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Carolina Panthers

Jerry Richardson è uno dei nomi più immediati che si possano relazionare ai Carolina Panthers ed alla loro storia, avendo recitato all’interno di essa un ruolo a dir poco determinante. Richardson, ex giocatore professionista ricordato con la maglia dei Baltimore Colts, fu esattamente tra i motivi che portarono la Nfl nel North Carolina, area già carica d’entusiasmo verso la fine degli anni ’80 per aver ricevuto, nella Nba, la nuova franchigia degli Charlotte Hornets, cui Richardson voleva far seguire l’ingresso di una squadra di football professionistica. Fu così che, attraverso la sua società Richardson Sports, iniziò a sondare il luogo dove poter far sorgere uno stadio che potesse contenere qualcosa in più di 70.000 persone, mettendosi in concorrenza con altre quattro città che la Nfl aveva scelto per concorrere al proprio piano di espansione. Il concorso venne ufficialmente indetto nel 1993, si sarebbero aggiunte due squadre: a Richardson riuscì, con la collaborazione di una caldissima platea di tifosi, un colpo da maestro quando 40.000 abbonamenti vennero esauriti nel giro di un solo giorno, dimostrando la piena capacità dell’area di poter sostenere una franchigia Nfl. Il 26 ottobre del 1993 l’assemblea dei proprietari delle altre squadre votò all’unanimità l’ingresso ufficiale dei Carolina Panthers nella lega, facendo di loro la 29ma franchigia professionistica, la prima ad entrarvi dal 1976. Un mese dopo, sarebbe toccato ai Jacksonville Jaguars: le due compagini avrebbero cominciato le rispettive avventure a partire dal settembre del 1995.

1995: i preparativi per il campionato inaugurale cominciano con il draft, e soprattutto con la free agency, un lusso del quale né Tampa e né Seattle, gli expansion teams entrati per ultimi nel 1976 avevano potuto fregiarsi. I Panthers firmano, sotto le direttive di coach Dom Capers, giocatori del calibro di Sam Mills, linebacker, John Kasay, kicker, e Don Beebe, wide receiver, aggiungendovi Rod Smith, Mark Carrier e Jack Trudeau dall’expansion draft, ed un giovane quarterback da Penn State di ottime prospettive, Kerry Collins. L’esordio semiufficiale si disputa in quella che sarebbe stata la casa provvisoria della squadra, ovvero lo stadio di football della vicina università di Clemson, situata nel South Carolina, in attesa del termine della costruzione dell’Ericsson Stadium di Charlotte, più a nord. Nell’occasione, l’Hall Of Fame Game, Carolina sconfisse gli altrettanto neonati Jaguars per 20-14 in quella che viene battezzata come la “Battle Of The Big Cats”.
Il campionato ufficiale parte invece con la sconfitta contro gli Atlanta Falcons, rivali della Nfc West, in una gara che i Panthers conducono per 13-0 prima di capitolare per 23-20. La stagione é comunque un successo: la prima vittoria di sempre arrivò dopo un iniziale 0-5, contro i Jets, grazie anche ad un ritorno di intercetto di 36 yards ad opera di Sam Mills. Collins scalza Frank Reich (ex Buffalo Bills) dal ruolo di regista titolare solamente dopo due gare. I Panthers terminano l’anno come la miglior squadra di espansione di sempre, accumulando 7 vittorie (7-9 il finale) e fregiandosi dell’onore di divenire il primo expansion team della storia a sconfiggere i campioni in carica (vittoria contro San Francisco, allora rivale di division, per 13-7).

