 – Cambio nome, cambio casa, cambio vita…

In AFL nascono due squadre che faranno parte della futura storia NFL. I Dallas Texans si trasferiscono a Kansas City diventando i Chiefs, mentre i New York Titans cambiano coach (Weeb Ewbank) e, soprattutto, nome, diventando i Jets.

A Canton la Hall of Fame apre le porte ufficialmente. I primi hall of famers inseriti sono: Sammy Baugh , Bert Bell, Joe Carr, Dutch Clark, Harold “Red” Grange, George Halas, Mel Hein, Wilbur “Pete” Henry, Cal Hubbard, Don Hutson, Curly Lambeau, Tim Mara, George Preston Marshall, John “Blood” McNally, Bronko Nagurski, Ernie Nevers e Jim Thorpe.

1964 – Soldi! Soldi! Soldi!

La AFL firma un contratto stellare con la NBC: sul periodo di 5 anni la nuova lega percepirà 36 milioni di dollari. Di contro, Pete Rozelle, non se ne sta con le mani in mano e raggiunge un accordo con la CBS del valore di 14.1 milioni a stagione per le annate 1964 e 1965. Il pacchetto non include i due Championship games per i quali si prevedono altri 3.6 milioni di dollari.

1965 – Wildcat!

Larry Wilson, safety dei Cardinals, compie un intercetto, poi riportato in meta per 35 yards, con entrambe le mani ingessate. La giocata ha dell’incredibile e, soprattutto, sarà difficilmente imitabile. Dopo essere riuscito a deviare il pallone Wilson, soprannominato Wildcat, riuscì a controllare il pallone con la’iuto del petto e, tenendolo fermo al corpo, completò la giocata.

La NFL aggiunge un sesto arbitro in campo, il line judge, nello stesso anno in cui il field judge Burl Toler diventa il primo afro-americano ad arbitrare in NFL.

1966 – Great matches!

Il 27 novembre i Redskins battono i Giants per 72-41 in quella che rimane la partita con il maggior numero di punti segnati.

In NCAA, invece, il 10 pari confezionato da Michigan State e Notre Dame giunge al termine di quella che per molti è la miglior partita di sempre, certamente una delle più spettacolari mai disputate.

1967 – Super Bowl I

La nascita della AFL non è mai stata vista di buon occhio da Rozelle e soci, tantomeno nel momento in cui la nuova lega riuscì a strappare grandi contratti televisivi e soffiare stelle del football dagli amati campi della NFL. Quelli che una volta finiti in AFL erano definiti “NFL rejects”, praticamente dei rifiuti, gli scarti della NFL, oggi erano campioni che in virtù di contratti migliori finivano per servire la più giovane delle leghe. Fu così per Joe Namath, detto Broadway, uno di quelli che non verrebbe definito reject neanche per errore. L’American alzò così tanto la testa che il primato di lega più forte fu più volte messo in discussione. Per risolvere la tenzone non restò che il duello sul campo. Nacque il Super Bowl, partita finale che sarebbe stata giocata d’ora in poi dalla vincitrice della NFL e quella della AFL considerando, come virtuale squadra di casa, un anno la prima e l’anno dopo la seconda. Il primo, epico, scontro si svolse a Los Angeles, il 15 gennaio di fronte a 62.000 spettatori e viene trasmesso da CBS ed NBC che detenevano i diritti di NFL, la prima, ed AFL, la seconda. In chiusura della stagione 1966, le due squadre volarono al Memorial Coliseum di Los Angeles dove i Green Bay Packers di Vince Lombardi e del quarterback Bart Starr (MVP della gara) sconfissero i Kansas City Chiefs per 35-10. I Packers si ripeterono l’anno seguente, mentre la AFL vinse per la prima volta alla terza edizione proprio grazie ai NY Jets di Joe Namath.

Il nome è dovuto a Larry Hunt, storico fondatore dei Kansas City Chiefs, il quale battezzò così l’evento a posteriori prendendo spunto da un giocattolo della figlia; prima di questo nome l’evento fu conosciuto, per tre stagioni, come AFL-NFL World Championship Game.

Passa alla storia, prima dello scontro tra le due leghe, il Championship NFL di quell’anno, dove Green Bay Packers e Dallas Cowboys si affrontano a 25 gradi sottozero con un vento che porta delle punte intorno ai meno 40. L’evento, vinto dai Packers, verrà ricordato come Ice Bowl.

1968 – Heidi Bowl

Il 17 novembre, in AFL, si disputa l’incontro tra New York Jets e Oakland Raiders, del quale il network NBC “taglia” il finale a un minuto e cinque secondi dal termine per rispettare il palinsesto e mandare in onda il film per bambini “Heidi”. New York è in vantaggio 32-29 al momento dello stacco e, inevitabilmente, accade di tutto, con i Raiders capaci di segnare due volte negli ultimi 42 secondi e ribaltare il risultato. Il tutto senza che alcun telespettatore possa assistere all’impresa di quello che verrà definito di conseguenza come Heidi Bowl.

George Halas abbandona per la quarta e ultima volta la sideline dei Chicago Bears.

Weeb Ewbank è il primo head coach a vincere sia il titolo NFC che quello AFC vincendo la finale della più giovane delle leghe con i suoi Jets contro gli Oakland Raiders (27-23). In NFC aveva già vinto due titoli con i Baltimore Colts nel 1958 e nel 1959.

1969 – Broadway Joe e il titolo “garantito”

Il terzo Super Bowl, il primo vinto da un team AFL, passa alla storia per la sfrontatezza del quarterback dei vincitori NY Jets, quel Joe Namath talmente sicuro di farcela contro i Colts di Johnny Unitas da dichiarare, con ampio anticipo, che il titolo sarebbe sbarcato a New York nonostante gli sfavori del pronostico. Non solo lo dichiarò, ma lo garantì con sicurezza. Per la prima volta un atleta ebbe la faccia tosta di non considerare per nulla l’avversario e di garantire la vittoria finale. La frase di Broadway Joe, “The Jets will beat the Colts, I guarantee it”, non solo è la prima del genere nel mondo del football, ma è talmente piena di coraggio e certezze che mise a rischio la faccia di Namath aldilà del risultato finale. A fine gara i Jets s’imposero 16-7 in quel di Miami e Namath, fedele alla propria immagine di sbruffone e alla propria dichiarazione di garanzia, abbandonò il campo snobbando giornalisti e fotografi e alzando l’indice destro al cielo all’ingresso del tunnel che porta agli spogliatoi, mentre ai suoi lati il pubblico impazziva per un “underdog” talmente arrogante da vincere il titolo prima a parole e poi sul campo.

In NCAA si festeggia il centenario del primo incontro di football con la numero uno del ranking Texas capace di rimontare uno 0-14 contro Arkansas, la quale veniva da 15 vittorie di fila. Il 15-14 finale è stato seguito, secondo fonti ufficiali, dalla metà delle persone davanti a un televisore negli USA in quel momento, uno share impressionante per quegli anni.

1970 – Are you ready for some football?

Nel 1970, dopo un accordo preso durante la stagione precedente, ha inizio l’era del mitico Monday Night Football, partita del lunedì sera che incollerà (e incolla tuttora) milioni di americani davanti alla televisione. Le gare verranno trasmesse da ABC ed il primo match clou verrà giocato da Cleveland contro i campioni in carica dei Jets, con la vittoria dei Browns per 31-21.

Nello stesso anno la NFL annette a sé la rivale AFL, lontana dal riuscire a gestire un campionato in grado di contrastare sotto ogni punto di vista la più vecchia delle leghe. La AFL diventerà così una conference (AFC) della NFL, così come le squadre già presenti si ritroveranno a far parte della NFC, altra conference da cui far uscire la contender per il Super Bowl.

Tom Dempsey, nato con una malformazione al piede, stabilisce il record di distanza per un field goal sparando un missile da 63 yards ed innalzando di 7 yards il primato precedente.

A soli 26 anni muore Brian Piccolo, running back dei Chicago Bears e fondamentale figura nella vita sportiva di Gale Sayers, immenso RB di Chicago, suo migliore amico e compagno di stanza. A Piccolo verrà dedicato un film della ABC (1971) e un remake negli anni ’90.

1971 – Il momento di Johnny U!

Considerato ancora oggi da molti il più grande quarterback di sempre, Johnny Unitas si aggiudica in gennaio il suo primo Super Bowl, il quinto di sempre e relativo alla stagione 1970. Per lui, due volte MVP della lega, è la consacrazione definitiva dopo i due titoli di NFL vinti nel 1958 e ’59, e il risarcimento per quello perso contro i Jets durante il quale, vittima di un infortunio, potè giocare solo l’ultimo quarto mentre il suo sostituto Earl Morrall veniva sovrastato dalla difesa newyorkese. Anche in questa partita Unitas giungerà a pezzi e riuscirà a giocarne solo metà, lanciando però un TD pass da 75 yards che aveva dato il via alle segnature dei suoi.

Con un field goal di Garo Yepremian si chiude, dopo 82 minuti e 40 secondi, Miami Dolphins-Kansas City Chiefs (27-24), la partita NFL più lunga di sempre.

Nebraska e Oklahoma disputano un esaltante incontro per il Thanksgiving Day con 55 milioni di americani incollati alla TV. Rispettivamente numero uno e due del ranking e con due attacchi sbalorditivi ed entrambi sopra i 30 punti di media a partita. La sfida sarà combattutissima e si concluderà 35-31 per Cornhuskers di Nebraska grazie a un drive orchestrato sulle corse dei running backs Jeff Kinney e Johnny Rodgers.

1972 – The Immaculate Reception

Ciò che accadde il 23 dicembre 1972 a Pittsburgh è stato considerato da NFL Film come il miglior gioco di tutta la storia del football. Una ricezione, di Franco Harris, che permise agli Steelers di vincere la prima partita di postseason della propria storia con il finale di 13-7 sugli Oakland Raiders. Nel dettaglio, la Immaculate Reception , nasce da un momento critico del Divisional Playoff di quell’anno; con Pittsburgh avanti di uno, sulle proprie 40 yards, senza time out a disposizione e solo 22 secondi da giocare in situazione di quarto down, il quarterback Terry Bradshaw si gioca il tutto per tutto con un lancio in downfield che trova il tigth end John Fuqua sulle 35 avversarie. Jack Tatum, safety dei Raiders, copre il gioco e arriva addosso all’avversario che non riesce a prendere il pallone e viene steso. L’ovale vola via ed è destinato a cadere dando una buona chances di field goal a Oakland quando, partito come bloccatore nell’azione e poi spintosi in avanti per creare un valvola di sfogo per il proprio QB, Franco Harris lo insegue e riesce a prenderlo prima che tocchi terra, bloccandolo praticamente sopra la punta delle proprie scarpe. Il dubbio che colpì un po’ tutti, al di fuori degli arbitri che convalidarono la meta, risiedeva nel fatto che Fuqua potesse aver toccato il pallone prima della ricezione di Harris, quando all’epoca era illegale toccare un forward pass da parte di due differenti receivers. Per gli arbitri, come detto, a far schizzare via il pallone fu però Jack Tatum, il defensive back dei Raiders, che rese quindi valida la ricezione per il running back di Pittsburgh.

Miami chiude la regular season senza sconfitte e, nel gennaio ’73, vincerà il Super Bowl VI prevalendo 14-7 su Washington. Al record di 14-0 si aggiungeranno le tre vittorie ai playoff che porteranno Miami a un totale di 17 vittorie a fronte di nessuna sconfitta, unica squadra, quindi, a completare una perfect season tra i professionisti.

La hash marks vengono di nuovo avvicinate al centro del campo, trovando la posizione che anche oggi ricoprono. I calcoli sulle percentuali di vittorie cambiano con l’ufficializzazione dei pareggi che, fino ad allora, venivano considerati partite nulle.

1973 – La NFL dà i numeri

La NFL stabilisce un ordine ufficiale per la numerazione dei giocatori: 1-19 per quarterbacks e kickers, 20-49 per running backs e defensive backs, 50-59 per centri e linebackers, 60-79 per defensive e offensive linemen (esclusi i centri), 80-89 per wide receivers e tight ends. La NFL consentirà, comunque, a tutti gli atleti già attivi nel 1972 di mantenere il vecchio numero. Inoltre, negli anni, si sono registrate alcune eccezioni come giocatori che, su esplicita richiesta avallata dalla lega, sono riusciti a mantenere il numero già avuto al college anche se diverso da quello del ruolo di appartenenza; stesso discorso per quegli atleti che, una volta giunti dai pro, si sono visti spostare di posizione in campo mantenendo il numero che avevano ricevuto all’ingresso nella NFL.

Con 2003 yards corse, O.J. Simpson diventa il primo giocatore a passare le 2000 yards in stagione, mentre Fred Dryer è il primo a mettere a segno due safety in una sola gara (Rams-Packers 24-7). Lo Yankee Stadium chiude i battenti al football con la gara terminata in parità tra Giants e Eagles (23-23).

Nasce la World Football League (WFL) che comincerà a disputarsi dalla stagione successiva; un’altra lega rivale alla NFL la quale sembra comunque ormai troppo consolidata per temere la concorrenza, soprattutto grazie alla fusione con la AFL che ha allargato i confini del football in tutte le principali città americane. La WLF, infatti, chiuderà nell’ottobre del 1975 dopo una sola intera stagione disputata e vinta dai Birmingham Americans.

1974 – Il football cambia di nuovo

La lega professionistica americana rivoluziona alcune regole. Finalmente il goal post finisce sulla linea di fondo campo, il kick off viene spostato dalle 40 alle 35 yards e viene aggiunta la regola che prevede che un field goal sbagliato all’esterno della redzone (20 yards) riporti la palla per il gioco della squadra avversaria sulla medesima linea di scrimmage. Le yards in cui un WR può essere bloccato prima della ricezione sono le prime tre dopo la linea di scrimmage, mentre viene diminuita la penalità per uso illegale delle mani e tripping.

Seattle e Tampa Bay firmano un accordo con la NFL, avranno una loro squadra a partire dal 1976. A Seattle nasceranno i Seahawks, i quali saranno inseriti nella AFC West, mentre i Buccaneers finiranno nella NFC Central.

1975 – The Steel Curtain

In gennaio, guidati dal grande Chuck Noll, i Pittsburgh Steelers vincono il primo titolo della loro storia e cominciano una serie di stagioni trionfali che difficilmente verranno eguagliate. Campioni per quattro volte in sei anni (’74, ’75, ’78, ’79) gli Steelers sono la prima squadra a vincere quattro Super Bowl e l’unica ad averne vinti così tanti in un così breve lasso di tempo. Esaltato da questa serie, il pubblico conierà lo slogan “One for the thumb!”, chiedendo cioè a gran voce ai propri eroi di vincere un quinto anello, quello da inserire simbolicamente nel pollice di una mano già pluridecorata. L’impresa si compierà solo nella stagione 2005. Gli Steelers anni ’70 divennero famosi, oltre che per le vittorie, per un gioco offensivo guidato magistralmente dal quarterback Terry Bradshaw, ed una difesa compatta e aggressiva, spesso ai limiti della legalità, tanto da confermare ed amplificare la nomea di “squadra cattiva” per Pittsburgh. Leader di una delle più grandi difese di sempre era Jack Lambert, linebacker minaccioso, aggressivo e potente, polemico e sempre pronto a mollare un colpo “basso” ad ogni avversario.