1996: si aggiungono altri pezzi molto importanti attraverso il mercato libero, quando giungono a Charlotte elementi del calibro del tight end Wesley Walls, l’esperto quarterback Steve Beuerlein e soprattutto il feroce defensive end Kevin Greene, reduce dai grandi campionati disputati con la maglia di Pittsburgh e vecchia conoscenza di Capers, che proprio degli Steelers aveva allenato la difesa prima di prendere questo incarico. Due addizioni offensive particolarmente rilevanti giungono dal draft ’96, vale a dire il running back Tim Biakabutuka ed il wide receiver di possesso Muhsin Muhammad. Le partite casalinghe, fino a quel momento disputate presso l’impianto dell’università di Clemson, vengono finalmente disputate nel nuovissimo Ericsson Stadium, che viene inaugurato nel migliore dei modi attraverso una vittoria contro gli Atlanta Falcons per 29-6. Carolina affronta tre rivali divisionali gioca nel primo mese di regular season, scrivendo un parziale record di 3-1, e comincia a muovere i primi sorprendenti passi verso la vetta di un raggruppamento precedentemente dominato dai 49ers. Il prosieguo del cammino vive fasi alterne, i Panthers perdono il derby tra squadre al secondo anno di esistenza Nfl contro Jacksonville, battono Saints (per la seconda volta in stagione) e Rams (segnando 30 punti per la prima volta nella loro storia) ed arrivano a quota 5-4 in seguito alle sconfitte con Falcons ed Eagles. La squadra chiude il campionato alla grande, vincendo tutte le partite rimanenti e mettendo la ciliegina sulla torta battendo i Niners al 3Com Park per 30-24, con un Kerry Collins incontenibile ed una difesa che intercetta Steve Young per due volte, aggiungendo in seguito due fumbles recuperati. La regular season si chiude con una vittoria contro Pittsburgh per 18-14, i Panthers registrano un 12-4 del tutto inatteso e vincono il loro primo titolo della Nfc West. Nei playoffs Carolina gioca direttamente il Divisional Playoff scontrandosi con Dallas, tenendo Troy Aikman a sole 165 yards su lancio e 3 intercetti, in una gara lasciata anzitempo per infortunio da Michael Irvin . Collins termina il primo tempo con due passaggi da TD, e la squadra amministra un vantaggio di 17-11 per tutto il secondo tempo, mettendo a segno 3 field goals con John Kasay e limitando Dallas a soli 6 punti. La vittoria è sigillata da un intercetto dell’indimenticato linebacker Sam Mills. Una settimana più tardi la squadra viaggia verso il Wisconsin per disputare una storica finale Nfc, ma i Packers sono un ostacolo troppo duro da superare, ed i sogni dei Panthers di giocare un Super Bowl al secondo anno di vita si spengono in un secondo tempo che non vede più equilibrio. Carolina perde per 30-13, Dom Capers si consola con il premio di allenatore dell’anno.

1997: il Draft ’97 porta due pezzi importanti per il futuro, il longevo free safety Mike Minter ed il tight end Kris Mangum, quest’ultimo pescato addirittura al settimo giro. Con aspettative molto alte date dagli eccellenti risultati dell’anno precedente, Carolina non riesce a bissare la partecipazione ai playoffs finendo per vincere solo 7 partite in tutto l’anno. Tre vittorie consecutive nella parte centrale del campionato non riscattano il 2-4 iniziale, i Panthers disputano al Texas Stadium il loro primo Monday Night di sempre battendo ancora i Cowboys per 23-13, ma la postseason è definitivamente persa quando Packers e Rams si impongono all’Ericsson Stadium nelle ultime due gare di regular season. Kerry Collins termina la sua stagione con 21 intercetti.

1998: il campionato parte nel peggiore dei modi, con i Panthers a compilare la striscia di partite perse consecutivamente più lunga della loro esistenza, 7. Dopo quattro gare Kerry Collins, malvisto in spogliatoio per via di alcuni commenti apparentemente razzisti, lascia improvvisamente la squadra, che deve così andare avanti con Steve Beuerlein. La prima affermazione arriva solamente il primo novembre contro i Saints con un punteggio di 31-17, quindi il momento positivo viene interrotto da altri due passi falsi che gettano la squadra nel baratro. Carolina termina il suo terzo campionato Nfl a quota 4-12, Dom Capers paga con il licenziamento.

1999: il management pesca da rivalità divisionali per costruire il futuro della franchigia: George Seifert, ex 49ers, diviene il nuovo head coach della squadra. Il lavoro di Seifert si vede soprattutto in attacco, nel quale Beuerlein favoleggia segnando 44 passaggi da touchdown guadagnando 4.436 yards, ma i risultati positivi, per quanto incoraggianti, non sono ancora sufficienti. Nonostante le 1.000 yards ciascuno ricevute da Muhsin Muhammad e Patrick Jeffers ed i 12 TD di Wesley Walls, la squadra ottiene due sole vittorie nelle prime sette gare, terminando la stagione fuori dalla postseason a quota 8-8. L’annata dei Panthers si tinge ancora di nero fuori dal campo, quando il wide receiver Rae Carruth, prima scelta di due anni prima, viene riconosciuto quale mandante nell’omicidio della sua fidanzata incinta, e sentenziato a 25 anni di reclusione.