Gli arbitri vengono dotati di sistemi wireless per la comunicazione tra loro.

1976 – L’ora di Madden

Figura principe del football, head coach prima, analista televisivo e cronista poi, testimonial di un videogame licenziatario NFL in ultimo, John Madden vive la propria stagione di punta nel 1976 quando guida gli Oakland Raiders ad una splendida stagione da 13-1 che culminerà nel Super Bowl XI vinto per 32-14 sui Minnesota Vikings. Madden abbandonerà i Raiders dopo dieci anni nel 1978, dopo aver regalato ai propri tifosi 103 vittorie e la più alta percentuale di vittorie di sempre per un head coach NFL: 75%.

1977 – Collective Bargaining Agreement

Pete Rozelle guida il consiglio della NFL a ratificare, assieme alla NFLPA, il primo collective bargaining agreement (CBA) della storia, estendendone gli effetti fino al 1982. Il CBA prevede un accordo che garantisca assicurazioni mediche per i giocatori, minimi salariali più alti, il limite di uomini a roster eccetera. Inoltre vengono previste, per la prima volta, una ridistribuzione degli introiti, soprattutto quelli televisivi, che garantisca a tutte le società di avere una buona entrata economica, dalle più piccole alle più grandi, cercando di riequilibrare ulteriormente le fortune della lega. La NFL raggiunge l’accordo anche per portare la regular season a 16 partite totali più di postseason a partire dal 1978.

Il mito di Walter Peyton irrompe con prepotenza nella lega quando il running back dei Chicago Bears corre 40 volte per 275 yards contro i Minnesota Vikings il 20 novembre.

1978 – American style

Il football americano è nel 1978 lo sport più seguito nel paese, supera addirittura il baseball, aumentando, rispetto agli ultimi sondaggi, i propri sostenitori del 26%, contro il 16% dello sport giocato sul diamante. Il 70% degli appassionati di sport in America ammette di seguire il football. La NFL ne approfitta per evolversi ulteriormente e, oltre a cominciare la prima stagione a 16 partite, inserisce l’istant replay come prova in alcune gare di preseason e un settimo arbitro, il side judge. Ai difensori viene ora consentito il blocco sul receiver in partenza per 5 yards dopo la linea di scrimmage, solamente con l’utilizzo di mani (aperte) e braccia.

Non contento, Rozelle organizza il primo incontro fuori dai confini USA, organizzando a Città del Messico una gara di preseason tra Saints e Eagles. Quell’anno la NFL supererà la soglia dei 12 milioni di spettatori negli stadi (12.771.800) con una media per partita di 57.017, la terza più alta di sempre, la maggiore dal 1973.

1980 – L’era moderna

Gli anni 80 cominciano con l’ultimo successo degli Steelers in un Super Bowl ,anche se statisticamente quell’episodio fa riferimento al 1979. Quella del 1980 è però la stagione che porterà i Raiders dalla wild card (11-5) al Super Bowl, prima squadra a compiere tale impresa proprio in una finale dove gli avversari, i Philadelphia Eagles, festeggiarono il fatto che in tutti i principali sport professionistici americani la Città dell’Amore Fraterno avrebbe portato una propria squadra in finale nella rispettiva lega.

Bert Jones, QB dei Baltimore Colts, subisce 12 sacks in una partita, primato storico ben poco gradito che Warren Moon eguaglierà nel 1985 giocando con gli Houston Oilers.

In NCAA i Georgia Bullodgs guidati dal mitico running back Freshman Sensation aka Herschel Walker, chiudono la stagione 11-0, vincono il terzo titolo consecutivo nella SEC e affondano Notre Dame nello Sugar Bowl (17-0). Rimarrà l’ultimo titolo per una squadra di quella conference fino al 1992.

1981 – Arena Football League

Mentre un nuovo sondaggio conferma le preferenze sportive degli americani (48% dirà football, solo secondo il baseball al 31%), James Foster partorisce l’idea di un football giocato a livello indoor assistendo a un incontro di calcio al coperto del Madison Square Garden. Appoggiato dalla NFL che apprezzerà l’idea di un mini-football otto contro otto, fatto di lanci su lanci e velocità in campo ridotto, Foster comincia a lavorare con un gruppo NFL alla creazione di regole e lega. L’Arena Football League (paradossalmente di nuovo una AFL), prenderà il via nel 1987 con una media spettatori per partita pari a 11.279 unità e la copertura televisiva di ESPN.

1982 – Sciopero!

Scade il CBA e non si trova alcun nuovo accordo comune, la NFL salta e rischia di perdere la stagione. La NFLPA proclama lo sciopero dei giocatori a settembre, dopo che l’esordio tra Packers e Giants si è già disputato. Dopo aver ratificato un nuovo accordo, il campionato riparte in novembre e le squadre concluderanno una schedule ridotta a nove partite. Per prolungare il campionato e avere occasione di dare più match in mano al pubblico e alle televisioni, la NFL stabilisce che saranno ben quattro per division le wild card da giocare, portando il numero totale di incontri di postseason a 15, Super Bowl compreso. Al termine vinceranno i Washington Redskins sui Miami Dolphins per 27 -17.

Il sack sul quarterback diventa una statistica ufficiale per i difensori della NFL.

Lo stesso anno il venditore di oggetti d’arte e antiquario David Dixon, annuncia la nascita della United States Football League (USFL), una lega professionistica che si svolgerà nei mesi primaverili ed estivi, ossia in assenza della stagione regolare di NFL. Dodici squadre basate a New York, Los Angeles, Chicago, Detroit, Boston, Tampa, Oakland, Denver, Washington, Philadelphia, Birmingham e San Diego e un accordo con ESPN ed ABC sono il primo passo per la nuova grande rivale della NFL. Proprio Chet Simmons di ESPN viene eletto primo commissioner della lega.

Quando il college di Stanford, guidato dal quarterback John Elway, calcia uno squib kick dopo che la squadra è passata in vantaggio 20-19 a otto secondi dal termine del Big Game (rivarly game tra le Università di Stanford e Berkeley) del 1982 contro l’università di Berkeley (Cal), la banda di Stanford entra in campo sonante e festosa pronta ad accompagnare la gioia dei propri eroi che stanno per raggiungere il primo bowl nella storia della scuola. Il giocatore di Cal Kevin Moen riceverà il pallone dando però il via a “The Play”, la più controversa e forse complicata azione di football mai vista. Dopo cinque disperati passaggi laterali l’ovale tornerà proprio tra le mani di Moen che chiuderà il cerchio e segnerà la meta decisiva. L’azione si svolse, nel suo finale, proprio in mezzo alla banda di Stanford, travolta prima dal gioco e poi dall’esultanza di una squadra resuscitata in otto secondi. Viste le innumerevoli proteste (molti tifosi di Stanford sostenevano che, almeno in due occasioni, i passaggi laterali del giocatore in possesso del pallone fossero avvenuti dopo aver poggiato a terra il ginocchio a causa di un placcaggio) i fans dei Cardinals definiscono quella partita come “The screw of ‘82” e, addirittura, si rifiutarono di consegnare la Stanford Axe, il premio che finisce nelle mani del vincitore del Big Game dal 1933, inserendo nella placca dei risultati il 20-19 per Stanford. Solo con il ritorno del trofeo a Cal verrà inserito il risultato ufficiale.

Brent Fullwood, ritorna ben tre kick off in touchdown per la propria St. Cloud High School (Fla.), percorrendo 96, 90 e 89 yards rispettivamente. Fullwood sarà pro-bowler nel 1989 con i Green Bay Packers.

1983 – Profondo draft: l’anno dei quarterback

Uno dei draft più profondi di sempre vede l’uscita durante il primo round di ben sei quarterback, alcuni dei quali destinati ad immense carriere e alla Hall of Fame. John Elway, prima scelta assoluta di Baltimora e “girata” a Denver quasi immediatamente, Todd Blackledge ( alla 7, Kansas City), Jim Kelly (14, Buffalo), Tony Eason (15, New England), Ken O’Brien (24, New York Jets) e Dan Marino (27, Miami). Non fu però solo l’anno dei passer; dei 28 giocatori chiamati al primo giro, 15 hanno conquistato almeno un Pro Bowl. I più importanti elementi usciti dalla prima tornata, oltre ai già citati quarterbacks, furono certamente Eric Dickerson (RB seconda scelta dei Rams dopo Elway) Curt Warner (3, RB – Seahawks), Billy Ray Smith (5, LB – Chargers), Bruce Matthews (9, OG – Oilers), Willie Gualt (18, WR – Chicago Bears), Jim Jeffcoat (23, DE – Cowboys) e Darrell Green (28, CB – Redskins). Altre importanti chiamate in quello strepitoso draft furono Henry Ellard, Roger Craig, Leonard Marshall e Darryl Talley al secondo giro, Charles Mann al terzo, Greg Townshed al quarto, Reggie Roby al sesto, il futuro MVP del Super Bowl Richard Dent e Mark Clayton all’ottavo, Karl Mecklenburg al dodicesimo.
John Elway, Jim Kelly e Dan Marino totalizzano insieme 10 Super Bowl da titolari, con quest’ultimo che è tuttora l’unico ad averlo disputato nella propria stagione da rookie (1984).

Il 31 ottobre muore, all’età di 88 anni, George Stanley Halas, fondatore dei Chicago Bears ed unico membro del secondo meeting NFL ancora in vita. Da allora sulla spalla della divisa di Chicago appare la scritta GSH in onore del padre fondatore.

La USFL dà il via alle danze sponsorizzata dalla presenza del running back Herschel Walker, strepitoso giocatore da Georgia e vincitore dell’Heisman Trophy, soffiato a suon di dollari alla sorella maggiore NFL. Acquisito dai New Jersey Generals, Walker sarà solo il primo di tanti campioni a scegliere la strada della neonata lega. L’anno successivo, oltre all’aggiunta di sei nuove franchigie, anche Jim Kelly, Reggie White, Doug Flutie e Steve Young sceglieranno di giocare per la lega “alternativa”.

La Pop Warner League presenta per la prima volta un programma basato sul Flag Football, realizzato per le squadre con poche possibilità economiche e più avanti utilizzato come preparazione per i giocatori prima del passaggio al vero e proprio gioco con contatto.

1984 – Il crollo dei record

Dan Marino disintegra il record di yards lanciate in stagione raggiungendo quota 5084, con un aggiunta di 48 TD passes. Eric Dickerson, al suo secondo anno, spazza via il record di O.J. Simpson e corre per un totale di 2105 yards. Il receiver di Redskins, Art Monk, riceve il pallone ben 106 volte, mentre Walter Payton raggiunge a fine stagione le 13.309 yards corse in carriera, scalzando dalla vetta il mitico Jim Brown.

I mitici Colts vengono trasferiti prima della stagione ’84 a Indianapolis tra le proteste dei fedelissimi tifosi di Baltimore. La leggenda vuole che squadra e allenatori siano dovuti fuggire dalla sede di notte per evitare l’ira dei supporters.

Al crollo dei record NFL si aggiunge la favolosa impresa compiuta da Doug Flutie. Quarterback all’epoca impegnato a Boston College, Flutie pescò, con il più classico degli Hail Mary pass scagliato dalle proprie 37 yards, il receiver Gerald Phelan per il TD della vittoria mentre i suoi Eagles erano in svantaggio 45-41 contro Philadelphia a pochi secondi dalla fine. Flutie, che terminerà la partita con un sorprendente 34/46 per 476 yards e 3 touchdowns, lancerà una palla capace di rimanere in aria per una lunghezza di 67 yards. Vincitore dell’Heisman Trophy, sarà il terzo atleta collegiale premiato da tanto onore a scegliere la USFL.

Stesso anno, stessa NCAA, altro quarterback. Frank Reich dei Maryland Terrapins guida il più grande comeback della storia di Division I, forse del football in generale. Sotto per 31-0 all’half time contro i Miami Hurricanes di Bernie Kosar, i Terrapins risaliranno la china segnando tre TD nel terzo periodo e uno ad inizio del quarto. Sul 34-28 per Miami Reich troverà un lancio da 68 yards soltanto deflettano dalla safety Darrell Fullington e completato in endzone da Greg Hill. Maryland segnerà di nuovo e porterà il parziale del secondo tempo a un incredibile 42-9 che definirà la gara sul 42-40. Reich finirà in NFL dove militerà nei roster di Buffalo, Carolina, NY Jets e Detroit.

1985 – La sfida della USFL

La USFL annuncia di voler spostare la propria schedule nei mesi invernali per affrontare la NFL nello stesso periodo e attaccando la stessa sul piano dell’antitrust per problemi riscontrati a livello di contratti televisivi e gestione stadi. Lo spostamento metterebbe in concorrenza molte squadre delle due leghe collocate nelle stesse città. Nonostante le proteste di molti owners, la voce grossa di Donald Trump (proprietario dei Generals) e di altri grandi nomi avrà la meglio. Nel 1986 la USFL avrà il suo campionato giocato tra l’autunno e l’inverno: è deciso. Ma il processo dell’antitrust, nel 1985, non sarà del tutto favorevole alla USFL che pagherà a caro prezzo la sfida. Dopo tre stagioni, la lega chiuderà i battenti senza nemmeno una partita giocata in inverno, sfida comunque che sarebbe andata male nel confronto coi tifosi NFL. Tutti i giocatori verranno rilasciati e saranno liberi di firmare con la NFL, tre di loro (Steve Young, Reggie White e Jim Kelly) finiranno anche in Hall of Fame. Doug Fluite si è ritirato nel 2006, ed è stato l’ultimo giocatore in attività nella NFL ad aver mosso i primi passi tra i professionisti nella USFL. Alcune delle regole e migliorie della USFL verranno comunque adottate nel tempo anche dalla NFL.

I Chicago Bears ottengono l’accesso ai playoffs dopo una stagione esaltante culminata in un record di 15-1 vista la sola sconfitta subita a Miami. Costruita su una grande difesa guidata soprattutto da Mike Singletary, Richard Dent, Wilber Marshall e Doug Plank, membro chiave della 46 Defense di coach Buddy Ryan. L’attacco della squadra si basava sui lanci dell’estroverso Jim McMahon e, soprattutto, sulle corse del grande Walter Payton. Particolarità dell’head coach Mike Ditka era quella di usare il defensive end William Perry, detto Refrigerator per via della sua stazza, in azioni offensive, dove il giocatore si mostrava lentissimo ma assolutamente adatto per la conquista di poche yards vista l’enorme difficoltà trovata dagli avversari per bloccarlo. A due anni dalla morte del “Papa Bears” George Halas, e per il novantesimo anniversario della sua nascita, i Bears conquisteranno il loro primo Super Bowl, vincendo due partite di playoffs con altrettanti shutouts e demolendo i New England Patriots in finale (46-10).