2000: l’alone oscuro che adombra Carolina non sembra volersene andare, la offseason è caratterizzata dalla scomparsa del running back Fred Lane, ucciso dalla moglie durante un violento litigio casalingo. Distratta da innumerevoli situazioni, la squadra chiude con un record di 7-9 (terzi nella Nfc West) a causa di un’altra cattiva partenza di campionato, e Steve Beuerlein viene lasciato andare dopo un campionato da 3.730 yards. Della compagnia fa parte anche il leggendario Reggie White , che esce dal ritiro per giocare una stagione da 6 sacks in 16 gare.

2001: il Draft 2001 è particolarmente proficuo: con l’undicesima scelta assoluta i Panthers si aggiudicano il linebacker Dan Morgan, la cui carriera sarà falcidiata dalle numerose commozioni celebrali, ed aggiungono al roster il wide receiver Steve Smith, il defensive tackle Kris Jenkins, ed il quarterback Chris Weinke, reduce dai successi ottenuti a Florida State. Weinke bagna il suo esordio ufficiale con una vittoria per 24-13 nell’opener contro i Vikings, da lì in poi la situazione precipita a causa dell’inefficacia generale della squadra, che non riesce a mantenere i vantaggi accumulati e perde tutte le partite con minimi scarti. Le 15 sconfitte che seguono vedono la squadra capitolare per due volte in overtime contro Redskins e Niners, una gara persa all’ultimo secondo per 27-25 contro New Orleans, ed un’amaro passo falso contro i Jets, che vincono a Charlotte per 13-12. I Panthers sono semplicemente disastrosi, e detengono le peggiori statistiche possibili sia in attacco che in difesa. Seifert viene inevitabilmente licenziato dopo aver perso qualcosa come 32 gare in tre anni, numeri lontani anni luce dai tempi di San Francisco, e per la franchigia è ora di distruggere tutto e ricominciare daccapo per cercare di aprire un altro ciclo vincente.

2002: aria nuova, vita nuova, i Panthers fanno parte della nuova Nfc South assieme a New Orleans, Atlanta e Tampa Bay. Il riscatto ricomincia dall’ex defensive coordinator dei New York Giants : John Fox viene assunto e segna il suo primo Draft selezionando alla numero due assoluta Julius Peppers, talento di North Carolina, destinato a diventare uno dei cardini della difesa, che va a formare una linea di paurose potenzialità assieme all’altro end Mike Rucker, e ai tackles Kris Jenkins e Brentson Buckner. La difesa, grazie alla leadership del linebacker Mark Fields, alle giocate importanti di Mike Minter nelle retrovie, ed all’addizione di altri giovani del calibro di Will Witherspoon, è la principale responsabile dell’istantaneo miglioramento dei risultati di squadra. Dopo aver assaggiato l’amarezza della sconfitta per 15 volte consecutive l’anno prima, Carolina vince le prime tre uscite con il quarterback Rodney Peete al timone, un giocatore che non scendeva in campo da ben tre anni, preso per traghettare la squadra verso il futuro. Seguono ben otto sconfitte in fila, poi la squadra rialza la testa per il rush finale, dove si afferma in quattro delle ultime cinque esibizioni ufficiali. Il 7-9 che ne consegue è un deciso passo in avanti, la ricostruzione della squadra prosegue per il meglio e non viene demoralizzata dall’ultimo posto divisionale in un anno particolarmente competitivo, nel quale le altre appartenenti chiudono tutte con un bilancio positivo.

2003: ancora disgrazie: a Sam Mills e Mark Fields, due dei tre linebackers titolari, vengono diagnosticati due tumori, e la squadra usa questa spiacevole situazione quale motivazione per affrontare positivamente la stagione. Con la difesa a posto i ritocchi principali vedono coinvolto il settore offensivo, che vede la firma del quarterback Jake Delhomme, ex backup a New Orleans ed ex Nfl Europe, del running back Stephen Davis e del veterano wide receiver Ricky Proehl. Dal Draft arriva l’offensive tackle Jordan Gross, destinato a diventare un punto fermo della linea offensiva. L’Ericsson Stadium viene rinominato Bank Of America Stadium. I Panthers sembrano inarrestabili: Delhomme entra dalla panchina a metà della partita inaugurale contro Jacksonville partendo da un deficit di 17 punti e vincendo la gara con un passaggio vincente per Proehl con 16 secondi da giocare; gli special teams bloccano il punto addizionale della vittoria a Martin Gramatica nella vittoria in overtime (field goal di Kasay di 47 yards) contro i campioni uscenti di Tampa Bay; sotto 13-3 nel primo tempo rimontano anche i Colts vincendo ancora al supplementare per 23-20. Carolina è la sorpresa della stagione a quota 5-0. Dopo aver assaggiato la sconfitta per la prima volta contro i Titans, i Panthers vincono per la terza volta in stagione in overtime contro New Orleans, e perdono sorprendentemente contro i deboli Texans. Carolina continua a vincere nel quarto periodo, lo fa ancora contro Tampa Bay e successivamente contro Washington, sconfitta da un touchdown con un minuto da giocare di Stephen Davis, l’ex di turno. In giro per la Nfl, i Panthers cominciano ad essere conosciuti come i Cardiac Cats, per via dell’abitudine oramai stabilizzata di vincere in rimonta. La macchina si inceppa per tre settimane, che corrispondono ad altrettante sconfitte, ma la stagione si chiude con tre affermazioni consecutive che consentono la vittoria della Nfc South grazie ad un bilancio di 11-5. Nei playoffs Carolina batte ancora Dallas per 29-10 grazie ad una strategia impostata sull’aggressività difensiva e sul controllo del pallone, Stephen Davis ottiene quasi 240 yards tra corse e ricezioni e segna per due volte. Nei Divisional Playoffs la battaglia è molto più difficoltosa, contro i Rams l’equilibrio regna sovrano e la gara si protrae in overtime, dove entrambe le squadre mancano un field goal. La situazione viene risolta dalla spettacolare ricezione vincente di 69 yards di Steve Smith, che regala il 29-23 finale ed il passaggio al Championship in trasferta a Philadelphia. Contro gli Eagles non c’è storia, i Panthers dominano per tutta la gara vincendo per 14-3, atterrando per 5 volte McNabb in una partita dove il defensive back Ricky Manning Jr. registra ben 3 intercetti. Carolina è al Super Bowl per la prima volta nella sua storia.

Il Super Bowl XXXVIII si disputa al Reliant Stadium di Houston, ad attendere Fox ed i suoi ragazzi ci sono i New England Patriots, già campioni Nfl nel 2001 e per questo motivo favoriti dai bookmakers prima del kickoff. I Panthers non partono offensivamente nel migliore dei modi, e devono ringraziare una difesa solidissima per lo 0-0 parziale del primo quarto. Adam Vinatieri sbaglia due field goal facili (uno gli viene bloccato da Shane Burton), Will Witherspoon esegue un placcaggio importante su un terzo down, e New England esce a bocca asciutta da tre possessi all’interno del territorio di Carolina, il tutto mentre Delhomme colleziona apparizioni brevissime completando solo uno dei suoi primi nove tentativi di passaggio. La prima segnatura della partita porta la firma di New England, che forza un fumble con Mike Vrabel e regala all’attacco una posizione di campo ghiottissima, dopo pochi snap Tom Brady lancia un TD pass di 5 yards per Deion Branch. I punti arrivano dopo 26 minuti di gioco effettivo, mai un Super Bowl aveva tardato così tanto a produrre una qualsiasi segnatura prima di questa partita. Carolina risponde a poco più di un minuto dall’intervallo, quando l’attacco improvvisamente macina 95 yards in soli 8 giochi e Steve Smith suggella il tutto con una meta di 39 yards. Brady risponde con un passaggio di 52 yards per Branch, che è il preludio del Td pass che il quarterback medesimo lancia poco dopo a David Givens. C’è ancora tempo per una manciata di azioni prima dell’halftime, New England effettua uno squib kick che viene però ritornato per 12 yards, Stephen Davis sorprende la difesa con una corsa di 21 yards, e John Kasay segna il 14-10 con un field goal di 50 yards. Le difese dominano ancora nel terzo quarto, che termina ancora 0-0, e per la segnatura successiva si deve attendere il secondo gioco dell’ultimo quarto, quando il running back Antowain Smith entra in endzone dalle 2 yards per dare un vantaggio di 21-10 ai Patriots. La partita si accende di nuovo, Delhomme e Smith connettono per un paio guadagni superiori alle 15 yards ed il running back DeShaun Foster sfrutta le disattenzioni di una difesa impegnata ad attendersi passaggi segnando una meta di 33 yards. Brady conduce il suo attacco in territorio favorevole per gestire quello che sembra il possesso ideale per chiudere i conti, ma un suo passaggio viene intercettato in endzone da Reggie Howard. Poche azioni dopo, Delhomme segna un touchdown di 85 yards pescando Muhsin Muhammad libero, e nonostante la conversione da due punti non abbia buon esito i Panthers conducono per 22-21 dopo essere sempre stati sotto. Nel quarto periodo più eccitante di sempre per un Super Bowl i Patriots riprendono il vantaggio dopo un drive di 68 yards e la ricezione vincente di Mike Vrabel, reso per l’occasione ricevitore eleggibile, ma Delhomme risponde ancora connettendo con Ricky Proehl per una meta di 12 yards, che porta la partita sul 29-29. Dopo che Kasay calcia fuori il kickoff successivo i Patriots ripartono dalle 40 yards, Brady gestisce ottimamente il drive con il tempo che stringe, e posiziona Vinatieri per il field goal che, con quattro secondi, regala il secondo successo in tre anni a New England.