I Buffalo Bills selezionano con la prima scelta Bruce Smith, defensive end che per primo toccherà quota 200 sacks in carriera, anche se tale risultato verrà raggiunto con la maglia dei Washington Redskins dopo 15 stagioni e quattro Super Bowl giocati a Buffalo.

Dirk Borgognone, kicker della Reno High School mette tra i pali un field goal da 68 yards contro la Sparks HS. Il calcio di Borgognone sorpassa di 5 yards il record NFL ed è con ogni probabilità il più lungo field goal mai realizzato (e messo a referto).

1986 – Tony Eason crolla davanti al mondo

Il Super Bowl XX viene giocato in gennaio ed i New England Patriots sono la prima squadra a raggiungerlo giocando tre partite di playoffs in trasferta. Secondo la NBC questo è il primo evento sportivo a buttare giù ogni barriera territoriale e il Super Bowl si trasforma realmente in evento mediatico mondiale nonché nel più seguito appuntamento televisivo americano. Secondo le ricerche effettuate, la ventesima edizione del Super Bowl è seguita da 127 milioni di persone superando il precedente record che apparteneva all’ultima puntata della fortunata serie MASH. Non solo, negli USA il programma ottiene un abbondante 70% di share e all’estero viene venduto a 59 paesi. Si valuta che 300 milioni di cinesi abbiano assistito all’evento in cassetta nel marzo di quello stesso anno. Davanti a tutto questo successo popolare, Tony Eason, QB titolare dei Patriots, affonda nella peggiore prestazione di un passer in un Super Bowl, completamente sovrastato dalla difesa di Chicago e senza riuscire a completare un solo passaggio. Il suo tabellino parlerà alla fine di un misero 0 su 6 al lancio, con tre sack subiti per perdita di yards e un fumble recuperato dagli avversari. Verrà sostituito all’inizio del secondo quarto da Steve Grogan.

1987 – The Trade

Il 31 ottobre si chiude la trade più complicata di sempre, uno scambio che coinvolse tre squadre e dieci tra giocatori e scelte al draft. I Rams spedirono Eric Dickerson a Indianapolis in cambio di due giocatori e ben sei scelte al draft. Per giungere a questo Indianapolis cedette a Los Angeles Owens Gill e tre scelte al draft. Per completare l’accordo, i Colts cedettero i diritti del linebacker Cornelius Bennet ai Buffalo Bills, i quali a loro volta girarono ai Rams Greg Bell e tre scelte del draft completando l’opera.

1988 – Arriva Barry Sanders!

Barry Sanders sveglia la nazione nella sua stagione da junior al college, quando con Oklahoma State stabilisce parecchi record sulla singola annata. Sanders corre 2628 yards, per una media partita di 238.9 e segna 39 touchdowns. Sanders finirà in NFL nei Detroit Lions, coi quali diventerà Rookie of the Year e per due volte giocatore dell’anno. Per quattro volte sarà il miglior runner della lega, e dopo 15269 yards risulterà il terzo miglior running back di sempre. Il suo primato di yards corse è quello della stagione 1997: con ben 2053 yards diventa uno dei cinque RB ad aver superato la soglia delle 2000 in stagione. Nel 2004 è stato inserito nella Hall of Fame, cinque anni dopo il ritiro.

1989 – Rozelle lascia

Il “dominio” più lungo di un commissioner NFL termina il 22 marzo con le dimissioni di Pete Rozelle. I presidenti di AFC ed NFC (Lamar Hunt e Wellington Mara), eleggono un comitato di sei persone atto a gestire la lega in attesa di un nuovo commissioner. Il 26 ottobre Paul Tagliabue viene eletto come settimo presidente NFL e proprio a lui spetta il merito di aver inserito il salary cap nella NFL, un tetto che cambia di anno in anno ma non è assolutamente flessibile all’interno della singola stagione, permettendo a ogni squadra di cominciare alla pari delle altre come monte spese alla voce “salario dei giocatori”.

Art Shell diventa head coach dei LA Raiders ed è il primo capo allenatore di colore nella storia della NFL.

1990 – Quattro volte Joe

I San Francisco 49ers sconfiggono nel Super Bowl XXIV i Denver Broncos per 55-10 diventando la seconda squadra a raggiungere i quattro anelli dopo Pittsburgh. Eroe di questa formazione il mitico Joe Montana, quarterback selezionato in basso nel draft di parecchi anni prima ed assolutamente adatto a trasformare la West Coast Offense in un’arma micidiale. Preciso, capace nelle letture, ordinato e assolutamente freddo, tanto da sentirsi ribattezzare Joe Cool, Montana guida per anni i Niners fino all’abbandono verso Kansas per far spazio, a carriera ormai conclusa, a Steve Young. Grande protagonista e terminale di Montana, prima, e Young, poi, Jerry Rice, receiver superbo soprannominato World, come a dire che, ogni palla lanciata in questo mondo, lui la può ricevere.

Warren Moon lancia 369 yards guidando i suoi Oilers alla vittoria contro i Cincinnati Bengals ma diventando in particolare il primo quarterback a lanciare almeno 20000 yards in due differenti leghe professioniste. La prima impresa (21228 yards) risale ai tempi della Canadian Football League (CFL).

Ad inizio stagione tutte le squadre vincono almeno una delle prime quattro partite disputate, evento che non si verificava dal 1957.

Derrick Thomas, linebacker dei Kansas City Chiefs, stabilisce il primato di portare a termine almeno un sack contro quattro quarterbacks differenti nella stessa partita.

1991 – Il regno di Parcells

Grazie a un field goal sbagliato da Scott Norwood a fine partita i NY Giants si aggiudicano (20-19) il secondo Super Bowl dell’era di Bill Parcells, capo allenatore dei Giants da otto anni. Nonostante l’assenza nel finale di Phil Simms, miglior quarterback della storia dei Big Blue, Parcells costruisce un’incredibile partita difensiva insieme al defensive coordinator Bill Belichick, e frena le veemenze dei Buffalo Bills di Marv Levy, guidati dal QB Jim Kelly e dal RB Thurman Thomas. Parcells arriverà ad un terzo Super Bowl con i New England Patriots venendo però sconfitto dai Packers. I Bills, invece, finiranno al Super Bowl ancora per tre volte consecutive, diventando la prima franchigia a giocarsi la finale quattro volte di fila. Non riusciranno però mai a vincere, sempre sconfitti dallo strapotere della NFC, e perderanno anche le gare contro Washington e due volte contro Dallas.

1992 – Week 18

Per la prima ed unica volta nella storia, i proprietari NFL accettanno di far disputare il campionato su 18 giornate pur mantenendone 16 effettive per ogni squadra.

Il football NFL viene di nuovo dichiarato lo sport più popolare d’America dai vari sondaggi della Harris Poll confermando un primato che continua a perdurare anche ai giorni nostri.

1993 – La scelta di Charlie Ward

Primo Heisman Trophy nella storia della ACC, Charlie Ward (quarterback di Florida State) decide di rendersi eleggibile per il draft NBA dopo aver giocato anche come guardia sempre per FSU. Ward verrà scelto dai New York Knicks.

1994 – Dan & Jerry

Il 4 settembre Dan Marino lancia 5 TD passes in una sola partita, segnando un record storico e raggiungendo per la 18^ volta una partita con 4 o più TD lanciati. Il giorno seguente Jerry Rice segna due TD su ricezione ed uno su corsa, giungendo a un totale di 127 mete e superando il leader di questa classifica Jim Brown. A fine carriera i touchdowns totali di Rice saranno ben 207.

La NFL adotta la conversione da due punti dopo un touchdown come alternativa al field goal.