2004: l’annata è molto sfortunata, l’attacco perde un pezzo dopo l’altro per infortunio ed i Panthers non riescono a replicare la strepitosa cavalcata dell’anno precedente. Nel Monday Night perso per 24-14 contro i Packers Stephen Davis e Steve Smith subiscono infortuni che li tengono fuori per tutto il campionato, poco dopo tocca a Muhsin Muhammad e ad una delle ancore della difesa, Kris Jenkins. Carolina parte con 7 sconfitte in 8 gare, e 14 giocatori in injured reserve. La stagione vive una rimonta insperata, la difesa si ricombatta e l’attacco viene sostenuto dal secondo fullback della squadra, Nick Goings, che con tutti gli altri fuori registra più di 1.400 yards. Keary Colbert, ricevitore scelto quell’anno, gioca un’ottima stagione da rookie accumulando 734 yards e 5 mete. I Panthers arrivano addirittura a giocarsi la partecipazione ai playoffs vincendo 6 delle ultime 7 apparizioni, ma la sconfitta nell’ultima partita contro i Saints determina il 7-9 finale e l’esclusione dalla post-season.

2005: recuperati gli infortunati i Panthers tornano tra i favoriti per vincere il Super Bowl, ma partono con il piede sbagliato uscendo sconfitti dai Saints nella partita d’avvio della stagione. La partenza di 1-2 vede Carolina prendersi una piccola rivincita contro New England con un successo per 27-17 in casa, ed una sconfitta contro Miami in una giornata dove Steve Smith colleziona ben 170 yards su ricezione e 3 mete. Inizia una striscia di 6 vittorie consecutive che diventa di 8 in 9 partite, Smith supera se stesso ricevendo per 201 yards contro Minnesota, nella stessa partita Delhomme completa 21 di 29 passaggi per 341 yards, una delle sue prestazioni più positive di carriera. L’unica sconfitta del periodo arriva per mano dei Bears, che si affermano per 13-3 giocando una gara a dir poco dominante in difesa, e giunti a 9-3 i Panthers perdono l’importante scontro diretto per la supremazia divisionale contro Tampa Bay, che vince al Bank Of America Stadium per 20-10. Le speranze playoffs vacillano nonostante una facile vittoria sui Saints, in quanto arriva un’inopinata sconfitta contro Dallas che mette tutto il peso della qualificazione alla postseason sull’ultima gara contro i Falcons, al Georgia Dome, che Carolina vince per 44-11. Nel turno di Wild Card i Panthers tornano a dominare da ambo i lati del campo smantellando i Giants in trasferta per 23-0, Steve Smith segna 2 mete e la difesa forza 5 turnovers. Nel turno successivo Carolina si vendica di Chicago al Soldier Field: Smith segna una meta di 58 yards dopo neanche un minuto di gioco, i Panthers conducono per 16-7 all’intervallo ma i Bears non mollano la presa ed arrivano al meno due. Smith segna ancora, ma Chicago risponde prontamente, decide un touchdown del tight end Kris Mangum che sigilla il 29-21 conclusivo. Carolina gioca il terzo Championship della sua breve storia a Seattle, ma gli infortuni dei running backs ed una marcatura stretta su Steve Smith danno il via al 34-14 con cui i Seahawks eliminano i ragazzi di coach Fox. Smith chiude la regular season quale miglior wide receiver della Nfl a livello statistico, con più di 1.500 yards e 12 mete.