L’Università di Washington batte 38-20 i Miami Hurricanes ponendo fine a una serie di vittorie casalinghe lunga 58 partite e cominciata nel 1985 con lo shutout rifilato a Cincinnati (30-0).

1995 – L’oro di Young

A gennaio i San Francisco 49ers si liberano con un perentorio 48-26 dei San Diego Chargers e diventano la prima franchigia ad ottenere cinque vittorie al Super Bowl. Steve Young, quarterback erede di Montana, sarà eletto MVP della serata grazie a quella che certamente resta la miglior prestazione di un QB in un Super Bowl. Sei touchdown passes per 325 yards, buona parte supportate dalle 149 ricevute da Jerry Rice, il quale entrerà in endzone tre volte, divenendo in assoluto il giocatore con più realizzazioni nei Super Bowl.

Dan Marino sorpassa l’hall of famer Fran Tarkenton nelle quattro più importanti categorie riguardanti il lancio: tentativi, completi, yards e touchdowns. Emmitt Smith realizza 25 touchdowns e stabilisce il record di segnature totali in una stagione. Jerry Rice raggiunge quota 15123 yards ricevute e diventa il primatista di questa particolare categoria.

La NFL è la prima grande lega professionistica americana ad entrare nel web. Il 10 aprile, infatti, la home page di www.nfl.com esordisce sulla rete.

In NCAA nasce la Conference USA, grazie all’unione di Tulane, Memphis, Cincinnati, Southern Mississippi e Louisville, prima università indipendenti, e Houston, uscita dalla Southern Conference.

1996 – Cinque stelle a Dallas

I Dallas Cowboys conquistano contro i Pittsburgh Steelers (27-17) il loro quinto anello, in quello che è stato un vero e proprio spareggio per decidere chi dovesse raggiungere per prima i 49ers a cinque titoli. Guidati dal trio Troy Aikman, Emmitt Smith e Michael Irvin, la squadra allenata da Jimmy Johnson prima e Barry Switzer poi otterrà tre anelli in quattro stagioni, giocando un football incredibilmente concreto e spettacolare grazie a una squadra costruita in buona parte sui draft ed equilibrata come poche nella storia, visto che oltre a un potente attacco si reggeva su una magnifica difesa.

Con l’Heisman Trophy Danny Wuerffel e l’head coach Steve Spurrier, i Florida Gators conquistano il loro primo titolo nazionale. Spurrier e Wuerffel si ritroveranno anche in NFL, nei Washington Redskins, senza ottenere uguale fortuna.

1997 – Brett Favre stende il “Tonno”

Dopo 29 anni i Green Bay Packers conquistano il loro dodicesimo titolo NFL (stagione 1996), terzo nell’era moderna del Super Bowl, sconfiggendo i New England Patriots guidati da The Big Tuna, Bill Parcells. La partita vinta per 35-21 regge molto sulle giocate di Brett Favre, stella nascente del football professionistico, un po’ sotto le aspettative in questo grande ballo ma dotato di numeri incredibili. Certamente uno dei migliori esempi per traghettare la posizione di QB dalla vecchia alla nuova generazione, che spesso predilige atleti più mobili sulle gambe.

Nella stagione successiva, a settembre, contro i Chicago Bears Barry Sanders corre la sua 14^ partita consecutiva oltre le 100 yards stabilendo un nuovo primato.

1998 – Tempo di leggende

Al quarto tentativo di una carriera ormai giunta al termine, John Elway trova il modo di vincere il suo primo Super Bowl (stagione 1997) battendo i detentori del titolo, i Green Bay Packers, in una delle più belle finali di sempre. Con l’arrivo di Mike Shanahan, l’aggiustamento della O-line e l’inserimento di un runningback sottovalutato e fortissimo come Terrell Davis, i Denver Broncos arrivano al tanto agognato titolo. Per il bis basterà aspettare un anno, quando Elway e compagni si ripeteranno contro gli Atlanta Falcons. Elway smetterà con due anelli al dito alla soglia delle quaranta primavere, con tante giocate storiche alle spalle e il titolo di miglior driver per i comeback di sempre con 41 partite vinte in rimonta nell’ultimo periodo (47 se contiamo quelle mandate in over time). Detiene 53 record dei Denver Broncos alcuni dei quali non saranno forse mai battuti ed è nella Hall of Fame dal 2004.

Eddie Robinson, leggendario coach di Grambling State si ritira dopo 55 anni di attività durante i quali ha stabilito il record NCAA di 408 vittorie a fronte delle sole 164 sconfitte.

1999 – Never more Sweetness

Il primo novembre, all’età di soli 45 anni, si spegne per un cancro al fegato il leggendario runningback ex Chicago Bears Walter Payton, detto Sweetness, per il suo particolare carattere morbido sempre esibito nei confronti di chiunque, compagni e avversari, dentro e fuori dal campo. Per molti il più grande di ogni epoca, Payton è stato nella NFL nel periodo tra 1975 e il 1987, concludendo dieci stagioni oltre le 1000 yards, quattro volte consecutivamente leader NFL nelle corse, 3838 portate (record assoluto), e giungendo a un totale di 16726 yards in carriera, per alcune stagioni primato assoluto. Estremamente forte, Payton perse una sola gara nella sua stagione d’esordio, quando fu pescato come quarta scelta assoluta dopo la carriera collegiale spesa a Jackson State; diversamente giocò ogni singola partita, per 186 volte consecutive fu il titolare nel backfield dei Bears con la sua grazia, la sua rapidità, il suo splendido controllo del corpo. Nel 1993 era già nella Hall of Fame, al primo tentativo di eleggibilità. La partita successiva alla sua morte, al Soldier Field di Chicago, bandiere e striscioni ne ricordarono la memoria, e il più classico diceva semplicemente “Thank You and Goodbye Sweetness”, grazie e addio.

2000 – The greatest show on turf

Dopo una stagione strepitosa scivolata su un attacco semplicemente stupendo guidato dal “ripescato” Kurt Warner, i St. Louis Rams diventano campioni del mondo per la prima volta dal loro trasferimento da Los Angeles. Il gioco offensivo di Warner, Isaac Bruce, Marshall Faulk, Torry Holt e gli altri esaltò come pochi erano riusciti a fare prima di loro, guadagnandosi la nomea del più grande spettacolo su un campo nel triennio ’99-‘01 e rimanendo, per molti, il miglior offensive team di sempre. Una vera spread offense precisa rapida costruita sulla squadra di Dick Vermeil grazie anche al lavoro dell’offensive coach Mike Martz.

Terrell Owens, receivers dei 49ers, stabilisce il record di ricezioni in una singola partita venendo servito 20 volte (per 283 yards) contro i Chicago Bears.

2001 – I patrioti cominciano a vincere

I New England Patriots vincono il loro primo Super Bowl al terzo tentativo battendo i favoritissimi St. Louis Rams grazie a un calcio nel finale di Adam Vinatieri. Protagonista di questo exploit è soprattutto Tom Brady, quarterback subentrato a Drew Bledsoe durante la regular season grazie a un infortunio del più vecchio passer della squadra. Scovato in fondo al draft del 1999, Brady guiderà la formazione a quattro stagioni vincenti di fila perdendo i playoffs nella stagione 2001 nonostante il 9-7 finale. Le intuizioni di Bill Belichick supportato da un grandissimo coaching staff portarono una squadra di semi-sconosciuti all’affermazione definitiva grazie soprattutto alle vittorie in altri due Super Bowl, nel 2003 e nel 2004.

L’evento rappresenta anche un record per le due città, uniche nel panorama pro americano ad essersi affrontate, con questo Super Bowl, nelle finali di tutte e quattro le leghe americane (NHL, NFL, MLB ed NBA).

A gennaio si era intanto laureata campione per la stagione 2000 la nuova franchigia di Baltimore, i Ravens, che solo pochi anni prima si era spostata in toto da Cleveland andando a colmare il vuoto nel cuore dei tifosi lasciato dalla fuga dei Colts nel 1983. Prima che i Colts, ora a Indianapolis, riescano a vincere il titolo è la città che seguì le gesta del grande Johnny Unitas a tornare sul tetto del mondo.

2002 – Addio Johnny U

Un anno dopo il disastroso attacco a New York e Washington l’America si prepara a commemorare il ricordo delle vittime mentre, sui campi di football, si ricorderà pochi giorni dopo, anche la memoria di Johnny Unitas, scomparso per attacco cardiaco a 69 anni proprio l’undici settembre. Uscito dall’Università di Louisville, Johnny U fu selezionato e tagliato dagli Steelers nel 1956. Trovò casa a Baltimora dove soggiornò e vinse per 17 stagioni. Due volte MVP della lega vinse tre titoli, il primo nel 1958 dopo l’over time in finale contro i NY Giants. Dei tre titoli vinti uno è il Super Bowl V, dopo che due anni prima i NY Jets avevano battuto i suoi Colts con lui costretto alla sideline per tre quarti per colpa di un infortunio. Per molti il più grande QB di sempre, Unitas fu il primo a superare le 40000 yards lanciate in carriera e, quando si ritirò nel 1974, era titolare di 22 records, tra cui yards e TD lanciati e passaggi completi. L’ultima stagione la giocò a San Diego dove disputò soltanto cinque gare. E’ entrato nella Hall of Fame nel 1979.

Lo stesso anno cadono due record di Walter Payton: Jerry Rice, ora agli Oakland Raiders, lo supera in yards guadagnate dalla linea di scrimmage mentre Emmitt Smith dei Dallas Cowboys diventa il leader all-time sulle corse.

Con la nascita degli Houston Texans, la NFL viene ridisegnata e ogni conference suddivisa in quattro division (north, south, east e west). Il più grosso cambiamento lo subiranno i Seattle Seahawks, trasferiti dalla AFC alla NFC.

Katie Hnida è la prima donna a giocare a football ad alti livelli, raggiungendo persino la Division I-A all’Università di New Mexico dove giocherà come kicker. Nella sua stagione da senior la Hnida ha collezionato un record di 3/3 nei field goal e di 27/28 negli extra points.

Chris Leak di Charlotte Independence (NC), batte il record di yards per le HS con 15593 superando le 14710 di J.R. House di Nitro (WV) stabilito tra il 1995 e il 1998. Pochi mesi dopo sarà Ben Mauk ad alzare il limite a 17534; il quarterback di Kenton High School (Ohio), segnerà il primato di yards lanciate in una carriera di high schools, settando anche i nuovi primati nazionali di passaggi tentati (1931) e completati (1105). Mauk riuscirà nell’impresa anche grazie al record per singola stagione di yards lanciate (6540) al quale si aggiunge quello dei touchdown pass (76). A Chris Leak rimarrà solo il primato di 179 TD pass in totale.

2003 – L’impresa di Boldin

Anquan Boldin ottiene il record di yard ricevute per un debutto NFL totalizzando ben 217 yards su 10 ricezioni. Boldin diventerà il rookie con il maggior numero di yards conquistate in stagione in 43 anni di storia. Il receiver dei Cardinals totalizzerà 1377 yards superando il precedente record di Terry Glenn, stabilito nel 1996 coi Patriots.

Nail Perry subì un grave infortunio nel 2000 durante una partita col suo college di San Josè. A seguito della frattura della gamba, l’arto gli dovette essere amputato. Nel 2003 Perry tornerà in campo con lo special team di San Josè dopo 20 interventi chirurgici e una quindicina di protesi cambiate, e diventerà il primo giocatore (non kicker) a disputare una gara di Division I-A con una protesi, anche se in realtà giocherà solo un’azione su kick off.

2004 – Peyton the Man

Con 49 TD pass stagionali Peyton Manning diventa il terzo QB di tutti i tempi a supearare quota 40 in stagione (Kurt Warner nel ’99 e Dan Marino nel ’84 e nel ’86 i precedenti) ma in primo luogo spazza via il record di 48 detenuto dal grande Dan ” The Man” Marino e stabilito nel 1984.

Per la seconda volta in soli sei anni il ranking nazionale della NCAA si divide in due regalando la prima posizione a scuole differenti. A seguito della stagione 2003, per ESPN/USA Today la miglior squadra della nazione è LSU (13-1), mentre per AP i più forti sono stati i Trojans di USC (12-1). Mai in un arco così breve di tempo si era verificata questa particolare situazione. L’ultima volta, prima di allora, furono le università di Michigan e Nebraska a dividersi gli onori del primo posto. Questo split fu il quarto dal 1990.

2005 – La meta più lunga

Durante la partita tra Chicago Bears e San Francisco 49ers disturbata da un fortissimo vento, Nathan Vasher, cornerback dei Bears, segna la meta più lunga della storia del football professionistico riportando un field goal sbagliato dagli avversari per 108 yards. La palla, spinta fuori bersaglio dal vento dopo il calcio, fu raccolta da Vasher prima di toccare terra. Il defensive back dei Chicago Bears cominciò quindi la propria corsa 8 yards dentro la propria endzone, si lanciò in avanti per poi sfruttare i blocchi dei propri compagni e tagliare il campo da sinistra fino alla sideline di destra concludendo la propria impresa in meta.

Nel 2007 Antonio Cromartie dei San Diego Chargers batterà il record di Vasher in una occasione molto simile ma riportando la palla per 109 yard, massimo primato raggiungibile e, di conseguenza, solo eguagliabile da lì in poi.

A New York, contro i Giants, i Minnesota Vikings diventano la prima squadra a segnare almeno una meta su kick off return, punt return e intercetto in una sola partita. I Vikings vinceranno la gara con una produttività offensiva bassissima e grazie a questi big plays creati in situazione di difesa e special team.

2006 – One for the thumb!

A conclusione della stagione 2005, i Pittsburgh Steelers vincono il loro quinto anello raggiungendo San Francisco e Dallas in testa alla classifica delle squadre con più Super Bowl vinti. Dopo una serie di playoffs esaltanti, gli Steelers si aggiudicheranno il Super Bowl XL battendo i Seattle Seahawks dopo una partita piuttosto mediocre e arbitrata con una certa leggerezza. Ben Roethlisberger, quarterback di Pittsburgh, diverrà il passer campione del mondo con il rating più basso in una finalissima 22.6, segnando comunque una meta su corsa. Bill Cowher troverà la vittoria sfuggita nel Super Bowl contro Dallas grazie a una lunghissima fuga di Willie Parker e a un trick play che ha visto il WR Antwain Randle El servire il proprio compagno Hines Ward. Questo Super Bowl sarà l’ultima partita giocata da Jerome Bettis, detto The Bus e storico RB degli Steelers. Bettis concluderà la carriera vincendo un titolo a Detroit, la propria città natale.

NFL e NFLPA ratificano il nuovo CBA che viene così prolungato oltre il 2007, evitando i problemi di annullamento del salary cap e un ritorno al “selvaggio” mercato degli anni passati. La lega si divide in tre fasce di ricchezza, con le squadre inserite nella prima che supporteranno quelle dell’ultima.