2006: durante la free agency viene acquisito Keyshawn Johnson, mentre il Draft vede la scelta del running back DeAngelo Williams, chiamato per sostituire Stephen Davis. Steve Smith perde le due gare iniziali per uno stiramento, evento che coincide con altrettante sconfitte. Al suo rientro parte non casualmente una striscia positiva di quattro partite, tra le quali pervengono due vittorie in division contro gli imbattuti Saints e contro i Buccaneers. Smith riceve per 189 yards ed una meta contro i Ravens nella gara che dà il parziale 4-2 stagionale, ma il record torna in pareggio dopo due passi falsi contro Bengals e Cowboys. Le prestazioni di squadra rimangono alterne, e dopo aver avuto ragione di Tampa Bay e St. Louis concedendo solamente 10 punti totali arrivano ben 4 sconfitte in fila. Jake Delhomme si infortuna al pollice della mano con cui lancia, e deve lasciare il posto per tre gare consecutive a Chris Weinke, che non gioca dal 2002. Le due vittorie in conclusione di regular season valgono solo per riportare in parità il computo, a quota 8-8. A fine stagione Keyshawn Johnson si ritira.

2007: Carolina parte ancora una volta tra le incertezze, alla vittoria nell’opener contro i Rams si aggiunge presto un capitombolo contro Houston per 34-21, dopo che i Panthers avevano condotto per 14-0. La terza settimana di gioco contro Atlanta vive uno scontro infuocato tra Steve Smith e DeAngelo Hall, con quest’ultimo a finire espulso per eccessive reazioni di frustrazione nei confronti del diretto avversario. Delhomme si infortuna gravemente al gomito del braccio con cui lancia, e perde il resto del campionato. A lui subentra David Carr, appena acquisito nella offseason precedente, ma anch’egli abbandona la scialuppa in seguito all’infortunio riportato nella vittoria per 16-13 contro i Saints. Gli subentra l’ultra-veterano Vinnie Testaverde, che vincendo la sesta stagionale contro Arizona (4-2) diventa il quarterback più anziano di sempre (quasi 44 anni) ad aggiudicarsi una gara Nfl. Da quel momento in poi i due quarterbacks si alternano da titolari, ma non viene trovata nessuna soluzione di continuità e l’attacco non gira come dovrebbe. La fase centrale del campionato è disastrosa, i Panthers perdono 5 partite su 6 segnando pochissimo, e terminano una stagione incolore a quota 7-9.

2008: il Draft porta il running back Jonathan Stewart ed il tackle offensivo Jeff Otah, aggiungendo del talento ad un attacco bisognoso. Delhomme rientra dall’operazione al gomito e guida una rimonta a San Diego lanciando una meta per il tight end Dante Rosario a tempo scaduto, lasciando di stucco i Chargers. Una settimana più tardi vengono rimontati anche i Bears nell’opener casalingo, con l’attacco a segnare 17 punti consecutivi nell’affermazione per 20-17. Carolina diventa imbattibile tra le mura amiche registrando un record di 8-0, la squadra perde solamente 3 gare in due mesi e DeAngelo Williams si conferma tra i protagonisti principali del campionato grazie a ben 4 mete segnate nella vittoria per 35-31 al Lambeau Field contro Green Bay. Con i playoffs in vista la squadra perde una gara importante contro i Giants per la corsa al diritto di giocare in casa nella postseason, rendendo le armi solamente al supplementare, ma ottiene comunque la possibilità di saltare il turno di Wild Card battendo i Saints in un’altra gara molto tirata, dal risultato finale di 33-31, buono per il 12-4 conclusivo e per la vittoria della Nfc South. Favoriti dai media per il passaggio del turno contro i Cardinals nei Divisional Playoffs, i Panthers si sciolgono come neve al sole soprattutto a causa dei 6 turnovers commessi da Jake Delhomme, che danno il via al 33-13 con cui viene consumato l’upset.