Paul Tagliabue, il commissioner che diede il tetto salariale alla NFL si dimette. Al suo posto viene eletto Roger Goodell in NFL da parecchi anni e che sotto la presidenza di Tagliabue ha ricoperto innumerevoli incarichi, seguendo la nascita di NFL Network e i progetti di nuovi stadi per la lega.

Muore Lamar Hunt, presidente fondatore dei Kansas City Chiefs ai quali ha restituito una partita nel giorno del Thanksgiving Day dopo più di trent’anni grazie anche alla messa in onda di partite in diretta di NFL Network. Hunt, Hall of Famer da sempre impegnato per lo sport, è stato tra i fondatori della AFL e tra i promotori del Super Bowl al quale, secondo leggenda, si deve il nome.

Devin Hester, rookie dei Chicago Bears, segna un incredibile record al suo anno di esordio, segnando sei touchdowns su ritorno (4 punt, 2 kick off e 1 missed field goal) pareggiando anche il record stabilito da Nathan Vasher l’anno prima per segnatura più lunga nella storia della Lega (108 yards).

2007 – Il giorno di Peyton

Il 4 febbraio gli Indianapolis Colts si aggiudicano il Super Bowl XLI portando Tony Dungy ad essere il primo coach di colore a vincere il titolo e, soprattutto, Peyton Manning, fenomenale quarterback uscito sempre sconfitto in situazioni di postseason, a vincere quel titolo per cui da sempre sembrava destinato.
Fondamentale proprio la prova di Manning nell’“AFC Championship”:http://www.playitusa.com/nflhistory/Great_Games/the-curse-is-overthe-2006-afc-championship, dove il quarterback si è caricato sulle spalle la squadra recuperando una situazione disperata e battendo, finalmente, i New England Patriots, avversari più temuti nell’ultimo lustro. All’atto conclusivo non basta la meta più veloce della storia di un Super Bowl per i Chicago Bears, avanti 7-0 dopo 14 secondi. Il possesso palla e l’inconsistenza offensiva del quarterback Rex Grossman permettono ai Colts di chiudere la pratica 29-17.

La stagione regolare successiva permette ai New England Patriots di chiudere 16-0 in campionato, prima squadra a chiudere imbattuta sulla distanza delle sedici partite. I Pats verranno però battuti al Super Bowl XLII dai NY Giants, concludendo la stagione 18-1 e mancando, oltre al quarto titolo in sette stagioni, l’impresa di una perfect season.

Il gennaio del 2007 segna anche un grande cambiamento nel mondo collegiale; a Glendale, Arizona, nel nuovo ed innovatissimo stadio dei Cardinals, si gioca il primo BCS Championship di sempre in partita a sé stante dal classico ordine dei bowls. La nuova formula prevede infatti che le prime due squadre del ranking nazionale si affrontino in una partita esterna ai bowls tradizionali (Rose, Fiesta, Orange, Sugar) per decidere chi sarà il campione nazionale. Per la prima assoluta, l’otto gennaio, si affrontano Florida Gators e Ohio State Buckeys con questi ultimi che, in pieno stile Chicago Bears, vanno subito in vantaggio sul ritorno di kick off (16 secondi) grazie a Ted Ginn jr per poi capitolare 41-14 e mantenendo il trend negativo contro le squadre della SEC nei bowl (0-8).

Al Fiesta Bowl esploderà definitivamente la rivelazione Boise State, capace di battere la favorita Oklahoma 43-42 dopo i supplementari e, in particolare, grazie ad una serie di trick play chiamati dal coach Chris Petersen. E’ in particolare l’ultimo, una conversione da 2 punti chiamata al primo over time, che entra nella storia: l’errore sarebbe costato la sconfitta, la buona riuscita la vittoria.

Il gioco (detto Statue, una variante della Statue of Liberty) riesce alla perfezione e Ian Johnson segna la meta decisiva. La chioamata funziona con tre WR schierati a destra, zona sulla quale il quarterback fince un lancio veloce, con rilascio rapidissimo, col braccio destro, tenendo invece l’ovale nella mano sinistra nascosta dalla visuale agli avversari. Il pallone viene recuperato dal RB che, trovando la difesa completamente sbilanciata sul lato opposto, ha ottime chance di arrivare in fondo, così come successo a Johnson.

La Ncaa rivedrà anche la denominazione dei due raggruppamenti di Division I. La I-A diverrà Football Bowl Subdivision (FBS), mentre la I-AA sarà d’ora in poi Football Championship Subdivision (FCS).

Proprio una squadra di FCS, Appalachian State (da Boone, North Carolina) compierà alcune delle imprese migliori nella stagione 2007, esordendo con una magnifica vittoria in casa di Michigan e diventando la prima università a vincere tre titoli consecutivi in D-I FCS.

2008 – Nessuno è perfetto

Il Super Bowl XLII si gioca a Glendale, in Arizona, e mette di fronte i favoriti New England Patriots ancora imbattuti e i New York Giants rivelazione della postseason. Come nella migliore delle favole saranno i “deboli” a vincere, dei Giants capaci di ribaltare il pronostico come, forse, nessuno aveva mai fatto prima di loro. La partita è godibilissima e diventa da subito un classico nella storia del gioco. New York, che in stagione ha vinto 10 volte in trasferta, batte New England 17-14 grazie a uno splendido drive finale orchestrato da Eli Manning, il quale succede come MVP e detentore del Vince Lombardi Trophy proprio al fratello.

Significativa è la giocata che taglia le gambe ai Patriots quando, proprio Manning, sguscia dalla pressione avversaria sfuggendo a un sack già confezionato e pesca David Tyree, receiver comprimario, uno tra i tanti, che ferma il pallone tra mano e casco sotto la pressione di un difensore avversario assestando il guadagno del gioco a 32 yard ed entrando nella storia dalla porta principale. La meta decisiva sarà poi una ricezione di Plaxico Burress a pochi secondi dal termine.

In Ncaa, intanto, si gioca il secondo BCS Championship Game e, di nuovo, è presente Ohio State. Purtroppo per i Buckeyes, però, davanti a loro c‘è di nuovo la SEC e sarà LSU a vincere il titolo con il risultato di 38-24.

2009 – Il sesto sigillo

A febbraio si gioca a Tampa il Super Bowl XLIII tra Arizona Cardinals e Pittsburgh Steelers. Per la franchigia di Phoenix, la più vecchia tra le squadre professioniste, è la prima apparizione alla finalissima, mentre gli Steelers sono a un passo dal diventare la più vincente squadra dell’era moderna.

I Cardinals sono giunti all’evento soprattutto grazie alle ottime giocate offensive nate sull’asse Kurt Warner -Karry Fitzgerald, e sempre sfruttando queste armi si ritrovano in vantaggio dopo una incredibile rimonta sul finire della partita. Sarà un ottimo drive di Ben Roethlisberger chiuso da una splendida ricezione di Santonio Holmes (eletto poi MVP) a dare la vittoria alla squadra della Pennsylvania (27-23) a 35 secondi dalla fine. Lo stesso tempo che, l’anno prima, era rimasto sul cronometro dei New England Patriots per tentare una rimonta che non riuscì allora come oggi. Gli Steelers vincono così il titolo e sono la prima squadra a fregiarsi di sei Super Bowl (su sette giocati).

Drew Brees supera per la terza volta consecutiva le 4000 yard in stagione, obiettivo sempre raggiunto da quando è quarterback dei New Orleans Saints. L’asticella stavolta si alza oltre le 5000 yard (5069), secondo giocatore di sempre, e a solo 15 yard dal record di Dan Marino.

Brett Favre, leggenda del football, uno dei più grandi quarterback di sempre, annuncia il definitivo addio al football giocato dopo una stagione passata ai NY Jets.

Speciali | by Alessandro Santini | 20/02/07

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