2009: Delhomme ed i suoi turnovers caratterizzano anche l’opener 2009, quando il quarterback perde ben 5 palloni e viene poi lasciato in panchina durante la sconfitta pesante per 38-10 contro gli Eagles davanti al pubblico amico. Dopo una partenza di 0-3, Carolina rimonta contro Washington in una gara dov’era stata sotto per 17-2, e con una segnatura ciascuno per il tight end Jeff King e per Jonathan Stewart si aggiudicano la partita per 20-17. Delhomme mette a rischio la vittoria contro Tampa Bay facendosi intercettare per un touchdown da Tanard Jackson nel quart periodo, rimedia DeAngelo Williams con la meta del 28-21; lo stop in casa contro i Bills porta il record iniziale a quota 2-4. L’unico sussulto positivo arriva dalla mini-rivincita contro Kurt Warner ed i Cardinals, dove la difesa ottiene 5 intercetti, seguono 4 sconfitte in 6 gare, che precludono la partecipazione alla post-season. Il rush finale viene condotto da Matt Moore in cabina di regia per un infortunio alla mano di un comunque inefficace Delhomme, pervengono 5 vittorie in 6 esibizioni ma ciò serve solo a riportare il bilancio in parità ad 8-8

2010: tira aria di ricostruzione, i Panthers lasciano andare Jake Delhomme a Cleveland, Julius Peppers si trasferisce a Chicago e Muhsin Muhammad, rientrato in Carolina dopo un breve passaggio ai Bears, si ritira prima dell’inizio del campionato. I Panthers fermano la caduta al Draft del quarterback Jimmy Clausen, per il quale era stata pronosticata una selezione molto più alta, che dopo due gare assolutamente negative di Moore prende già il posto da titolare. Moore rientra da titolare nella settima partita, che coincide con la prima vittoria stagionale quando Carolina batte San Francisco per 23-20. Moore termina anzitempo la stagione finendo in injured reserve, Clausen viene messo in difficoltà per tutta la sua stagione d’esordio e termina lanciando 3 TD passes e 9 intercetti, si finisce 2-14 e con la prima scelta assoluta 2011.

I Carolina Panthers saranno per sempre ricordati come un modello di conduzione di una franchigia professionistica, in quanto nonostante gli alti e bassi sono riusciti a raggiungere per tre volte il Championship della Nfc durante i loro primi undici anni di esistenza. La squadra è stata spesso colpita dagli infortuni, difficoltà tra le quali soprattutto John Fox si è saputo destreggiare con abilità sfruttando al massimo la profondità dei roster, trovando tratti vincenti che in qualche modo collegano i Panthers più recenti agli esordienti dell’era Dom Capers, già preparati per una memorabile stagione al solo secondo anno di vita della franchigia. La stagione 2003 poteva essere quella giusta, Carolina ha semplicemente avuto la sfortuna di incappare tra i piedi precisi ed i nervi di ghiaccio di Adam Vinatieri, che hanno tolto alla Cenerentola di quell’annata la possibilità di fare il miracolo. Una delusione cocente, che i Panthers cercheranno di rimediare nel migliore dei modi, come da loro ciclica tradizione vincente.

Franchise book

I Panthers hanno ritirato la maglia numero 51 del compianto linebacker Sam Mills.
L’unico membro ad aver vestito la maglia dei Panthers ed essere stato eletto nella Hall Of Fame è Reggie White (DE, 2000)

La squadra con cui i Panthers hanno ottenuto il maggior numero di vittorie sono i New Orleans Saints, sconfitti in 17 occasioni. Il maggior numero di sconfitte, 20, è pervenuto per mano degli Atlanta Falcons.
Il miglior record ogni epoca, 12-4, risale al 1996; il peggiore è l’*1-15* del disastroso 2001. Il record all time di squadra è 119-137-0 per la regular season, mentre nei playoffs il bilancio è di 6-4.

All time leaders (offense)
Jake Delhomme: 19.258 passing yards
DeAngelo Williams: 4.211 rushing yards
Muhsin Muhammad: 9.255 receiving yards

Con 73 vittorie John Fox è il coach più vincente di sempre.

Tutti i dati, gli aneddoti e le immagini raccontati e mostrati in questa time-line provengono da siti storici quali pro-football reference, wikipedia, sports e-cyclopedia, la sezione storica di panthers.com

Teams_timeline | by Dave Lavarra | 20/07/11

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